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PD: i mariniani spezzini sulle primarie per il Parlamento

La crisi economica e sociale ha necessariamente portato all' accelerazione di quel processo di distacco tra i cittadini e partecipazione attiva alla politica che trova il suo culmine in forme di disorganica rassegnazione ed indignazione e nel rifugio nella bolla populista, nell'antipolitica o, ancor peggio, nel disinteressere generalizzato che si traduce nell'astensionismo.

Lunedì, 24 Dicembre 2012 13:12

Gli stili di vita e i codici di comportamento della classe politica e dirigente, che le inchieste giudiziarie hanno fatto emergere in tutta la loro gravità e portata, hanno acuito quel distacco e provocato una fortissima rottura che necessitava di una risposta forte e chiara dal primo partito Italiano che si candida alla guida del paese con una nuova agenda di riforme economiche e sociali in grado di ridare efficacia alla pubblica amministrazione , rimettere al centro il tema dell'equita' sociale e della solidarietà, puntare ad uno sviluppo Di qualita'.
In questo contesto è maturata la proposta di primarie aperte per individuare il candidato alla presidenza del Consiglio: un successo di partecipazione che ha determinato un evoluzione non strategica ma fondativa dei cittadini alla politica.
Lo strumento, per quanto imprescindibile, rischia pero' di portare alla perdita di capacita' di proposta e di assunzione di responsabilita' da parte dei gruppi dirigenti.
Si lamenta una mancanza di discussione nel merito e di coinvolgimento dei circoli e degli iscritti oltre ad una mancanza di dialogo con il livello regionale e nazionale che ha selezionato i criteri di rappresentanza e la concessione delle deroghe per la candidatura nelle liste di camera e Senato secondo principi di stampo personalistico e non secondo valutazioni di contenuto prettamente politico o criteri chiari e prestabiliti.
In questo quadro politico non può condividersi la scelta di rimandare le amministrazioni locali al voto aprendo vuoti di gestione ovunque nel paese in un momento cosi drammatico per il tessuto sociale e per le Comunità locali che rischiano un effetto sfarinamento con la conseguente perdita di quegli elementi di coesione e solidarieta' che, nel vocabolario che il PD ha proposto negli ultimi mesi, sono gli stessi da cui riparte la " riscossa civica" Dell' Italia.
È indubbio, infatti, che, nel discredito della politica, proprio le amministrazioni locali, le Istituzioni piu' vicine ai cittadini, giochino un ruolo fondamentale e che il Sindaco, anche grazie anche ad una legge elettorale che gli attribuisce forti poteri (personalizzando la legislatura) rappresenti un punto di riferimento ed un elemento di tenuta sociale delle Comunità locali.
Pertanto, sarebbe stata preferibile l'esclusione dei Primi Cittadini dal novero dei derogabili.
si è inoltre persa l'occasione di ricompattare il gruppo dirigente in tutte le sue componenti e sensibilità attraverso un'operazione che tenesse insieme competenze, esperienze e rappresentatività territoriale valorizzando percorsi che, si badi, non hanno caratterizzazione personale ma, semmai, significato politico per la capacità di rappresentanza espansiva della società.
Non possiamo invece non registrare come, nel vuoto politico di gestione del Partito, si sia creato, ancora una volta, lo spazio per accordi tra gruppi, o, ancor peggio, singoli dirigenti.
Ancora una volta il luogo di decisione non è stato il Pd, nei suoi organismi, come era stato garantito nella piattaforma programmatica con cui il Segretario Veschi è stato eletto.
Un vuoto, questo, che ha caratterizzato anche la gestione del livello Regionale dove chi avrebbe dovuto svolgere il delicatissimo ruolo di arbitro ha invece svolto inopportunamente quello di giocatore.
Alla luce della nuova stagione di partecipazione democratica che le Primarie del 25/11 e del 2/12 hanno inaugurato, si ritiene fondamentale procedere senza ritardi alla riorganizzazione del Partito affinchè il patrimonio civile dei cittadini iscritti all 'albo degli elettori non vada disperso ed anzi possa diventare una risorsa di patecipazione alla vita democratica del partito e delle comunita' locali aiutando il PD a compiere le scelte fondamentali per la vita del paese.

 

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