Marò, Ponzanelli e Grimaldi: “Vicenda scandalosa, si attivi anche consiglio S. Stefano” In evidenza

"E' veramente scandaloso quello che è avvenuto, in relazione alle novità emerse, dopo la consegna della relazione sull'autopsia da parte dell'India al Tribunale di Amburgo: la totale malafede dello Stato Indiano è lampante.

Sabato, 19 Settembre 2015 14:48
Aver tenuto nascosto questo documento, più volte richiesto dall'Italia, e mai consegnato, è il segnale più evidente di quale macchinosa e perversa procedura sia stata messa in atto per far apparire agli occhi del mondo intero la colpevolezza dei due marò italiani relativamente all'uccisione di due pescatori indiani". Lo dichiarano in una nota Francesco Ponzanelli ed Emiliano Grimaldi di Per Santo Stefano Magra.

"Dall'autopsia, emerge infatti, che le pallottole estratte dai corpi siano totalmente incongruenti con le armi in dotazione ai nostri due fucilieri di Marina. Appare invece molto più probabile che tale proiettile, in quelle aree geografiche, sia in uso sia alla marina indiana che a quella dello Skri Lanka. Ricordando che è aperto, da anni ed in quelle zone interessate dalla vicenda, un conflitto tra i due paesi per la gestione delle zone di pesca del tonno. Il fatto che a farne le spese siano stati dei pescatori può essere certo un ulteriore argomento su cui riflettere. Il calibro del proiettile estratto infatti è pienamente compatibile con armi di tipo sovietico come la PK, mitragliatrice Kalashinikov, oppure la più moderna mitragliatrice pesante PKM, tipo 80.

Che nulla hanno a che fare con la dotazione dei militari italiani, che avevano in dotazione armi Minimi e Beretta AR 70/90, che sparano proiettili di calibro e dimensioni molto più piccoli (8 millimetri in meno è la differenza) rispetto a quelli documentati dall'autopsia effettuata sui pescatori uccisi,

Alla luce di questi nuovi fatti riteniamo sia corretto ed indispensabile che tutti coloro che, hanno responsabilità di Governo, di fronte al Paese, diano un segnale concreto ed immediato di come si deve agire per salvaguardare la dignità e l'integrità dei nostri due militari ingiustamente accusati, riportandoli immediatamente in Patria ed agendo, in maniera concreta, su questo subdolo e scorretto comportamento da parte delle autorità indiane.

Il fatto stesso che non venisse mai avviato il processo verso i nostri due marò, la diceva lunga su fatto che doveva esserci qualcosa che andava ben aldilà di un problema di competenze legate alla giurisdizione del caso. Certo ci saremmo aspettati, come tutti gli italiani che hanno seguito questa vicenda, che una potenza mondiale come l'India, non contravvenisse in maniera così palese alle minime norme della cooperazione giudiziaria internazionale, per poi dover tirare fuori dai cassetti una verità che si sapeva da tempo e che ha fatto vedere come i nostri due marò non erano i due assassini tanto declamati.

Riteniamo che questa verità sia fatta conoscere ai nostri concittadini e che l'impegno, ci auguriamo dell'intero Consiglio Comunale, sia di sprone al Governo ed ai Ministeri competenti a far si che questa scandalosa vicenda giunga al più presto al termine".

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