Santo Stefano: Gionni Giannarelli replica alle critiche dell’Assessore Zangani In evidenza

Gionni Giannarelli risponde agli attacchi dell' Assessore Comunale Angelo Zangani rispetto alla posizione sul Ponte Ceparana/S. Stefano che lo stesso ha espresso in un convegno pubblico organizzato a S. Stefano Magra dall'Associazione "Da Porta Nord alla Brina".

Venerdì, 26 Febbraio 2016 16:38


"La mia presenza al Convegno era assolutamente a titolo personale, da cittadino e Consigliere comunale interessato ai problemi della viabilità che insistono sul Comune dove viviamo io e la mia famiglia. Ero interessato a comprendere meglio e a dare un contributo.


Proprio per questo motivo l'attacco personale e addirittura velatamente minatorio che mi ha rivolto l'Assessore non è comprensibile: come potrebbe, dato che lui pratica la politica da quarant'anni, ricoprendo anche impegni istituzionali in Comune come in Provincia, mentre io NON HO MAI assunto cariche da amministratore? Il mio amore per la politica l'ho sempre espresso come semplice volontario, senza mai assumere ruoli remunerati, a parte il gettone di presenza del Consiglio Comunale.


Non sarà Lei, Assessore Zangani, a decidere chi farà o non farà il Consigliere o l'Assessore nel prossimo Consiglio o Giunta Comunale, ma i cittadini di S. Stefano!
Io sono un uomo libero e so, in coscienza, di dover esercitare un ruolo per il bene dei cittadini di S. Stefano. E' per questo motivo che difendo la Variante Cisa prima del Ponte, per questo ho informato i cittadini con un volantino pubblico che non voleva assolutamente essere anonimo: per attirare l'attenzione su un tema drammatico che continua a non aver risposte concrete nel breve periodo.

Per non parlare dei lavori di riambientalizzazione della ex cava della Brina, in merito ai quali ho presentato un'interpellanza, sempre nella logica della difesa dell'interesse dei cittadini.


Come ho già avuto modo di spiegare in Consiglio Comunale, non sono contrario a progetti di riqualificazione ambientale che possono migliorare situazioni di criticità, ma ESIGO che il processo di MONITORAGGIO – CONTROLLO – VERIFICA venga effettuato con responsabilità e serietà.


Se non chiedessi questo verrei meno ai miei doveri di Consigliere e non eserciterei i miei diritti di cittadino.


Sui temi ambientali si sono consumate molto tragedie in Italia e, purtroppo, anche nella nostra Provincia. Questo non significa rimanere immobili, bensì controllare che tutto avvenga secondo le norme e con tutte le precauzioni possibili e anche di più: su questi argomenti non si può sottovalutare nemmeno il minimo rischio.


Allego l'interpellanza che ho presentato in Comune.


Oggetto: riambientalizzazione della "cava della Brina"


In conseguenza delle dimissioni del presidente di commissione di vigilanza sul ripristino ambientale della cava "della Brina" ubicata nel comune di S. Stefano Magra, si richiedono quali siano i controlli operativi alle prescrizioni date dai vari Enti, richiamate dal provvedimento autorizzativo unico n° 2 del 22 novembre 2015 rilasciato dal S.u.a.p. del Comune di Santo Stefano Magra.


visto:


1. prescrizione ARPAL della conferenza dei servizi del 16/09/2015 sui prelievi ed analisi del pozzo piezzometrico, analisi della terra dei relativi parametri (metalli pesanti ed idrocarburi), verifiche sui sistemi di abbattimento delle polveri e dei rilievi fonometrici.
2. Determina n° 439 del 09/07/2015 della provincia SP, punto 2) disposizioni di mitigazione dei lavori.
3. Le prescrizione regionali sul progetto, dell'uff. Dipartimento Ambiente regione Liguria prot. N° 14665 del 02/09/2015.

 

si chiede:


1. per quale motivi si è adottata l'interpretazione meno favorevole per l'installazione di un solo pozzo piezzometrico (Arpal) anziché più pozzi piezzometrici (regione Liguria), e le ragioni di tale scelta e di specificare come i sistemi di abbattimento delle polveri e dei rilievi fonometrici vengano resi operativi ed in che tempi.


2. D'identificare i soggetti preposti al controllo delle giuste disposizione di mitigazione dei lavori.


3. Per quale motivo nel progetto si nominano solo "aggregati riciclati" e non anche i "sottoprodotti" relativi al D.L:152/2006 art. 183 e a chi sono addebitati i costi delle analisi dei CSC (concentrazione soglia contaminanti) necessarie alla commissione di vigilanza.

 

Si chiede inoltre:


nelle more di stabilire chi presiederà la presidenza della commissione di vigilanza a quali compiti è stata fino ad oggi sottoposta e quali risultati, se rilevanti, siano stati raggiunti.

 

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