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Lombardi (Prc/Fds): "Tragedia Emilia Romagna è anche tragedia morti sul lavoro"

Almeno dieci operai caduti, rispediti a lavorare nonostante il pericolo sismico e sotto capannoni che si sono dimostrati inadeguati a proteggerli: è il prezzo più alto di sangue che il territorio emiliano ha pagato in termini di vite umane.

Quei capannoni che hanno spezzato l'esistenza di quei ragazzi, molti dei quali immigrati, lasciano il terribile messaggio di quanto sia considerata la vita umana di chi lavora in Italia.

E lo vogliamo sottolineare proprio oggi, a 24 ore dalla seconda tragica ondata sismica, mentre il Senato sta bellamente approvando in maniera bipartisan la cosiddetta "riforma" del lavoro Monti-Fornero, che estenderà la libertà di licenziamento e aumenterà dunque quella precarietà, anche esistenziale, che contribuisce senza ogni sorta di dubbio a mettere ulteriormente in pericolo la vita del lavoratore.

Caro presidente Napolitano, più che la parata della Repubblica, vorremmo che la Repubblica stessa tuteli la vita della propria gente, come scritto nella sua Costituzione, specialmente di chi lavora e nel lavoro trova, troppo spesso, la morte.

Giù le mani dall'articolo 18!!

Massimo Lombardi, segretario provinciale Prc/Fds La Spezia

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