Lazzoni (da Porta Nord alla Brina): "Un consiglio comunale dalle troppe risposte mancate" In evidenza

Paola Lazzoni commenta così l'ultimo consiglio comunale di Santo Stefano Magra.

Lunedì, 14 Marzo 2016 19:32

"Pur non potendo partecipare personalmente, non ho potuto fare a meno di ascoltare lo streaming del Consiglio Comunale straordinario indetto dal Sindaco per la discussione sulla gestione attuale della ex cava della Brina a Ponzano Magra.

E dico che non ho potuto farne a meno perché ha prevalso in me un forte senso di responsabilità e di solidarietà per una comunità che ha tutte le ragioni per sentirsi presa in giro.
Si, perché proprio allorquando quella comunità ha alzato la testa ed ha urlato preoccupazione e timori, posta anche la mancata condivisione di scelte fortemente impattanti per il benessere del loro vivere, è stata vergognosamente tacciata di alimentare la cultura del "sospetto", di fare terrorismo e di provocare infondato allarme!
Troppo comodo imporre dall'alto scelte di tal portata e, solo dopo lo sdegno, convocare i cittadini.
E troppe le mancate risposte in quel Consiglio Comunale..
Il Sindaco assicura l'attivazione della misura massima dei controlli sul materiale ivi conferito ma si ferma al minimo previsto per legge.
Io dico che, a fronte di un'operazione siffatta, l'Amministrazione dovrebbe contemplare di più: il possibile ed anche l'impossibile.
Perché i cittadini non devono avere dubbi, sul materiale conferito, sul conferente, sui tempi di durata del procedimento di ripristino e sulla qualità.
Il progetto di cosiddetto ripristino prevede il conferimento di aggregati riciclati e/o terre vagliate corredate di certificazione provenienti esclusivamente dall'impianto Inert.eco.s.r.l. di Santo Stefano di Magra, e/o terre di scavo comunque escluse dal campo di applicazione della normativa sui rifiuti ai sensi del D.L.gs. 152/2006, per una volumetria totale stimata di circa 475.000 m3.
Peccato che le terre e rocce da scavo colonna A siano di difficile reperibilità e, nel frattempo, i conferimenti in cava sono iniziati sotto la esclusiva sorveglianza dello stesso gestore dell'Impresa conferente che pare avere anche l'ardire di non essere tenuto a fornire all'ente il giornale di carico e scarico.

Peccato che ciò che può apparire, ad un Sindaco poco attento, una garanzia di serietà dell'operazione, ovvero la possibilità, per l'ente, di accettare in donazione la collina una volta ripristinata (tra chissà quanti anni), sia privo di valenza alcuna nel momento in cui quella collina dovesse essere non adeguatamente ripristinata; come se non si conoscesse il mondo che ruota attorno ai rifiuti, pericolosi e non! E come se non si conoscesse il percorso che ha reso necessario normare specificamente i delitti contro l'ambiente!

Pertanto, pur fiduciosa nella regolarità delle operazioni sin qui condotte, spero vivamente che i cittadini non abbassino la guardia ed, anzi, pretendano di essere interlocutori organizzati e costanti delle operazioni di controllo che non potranno che essere condotte dagli stessi attraverso la pretesa che l'ente istituisca un organo tecnico, competente e da loro nominato, che resti in posizione di terzietà, sia rispetto ai privati interessati, sia all'ente stesso".

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