Cava della Brina, Alberghi e Ferrari (Consiglieri di maggioranza): "La riqualificazione è in corso e tutti i necessari controlli vengono effettuati. Non si usi la questione, così importante, per fini elettorali" In evidenza

Jacopo Alberghi e Mattia Ferrari, Consiglieri di maggioranza all'interno del Consiglio comunale di Santo Stefano Magra intervengono in merito alla questione dell'ambientalizzazione della Cava della Brina, ecco il loro comunicato

Mercoledì, 16 Marzo 2016 18:18

"Lette alcune dichiarazioni apparse sulla stampa a seguito del Consiglio Comunale straordinario del 12 marzo scorso, considerata la delicatezza del tema del recupero ambientale della ex cava della "Brina" in Ponzano Belaso, abbiamo ritenuto opportuno intervenire per alcune precisazioni.
Come spiegato all'incontro pubblico di sabato scorso, per meglio comprendere il progetto, è in primis necessario ricordare che la coltivazione della cava della Brina ha avuto inizio con un permesso rilasciato ormai più di 15 anni fa e che in quel permesso già si prevedeva la necessità per il proprietario di ripristinare la collina al termine della concessione.
Bene chiarire, quindi, che la riqualificazione ambientale rappresenta un ineludibile dovere della società proprietaria; non si tratta di una concessione del Comune o di un intervento facoltativo.

Per procedere con l'avvio del processo di recupero è stato necessario convocare una conferenza di servizi alla quale partecipano Regione Liguria, Comune di Santo Stefano, ARPAL e altri enti che hanno avuto il compito di definire limiti, modi e controlli per le procedure di ripristino ambientale.
In aggiunta a questo, è stata richiesta in primis dalla minoranza e poi fortemente voluta dall'Amministrazione la definizione di una commissione (politica) di controllo con lo scopo di vigilare ulteriormente sulle procedure messe in atto dagli enti coinvolti.

Venendo all'aspetto essenziale dei controlli, come stabilito dalla legge, l'onere della verifica, oltre che al proprietario, è affidato in primis ad ARPAL e ASL 5.
Peraltro anche ufficio tecnico del Comune e Polizia Municipale, tramite controlli (a sorpresa) con cadenza settimanale, risultano impegnati in verifiche sia sulle opere eseguite sia sui formulari del materiale versato, nonché sui camion in entrata e in uscita dalla cava.
Le analisi sui campioni del materiale usato per la riqualificazione sono svolte sia dal proprietario sia da ARPAL, ovviamente.
Il materiale autorizzato dal Comune per il riempimento è materiale che presenti i requisiti "colonna A"; si tratta per gran parte di aggregati riciclati e certificati provenienti esclusivamente dall'impianto Inert.eco. s.r.l. di Santo Stefano di Magra, in ragione della obiettiva difficoltà di reperire esclusivamente terre da scavo "colonna A".
A quanto sopra, si aggiunge che sono previsti tre (la Regione ne chiedeva uno solo, è stata l'Amministrazione comunale ad ottenerne l'aumento) pozzi piezometrici, per il controllo delle acque.
Anche le analisi delle acque, svolte dai predetti enti, risultano ad oggi nei parametri.
Al momento un solo pozzo è stato installato perché, come spiegato dal tecnico all'incontro di sabato scorso, gli altri previsti devono essere posizionati a quote superiori a quella attuale e verranno posizionati successivamente quando il riempimento avrà raggiunto quei livelli.

Peraltro, accogliamo più che favorevolmente la manifestata volontà di alcuni cittadini di formare un comitato che possa conoscere meglio questi aspetti ed affiancare il Comune nelle verifiche di cui sopra.
Si ricordi, infine, che la proprietà della cava, a garanzia della corretta bonifica, ha fornito al Comune fideiussioni a prima richiesta per Euro 500.000,00, somma che verrà svincolata solo al termine dei controlli conclusivi del ripristino ambientale.

Detto questo, vista l'importanza e la delicatezza dei temi in questione (salute dei cittadini e tutela dell'ambiente) crediamo che gli stessi debbano essere trattati in modo serio, scrupoloso e restare fuori dalla campagna elettorale.
Si è chiarito che non corrisponde al vero che senza commissione politica non vi siano controlli, non corrisponde al vero che si tratta di una discarica, non corrisponde al vero che la vigilanza sui materiali versati è svolta soltanto dalla impresa che si occupa dei conferimenti, non corrisponde al vero che l'operazione di recupero è stata decisa autonomamente dal Comune.

L'obbligatoria procedura di riqualificazione è oggi in corso assieme a tutti i controlli possibili e sopra descritti.
Sia chiaro, questo non vuol dire sentirsi tranquilli, non avere dubbi o pensare che non vi siano rischi. Il controllo della bonifica è interesse primario di tutti noi.
Semplicemente ci si aspetta che l'argomento sia trattato con responsabilità e senza doppi fini; il dubbio è lecito e spinge a fare meglio ma il ventilare sospetti è evidentemente altra cosa".

 

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