Ex Cava Brina, la risposta a Mazzanti: “Commissione di 8 mesi non va bene per progetto quinquennale” In evidenza

L'associazione Da Porta Nord alla Brina risponde alla nota del sindaco di Santo Stefano Magra, Juri Mazzanti-

Lunedì, 13 Luglio 2015 13:36

 "Siamo costretti ad intervenire nuovamente sulla vicenda della rinaturalizzazione della ex cava della Brina, sia a seguito degli sviluppi appresi dallo streaming del consiglio comunale dell'otto luglio u.s., sia in forza dei toni utilizzati dal Sindaco Mazzanti (qui) rispetto al libero intervento puramente propositivo da noi esternato nei giorni scorsi.

 

Intanto, una precisazione: la nostra associazione non è il comitato elettorale di nessuno ma una libera e democratica aggregazione di cittadini che per puro senso civico si sentono in dovere di partecipare al dibattito della comunità di Santo Stefano.

Se avessimo voluto fare un comitato elettorale lo avremmo chiamato in diverso modo.

In secondo luogo, non è stato nostro intento gettare fango o discredito su una operazione che, anzi, in termini assoluti, potrebbe essere esempio di virtuosità rispetto al passato.

Il messaggio che il Sindaco Mazzanti vuole a noi attribuire è inaccettabile in quanto, invero, era e resta un  messaggio di richiamo alla massima trasparenza e severità nella gestione del percorso.

Trasparenza e severità che non potranno, a nostro avviso, essere garantite da una Commissione di controllo gestita dai rappresentanti della minoranza consiliare in sintonia con l'Amministrazione Comunale".

Infatti, minoranza e maggioranza politica avranno l'oneroso compito di garantire che l'opera di ripristino ambientale della cava venga condotta senza impatto sulla salute pubblica e secondo i crismi tecnici che l'operazione prevede.

Non è dato conoscere le modalità di funzionamento della commissione ma pensare che una, due o tre riunioni ad anno (come emerso in streaming) possano garantire che il ripristino si svolga in maniera severa è una chimera.

Non si tratta semplicemente di fare o meno opposizione rispetto ad un'operazione che contiene una finalità più elevata e certamente apprezzabile; si tratta di pretendere la certezza di garanzie che una commissione che ha una prospettiva di durata di otto mesi non può dare rispetto ad un progetto di durata ultraquinquennale.

A nostro avviso, una commissione che voglia darsi quale obiettivo quello di svolgere adeguatamente le proprie funzioni di controllo dovrà costantemente monitorare lo sviluppo dei lavori, mediante l'ausilio di tecnici esterni all'amministrazione e mediante rappresentanze di cittadini locali, quelli cioè che vivranno sulla propria pelle lo smog, le polveri, le strade, l'aria.

La direzione lavori e la proprietà dovranno dare conto costante e monitorato delle operazioni di riempimento in linea con la tutela di preziosi obiettivi, quali l'aspetto idrogeologico e la salvaguardia della salute pubblica; e non è certo una commissione di controllo politica ovvero gestita internamente al consiglio comunale e con durata a scadenza, che potrà cambiare le sorti di un'operazione che tutti, fosse anche solo per senso civico, hanno il diritto-dovere di vigilare allorquando, magari giorno e notte, decine di camion al giorno percorreranno quelle strade ed attraversando la ex fabbrica Vaccari raggiungeranno il sito.

A nostro avviso, la portata dell'operazione è talmente imponente che non sono sufficienti i crismi del Consiglio Comunale per superare dubbi leciti, legittimi e non tacitabili con palesi accuse di una volontà screditante mai esternata per lo meno da noi".

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