Primarie PD a Santo Stefano, intervista a Paola Sisti: "Ripartiamo dai centri storici. Punti cardine del programma area retro-portuale, scuole e viabilità. Per governare servono trasparenza e condivisione" In evidenza

Di Elena Faconti - "Insieme possiamo realizzare il cambiamento che sogniamo per il nostro paese". Così si legge nel volantino informativo di Paola Sisti candidata alle primarie del Pd a Santo Stefano Magra.

Mercoledì, 23 Marzo 2016 20:48

A margine della presentazione del suo programma alla popolazione in un bar nel centro storico di Santo Stefano abbiamo scambiato un veloce botta e risposta che ci aiuta a conoscere meglio la personalità decisa e le idee della candidata che sta lavorando all'idea di una nuova Santo Stefano da un paio di anni.

Perché gli abitanti di Santo Stefano dovrebbero sceglieglierla alle prossime primarie del Pd, il 10 aprile, e poi come sindaco?
Dovrebbero scegliere il mio nome perché ho una storia di radici profonde legate a questo paese. Sulla mia carta d'indentità c'è scrtto che sono nata a Santo Stefano. Sono nata nel centro storico, nella casa dei miei genitori, dove ho scelto di tornare a vivere, grazie all'ostretica Fernanda che faceva partorire le donne in casa. Racconto spesso questa storia perché per me Santo Stefano è la mia casa e la mia famiglia.

Quali sono i punti di forza di Santo Stefano che vorrà valorizzare nel suo eventuale impegno da sindaco?
Credo che uno dei punti di forza di questo comune siano i centri storici, come il Santo Stefano capologo e Ponzano Superiore. Sono borghi tipici che richiamano l'architettura dei borghi sia liguri che toscani. La vera scommessa per il futuro è la loro valorizzazione. In agosto abbiamo una rievocazione storica in cui i volontari di tutto il comune lavorano per rendere giustizia alla bellezza del paese. Ecco dovremo fare in modo che quei tre giorni diventino l'immagine di sempre del centro storico. Per questo partirò da un luogo simbolo, che è la piazza Garibaldi. Il primo passo non sarà un rifacimento della piazza per cui servono fondi eropei, nazionali e regionali, e soprattutto c'è bisogno di un percorso di condivisione con i suoi abitanti; sarà invece una riqualificazione che parta dalla sistemazione della pavimentazione, da nuove piantumazioni e aiuole, e dalla riattivazione delle fontane.


Quali invece le debolezze su cui intervenire?

Sono molte e sono di difficile gestione perché sono soluzioni di area vasta. Abbiamo il problema del retro-porto, la piana dei container. Non penso che quei container debbano andar via, perché l'area retroportuale è un importante indotto per l'occupazione, però non è sfruttata al meglio. Se riuscirò ad essere sindaco la mia intenzione è di aprire un tavolo con tutti i protagonisti del sistema della portualità, pubblici e privati, per riuscire a fare del retro- porto di Santo Stefano una zona franca. Si tratta di un processo che richiederà tempo, però questo spingerebbe gli imprenditori a investire in quest'area con una importante ricaduta dal punto di vista occupazionale. Altra criticità è la viabilità, c'è in programmazione la realizzazione di un ponte di collegamento tra Ceparana e Santo Stefano. Si dice in giro che io sia contraria. Non è così. Temo però che questo ponte non libererà dal traffico la parte alta del capoluogo, aggiungerà altro traffico nell'area dei container, e soprattutto non risolverà il problema del collegamento tra Santo Stefano e Sarzana. E infine ma non meno importante sono le scuole. Per onestà devo dire che qualcosa è stato fatto, ma non abbastanza. Dobbiamo attivarci per progettare un polo scolastico in grado di accogliere le esigenze di una comunità in crescita. Nel frattempo bisogna dare una risposta già per il prossimo anno scolastico, e quindi ritengo sarebbe opportuno realizzare, in prossimità delle scuole già esistenti, strutture a basso impatto ambientale per poter offrire ai bambini spazi più ampi per la loro crescita. Sarà poi indispensabile far sedere intorno a un tavolo gli stati generali delle scuole del nostro territorio.

Ha già pensato a chi potrebbero essere i suoi collaboratori?
No, non ho ancora deciso nulla. So però che voglio competenza... e giovani nel consiglio comunale, per poter preparare e costruire insime la futura classe dirigente.

In conclusione, continuità o discontinuità rispetto all'amministrazione uscente?
Dovrei trovare un termine che stia a metà tra continuità e discontinuità, perché parliamo dello stesso partito, il Partito Democratico. Non credo che tutto sia stato fatto male. Voglio portare però trasparenza e condivisione dei percorsi democratici, per questo credo sia importantissimo rifare i comitati di quartieri. È un percorso più impegnativo, ma ci sono argomenti importanti che richiedono assolutamente la conoscenza da parte dei cittadini.

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