Giampedrone: ” il nuovo argine è un progetto che va condiviso, fra dieci giorni i comuni interessati daranno parere” In evidenza

Di Gianluca Solinas – Conferenza stampa stamattina nella sede regionale alla Spezia per confermare le scelte riguardanti i lavori di messa in sicurezza degli argini che coinvolgono i comuni di Arcola e Sarzana, soprattutto per quanto riguarda l'area di Battifollo.

Lunedì, 11 Aprile 2016 15:27


L'Assessore regionale Giacomo Giampedrone, affiancato dai tecnici, ha illustrato alla stampa le modifiche proposte al progetto in essere, comunicando i pro ed i contro che queste potranno comportare.


In sostanza il nuovo progetto, ancora in fase preliminare, prevede un percorso che tiene conto delle istanze di circa 40 famiglie che con il precedente assetto progettuale sarebbero restate fuori dagli argini, con conseguente aggravio di spesa, trasferimenti, azioni di autotutela e probabili contenziosi infiniti.

Tenuto conto della situazione il nuovo percorso degli argini prevede il passaggio più vicino al fiume e la tutela pressoché integrale delle aree precedentemente escluse. Dal punto di vista architettonico il nuovo percorso degli argini appare più lineare, più adeguato al percorso fluviale in quel tratto e meno impattante perché interesserebbe per lo più aree agricole e non aree urbanizzate come il precedente. Wquesto si tradurrebbe in minori oneri per gli espropri e in contemporanea garantirebbe lì inclusione di case e condomini che altrimenti si troverebbero a restare nell'alveo o quantomeno nella zona di possibile esondazione del fiume.


L'Assessore Giampedrone, che precisa di essersi trovato ad affrontare queste tematiche che prima riguardavano la Provincia, spiega di essersi incontrato con i rappresentanti delle amministrazioni coinvolte dal progetto e che solo in presenza di una totale condivisione delle opere, si potrà procedere alla progettazione ed alla realizzazione.


Nella pratica i tempi sono la questione dirimente. Il progetto attuale è in fase finale e potrebbe essere messo a gara in un tempo stimato in sei mesi circa. Il nuovo progetto necessiterà di un anno e mezzo in più per la sua progettazione e realizzazione. Il problema è vedere se, anche di fronte ad un progetto che sembra alla prima impressione notevolmente migliorativo rispetto al precedente, si vorrà posticipare òla messa in sicurezza dell'area di almeno un anno e mezzo.


Le opere del progetto precedente danno una tutela trentennale su determinate aree, quello nuovo garantisce una tutela di due secoli.


I pro sono obiettivamente molti, i contro riguardano la parte burocratica e l'allungamento dei tempi. I cittadini coinvolti con il progetto precedente si dividerebbero fra cittadini di serie a, e cioè tutelati in pieno e messi in sicurezza e cittadini di serie b, per i quali la sicurezza passerà alle spalle delle loro abitazioni, lasciandoli in balia delle piene del Magra.


I costi non varierebbero di molto e le risorse si possono recuperare fra le maglie dei bilanci regionali, oltre che dai fondi per il dissesto idrogeologico messi a disposizione dal governo.


Dal punto di vista dei costi quindi si tratta di differenze minime (rispetto all'importo totale), circa un milione e mezzo di euro dei quali nulla a carico dei comuni.


I comuni interessati hanno ora la possibilità di decidere sul da farsi, l'Assessore Giampedrone non intende proseguire nella nuova progettualità senza un completo e totale accordo delle due amministrazioni coinvolte e se questa dovesse trovare disaccordi od ostacoli si procederà con la progettualità precedente.


Qualunque sia la scelta, il tempo preoccupa, e le responsabilità in caso di alluvioni ed esondazioni sarebbero condivise fra amministrazioni locali e regione.

Resta da sperare che nei prossimi 3 o 4 anni il Magra resti tranquillo e dia modo di completare i lavori in modo da garantire la sicurezza almeno a quella parte delle sue sponde.

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