Turismo sostenibile nelle Cinque Terre, le proposte del sindaco di Monterosso In evidenza

"Serve una normativa specifica sulla gestione e la programmazione dei flussi turistici, così che il turismo continui ad essere una risorsa".

 

Martedì, 15 Maggio 2018 15:12

 

Ieri mattina, lunedì 14 maggio, si è tenuto un incontro presso il Ministero dell’Ambiente per discutere sul tema della fruizione turistica sostenibile delle Cinque Terre. Ha partecipato il Sindaco di Monterosso Emanuele Moggia insieme alle altre Amministrazioni locali, al Parco Nazionale delle Cinque Terre, al Direttore Generale del Ministero dell’Ambiente, ai referenti del Ministero dei Beni Culturali e del Turismo e del Mibact della Regione Liguria.

Nel corso della riunione il Sindaco Moggia ha sottolineato alcuni principi base, necessari per avere piena consapevolezza ed inquadrare il problema, e proposto alcune azioni concrete per iniziare, da subito, a dare risposte reali e tangibili come primi passi di un progetto organico di sviluppo sostenibile di medio e lungo termine.

“Sono convinto che - ha ribadito il primo cittadino - le Cinque Terre abbiano necessità di mettere in campo un piano programmatico di azioni ed interventi che le salvaguardino e ne valorizzino l’identità, l’anima, le radici, e l’unicità delle bellezze naturali, per non soccombere al rischio di ‘omogeneizzazione’ ed essere esposte alla speculazione di ingenti capitali che, provenendo dall’esterno delle comunità che adesso vivono e fanno impresa nei nostri paesi, potrebbero causarne l’esodo”.

In particolare queste le prime tre proposte di Monterosso per intervenire concretamente e da subito:

1) Programmazione dei flussi turistici attraverso un Centro Unico di Prenotazione.
I gruppi organizzati superiori alle 15/20 unità dovranno obbligatoriamente passare attraverso una piattaforma di prenotazione per visitare i nostri borghi: questo consentirebbe di gestire nel tempo e nello spazio i grandi numeri del turismo veloce e permetterebbe così di non ingolfare stazioni ferroviarie, moli e caruggi, ma di distribuire le persone in modo intelligente su tutto il territorio.

2) Regolamentazione nell’apertura di nuove attività commerciali e riqualificazione dell’offerta merceologica: va posto un limite all’omologazione delle attività. Le Amministrazioni locali che condividono la condizione di meta turistica di fama mondiale con però oggettive problematiche di limitazione delle risorse urbane disponibili come, ad esempio, le Cinque Terre, Venezia, Capri etc., devono essere dotate di strumenti normativi “ad hoc” in deroga alla legislazione nazionale vigente, che consentano loro da una parte di razionalizzare l’offerta turistica merceologica (serve un limite al numero di attività della medesima tipologia all’interno del medesimo paese o lungo la stessa via/piazza) e, dall’altra, di tutelare davvero i residenti, attraverso la prosecuzione di attività commerciali indispensabili a chi vive quotidianamente un territorio e che, non necessariamente, sono strettamente legate all’attività turistica ma che sono indispensabili per offrire servizi a giovani, anziani, famiglie. Per mettere le Amministrazioni locali in condizione di perseguire tale linea serve necessariamente un impianto normativo dedicato.

3) Agevolazioni per la popolazione residente nella fruizione dei servizi. Le persone restano a vivere in un paese se vengono garantiti loro i servizi e, nel nostro caso, se in qualche modo vengono ricompensati delle difficoltà causate dal sovraffollamento del loro piccolo paese legato alla presenza di circa 3 milioni di visitatori all’anno. Questo potrebbe declinarsi, ad esempio, attraverso agevolazioni economiche e forti sconti sulla fruizione dei trasporti pubblici, tassa rifiuti (in gran parte di produzione esogena), tributi, scuola e sanità.

“Chiediamo di essere dotati di una legislazione idonea e mirata che ci consenta di metterci subito al lavoro, così da poter affrontare in modo efficace le problematiche dei nostri paesi. Una normativa specifica sulla gestione e la programmazione dei flussi turistici, così che il turismo continui ad essere una risorsa e non diventi causa di perdita di qualità, di identità e di spopolamento del territorio” conclude Emanuele Moggia.

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