Scuola del Fezzano, la proposta dei cittadini: “Un ostello, altro che mini appartamenti” In evidenza

"Ho avuto il piacere di partecipare , su invito di alcuni residenti alla affollata assemblea che si è svolta l'altra sera a Fezzano per parlare della ex-scuola del paese che l'attuale amministrazione vorrebbe trasformare, come più volte ho segnalato, in edilizia psudo-pubblica. 

Venerdì, 25 Settembre 2015 08:26

Il pseudo ci sta tutto, visto le cifre necessarie per prendere possesso degli appartamenti che l'eventuale inquilino disagiato dovrebbe sborsare". A parlare è l'attivista del MoVimento Cinque Stelle Massimo Baldino Caratozzolo, che non risparmia quindi critiche all'amministrazione comunale di Portovenere, guidata da Matteo Cozzani.

 

"La storia è nota, - prosegue - ma comunque non è male ribadirla per maggiore comprensione di chi ci legge. La storica scuola sulla quale pende un bel vincolo di carattere storico culturale è un opera del ventennio fascista ed è stata dismessa, destando peraltro molte proteste da parte dei residenti.

I bimbi che la frequentavano sono stati mandati prima a Le Grazie e alla Spezia, poi (cosa a mio avviso gravissima) negli scantinati dell'asilo nido.

Dunque la scuola ora non è più tale ma solo un vecchio prestigioso edificio che sorge in una posizione decisamente appetibile.

A questo punto il Comune di Portovenere chiede e ottiene un finanziamento da parte della regione per la trasformazione della struttura in appartamenti destinati alla edilizia pubblica.

Ottiene circa 500.000 euro, ma solo 300.000 di questi verranno utilizzati per questo scopo.

Per trasformare però il vecchio palazzo ne occorrono oltre 1.300.000 che verranno reperiti individuando un "soggetto attuatore" evidentemente privato.

Un "costruttore filantropo" che butta oltre un milione di euro in qualcosa destinato alla collettività, visto che gli appartamenti verranno assegnati con il sistema del riscatto e solo quattro ritorneranno nella disponibilità del Comune ? Chi ci guadagna ?

Non certo gli abitanti di Fezzano, che verranno "scippati" di un edificio pubblico (cioè di tutta la collettività) e che, dopo aver già dovuto rinunciare a una scuola, difficilmente potranno diventare ipotetici inquilini di quello stabile, visto che le graduatorie di assegnazione, essendo stato utilizzato un contributo regionale per il ripristino dell'immobile, dovranno essere sicuramente a carattere provinciale.

Ieri però i cittadini si sono presentati compatti alla assemblea pubblica e lo hanno fatto con una controproposta più che convincente.

Trasformare l'edificio non in mini-appartamenti, peraltro, è bene ripeterlo, dai canoni inaccessibili per chi davvero dovesse trovarsi in una situazione di disagio economico, ma in un ostello.

Una iniziativa questa che farebbe da volano a tutta l'economia turistica della zona (dai nostri amministratori sempre tanto invocata) con un fatturato minimo di circa 400.000 euro annuali.

Inoltre in questo modo l'edificio rimarrebbe pubblico, cioè di tutti e un domani in caso di necessità potrebbe anche tornare a diventare una scuola.

Le amministrazioni dicono sempre che dietro alla contestazione non esiste mai una proposta ma solo un rifiuto.

Premettendo che ciò non è quasi mai vero....mi pare comunque che in questo caso la proposta ci sia; e anche molto chiara e perseguibile, se il Comune volesse ascoltarla e prenderla in considerazione.

In realtà, e qui concludo, le amministrazioni sono quasi sempre sorde alle proposte dei cittadini e ieri Cozzani e C. con la loro assenza lo hanno dimostrato.

Il "percorso partecipato" tanto sbandierato da tutti, è solo una bella parola da esibire in pubblico quando si cercano voti e consensi, ma subito dimenticato appena si giunge alla "carega".

I politici tutti, anche quelli che prima amministravano, e che poi passati alle opposizione, alle assemblee pubbliche appaiono, magari cercando di risalire la china, dovrebbero prima di tutto imparare che i cittadini non sono nè dei sudditi, nè dei bancomat.

Dovrebbero capire che amministrare significa in primo luogo manutenère e preservare.

Dovrebbero capire che da loro ci aspettiamo strade ben tenute invece che galoppatoi, marciapiedi percorribili invece che percorsi di guerra...e poi fogne funzionanti che non alluvionino i paesi...

Insomma ci aspettiamo una buona gestione della "ordinarietà" di un luogo.

Quando invece si è chiamati a compiere scelte irrevocabili, come l'alienazione di un edificio pubblico, o lo stravolgimento di una piazza storica o di una scalinata, oppure un molo, allora i cittadini vanno ascoltati eccome e le decisioni prese di concerto con loro.

Con chi da queste scelte potrebbe subire un danno economico o anche semplicemente estetico o affettivo...Ecco dunque Signor Cozzani che cosa avrebbe dovuto fare prima di pensare di trasformare un edificio storico in appartamenti....

Magari se ieri sera fosse venuto lo avrebbe capito". (25 settembre)

 

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