Comitato Solidarietà Immigrati, parla il presidente Stefano Strata

Dopo aver sentito la voce di tante persone mi sarà consentito dire qualcosa come attuale presidente del CSI. Il silenzio non è stato per nulla disinteressato e mi ha consentito di avere un quadro abbastanza chiaro degli attori che si sono detti interessati alle sorti del CSI.

Lunedì, 05 Novembre 2012 14:29

Anzitutto un grazie a tutti i volontari che, senza dire nulla, continuano il loro impegno: chi allo sportello di ascolto, chi al doposcuola, chi nei progetti e grazie alle attuali 2 dipendenti (di cui 1 in maternità, sostituita da una mediatrice culturale), che continuano nel loro lavoro.

Poi un po' di chiarezza: il CSI è un'associazione di volontariato, come tale nessuno potrà decretarne la fine se non i soci. I dibattiti, le dinamiche interne, le dimissioni e le adesioni sono libere, autonome e come volontari di questa autonomia siamo custodi e la tuteleremo in ogni confronto. Alcune persone rappresentative di varie entità nel tempo sono usciti, negli anni scorsi ad altri abbiamo fatto proposte di adesioni, tanti sono interessati ad aderire, ma ognuno è stato, è, sarà libero di decidere cosa fare. Non abbiamo mai scelto la strada di tesserare per fare numero !!!. Grazie all'impegno del Comune che ha sino ad ora consentito alla nostra associazione di erogare un prezioso servizio di sportello sociale, abbiamo sempre gratuitamente risposto ai bisogni di tutela e integrazione di chi si è presentato, senza proporre o imporre alcun tesseramento, alcun rimborso spese, alcun servizio di volontariato. Lo volessimo, in pochi giorni potremmo tesserare decine di persone, ma sarebbe democratico, rappresentativo? Giusto?

Ci pare poi che si confonda la vita di un'associazione, con i servizi che riesce ad erogare: qui facciamo un pò di conti: in media ogni mese dallo sportello vengono sostenuti centinaia colloqui, con ore decine di lavoro e con un orario che consente a molti di non dover perdere giornate di lavoro. Se lo stesso carico di lavoro fosse svolto da personale interno al comune quanto costerebbe? Sarebbe fattibile negli stessi orari? Qualcuno ci darà mai una risposta? Abbiamo subito critiche perché, sempre su decisione del comune, siamo coloro che istruiscono (non decidono) le richieste di idoneità alloggiativa. Non abbiamo mai preteso l'esclusiva, chi vuol farlo si proponga all'amministrazione. A tutto questo devono aggiungere le decine di incontri e contatti svolti dai volontari con enti, singoli, istituzioni e comunità per i più diversi motivi: feste, iniziative, progetti, consulenze.

La critica di non svolgere abbastanza attività d'integrazione e di politica sull'immigrazione: pensiamo che per l'integrazione ci siano molte strade, non abbiamo mai preteso di esaurirle tutte, abbiamo percorso quelle che ci hanno consentito le nostre capacità e risorse. Certo viene da chiedere, se non avessimo lavorato in tale senso, come mai tanti stranieri riconoscono nel servizio del CSI un loro punto di appoggio insostituibile? Non è stato il direttivo dell'associazione a promuovere iniziative o fiaccolate di appoggio al CSI, (strumentalizzando qualche ingenuo), ma la spontanea iniziativa, libera, di cittadini italiani e stranieri. E poi: chi può dire in questi anni di aver fatto un qualcosa di veramente diverso da tutti gli altri su detto tema? E' vero piuttosto che siamo in una fase sociale difficile da comprendere e che quindi richiede meno spontaneismo, ma più preparazione e ponderazione.

A questo fine, prima ancora di parlare di bandi, gare, ci sembrerebbe opportuno interpellare seriamente i possibili fruitori di tale integrazione, i cittadini, evitando con attenzione di dare voce solo a poche persone che si definiscono referenti di questa o quella comunità, italiana o straniera. Sarebbe già un bel progetto d' integrazione proprio questo: un incontro pubblico tra tutti coloro che desiderano partecipare per progettare integrazione e dare concretezza a tale parola, lasciando da parte sigle o confini.

"A ognuno il suo mestiere": il CSI ha dimostrato di sapere fare delle cose, altre sicuramente meno, altre non le può fare per mancanza di risorse, ma non abbiamo mai preteso di sapere fare tutto (non avrebbe neanche senso). Tanti che criticano il nostro presunto assistenzialismo sanno benissimo che mancano della competenza e della forza per sostituire i nostri servizi con altri di pari efficacia e ai medesimi costi. Da qui un serie di proposte:

• ci sembra opportuno continuare a garantire a tanti cittadini che scelgono di attendere ore presso il nostro sportello non solo la continuità ma l'incremento del servizio con risorse più adeguate.

• poi, migliorando la collaborazione con i servizi sociali, si operi per trarre da questa preziosa fonte di contatti i dati che consentono di leggere il fenomeno sociale dell'immigrazione senza deformazioni, incrementando allo scopo l'uso delle mediazione culturale e le risorse di back office, raccolta elaborazione e analisi dei dati

• ci si prefigga di incontrare prima ancora delle comunità, gli stranieri, nei luoghi in cui operano, s' incontrano, in primis nella scuola, nei luoghi di lavoro (magari insieme alla famiglie italiane che usufruiscono dei loro servizi), si facciano progetti investendo in mediatori culturali che siano pure operatori di strada, che vedano nei giovani, italiani e stranieri, attori consapevoli del loro futuro insieme.

• ci si prefigga di lavorare con serietà su temi del disagio con progetti evoluti di etnopsichiatria e di contrasto alla depressione, di promozione della genitorialità, di promozione di una migliore tutela del diritto alla salute.

Si pensa veramente che tutto questo possa essere oggetto di un bando, e prima ancora si pensa che tutto questo si possa fare con le risorse attualmente disponibili all'associazione, tagliandone un fetta per poter mettere insieme qualche altra entità in grado di organizzare feste ed eventi ? Non scherziamo!!!

Un'ultima cosa, meno importante: pare che se il CSI avesse una sede propria si potrebbe continuare la strada dell'affidamento diretto: noi la sede possiamo anche trovarla, ma ci è chiaro che i problemi sul tappeto non cambierebbero. Piuttosto stiamo lavorando perché un luogo d'incontro l'abbiamo tutte le comunità insieme agli italiani, anche questo ci pare un merito e non un limite.

Ringraziamo per l'attenzione e invitiamo tutti coloro interessati a contattarci presso la nostra sede di via Paleocapa 16 tel. 0187/715862 i.p.e. Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

LA SPEZIA, 5/11/12

IL PRESIDENTE

STRATA STEFANO

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