Corridoi doganali, Forcieri a Bucchioni: “Su UIRNET polemiche patetiche. Situazione doganale in continua evoluzione” In evidenza

Spedizionieri e corridoi doganali. Il presidente dell'Autorità Portuale Lorenzo Forcieri risponde al numero uno di Confindustria La Spezia, Giorgio Bucchioni -  L'intervento del presidente di Confindustria della Spezia mi offre l'occasione per ribadire e circoscrivere ciò che penso in merito alla opposizione degli spedizionieri al progetto dei corridoi doganali. 

Mercoledì, 01 Aprile 2015 18:36

Innanzi tutto voglio precisare che l'AP non ha alcuna competenza nel merito di quanto sta accadendo! Inoltre non sono "uno dei più strenui sostenitori del corridoio doganale Ikea" , come Bucchioni afferma, dimostrando di non aver letto attentamente la posizione dell'AP, né di averne seguito il lavoro di questi anni per potenziare e sostenere il Porto e il "sistema Spezia" e contribuendo così a fargli raggiungere risultati mai ottenuti prima. Contrariamente ad altri, non ho alcun interesse e nessuno beneficio economico, politico o di altra natura nel battermi per sostenere lo sviluppo del nostro porto, sostenendo e promuovendo le necessarie innovazioni per aumentarne la competitività ed accrescerne così la sua capacità di produrre lavoro e ricchezza per il nostro territorio e per l'intero Paese.

Mi stupisce che il dott. Bucchioni non conosca la situazione in evoluzione in campo doganale: il lavoro in corso per la realizzazione di una piattaforma logistica nazionale che dovrà migliorare l'intera catena logistica, cui concorrono vari soggetti sia per quanto riguarda la modalità stradale che quella ferroviaria, né l'importante lavoro che l'Agenzia delle Dogane sta portando avanti per semplificare le procedure e velocizzare il trasferimento della merce lungo la catena logistica. Come presidente di una associazione di imprenditori dovrebbe sapere quanto meno che questo lavoro è indispensabile per superare criticità e limiti del nostro sistema logistico che pesano sulle nostre possibilità di ripresa e che frenano lo sviluppo del Paese!

Patetica mi sembra poi la polemica verso UIRNET. Vorrei infatti sommessamente ricordare che Uirnet è il soggetto attuatore unico per la realizzazione del sistema di gestione della logistica nazionale, così come dettato dal Decreto Ministeriale del 20 giugno 2005 numero 18T del Ministero dei Trasporti e successiva Legge 24 marzo 2012, n. 27, Art. 61-bis, e recentemente ribadito dal Decreto sulla Spending Review. Attualmente UIRNet è impegnata anche nella realizzazione della Piattaforma Logistica Nazionale (PLN).

I grandi corridoi logistici sono poi una priorità per l'Europa, impegnata ad eliminare arretratezze e limiti che ne condizionano e compromettono le possibilità di crescita in un mondo sempre più competitivo. Non mi ero mai accorto che gli industriali fossero contrari a tutto questo!

Anzi, è proprio Confindustria che un giorno sì e l'altro pure chiede interventi in tal senso! Ma il sig. Bucchioni ed altri con lui sembrano soffrire della sindrome di NIMBY (Not in my backyard- Non nel mio cortile) !!! Si invocano le riforme, si applaude Renzi per la sua forte iniziativa in tal senso, ma solo se riguardano gli altri, pronti ad alzare barricate se qualcuna di queste riforme toccano i propri interessi!

Nel merito: la questione Ikea interessa principalmente il porto di Genova, attraverso cui passa la quasi totalità dei traffici Ikea verso il deposito di Piacenza, che funge da centro di smistamento per il sud Europa e solo in minima parte il porto della Spezia. Di fronte a situazioni di inefficienza nelle attività portuali e nelle procedure di sdoganamento della merce, che condizionavano negativamente la politica commerciale del gruppo e la sua delicata e complessa attività logistica, Ikea ha posto un problema al Governo, all'Agenzia delle Dogane, ai porti, diciamo all'intero sistema Paese: o si miglioravano sensibilmente le performance delle attività portuali e doganali o l'azienda si sarebbe servita dei porti del Nord Europa, escludendo quelli italiani, Genova in primis e poi anche La Spezia.

In accordo con Ikea, dopo aver valutato diverse ipotesi, l'Agenzia Nazionale delle Dogane ha deciso di istituire il corridoio doganale Genova-Piacenza e, successivamente quello La Spezia-Piacenza. Corridoi, per cui risulta essere in corso una intensa attività di preparazione, ma che non sono ancora stati attivati. Capisco che queste nuove procedure possano creare dei problemi, come peraltro tutti i cambiamenti, ma il sig. Bucchioni avrebbe preferito perdere i traffici a vantaggio dei porti del nord Europa? Cosa ne avrebbe guadagnato o cosa ne guadagnerebbe, perché il rischio esiste ancora, il "sistema Spezia" ?

Devo poi ribadire che l'AP, sempre d'accordo con gli spedizionieri, ha dato forte impulso alla procedura di preclearing subordinando e rinviando alla sua attuazione ogni richiesta di accordo che le veniva avanzata e sollecitata da diversi interporti, ma come abbiamo visto, le cose procedono indipendentemente da noi.

Ma quali sono le proposte che vengono avanzate da chi oggi protesta? Nessuna !

L'unico sbocco a tanta protesta allarmistica qual'è? Parliamone in comitato portuale! Bene, ne parleremo, ma che tristezza! Davvero il presidente degli industriali, sempre pronto a dare lezioni a tutti non sa proporre altro?

Il modo per affrontare le innovazioni che, inevitabilmente, piaccia o non piaccia al sig. Bucchioni & C. andranno avanti per il bene del Paese, dei suoi cittadini e lavoratori, non è quello di cercare di ostacolarle ma di mettersi al passo e cercare di governarle.

Come può il porto far fronte ai processi in corso? A mio avviso soltanto rendendo più conveniente e sicuro sdoganare in porto rispetto ad altre soluzioni, si chiamino corridoi doganali, o sdoganamento centralizzato od altro.

In proposito, in assenza di alcuna proposta in merito, mi permetto io di suggerire qualche piccola iniziativa concreta che, se attuata, potrebbe dare un sicuro contributo positivo in questa direzione, invitando tutti a fare altrettanto, ad abbandonare posizioni strumentali e propagandistiche e ad impegnarsi per ottenere risultati concreti. Cominciamo dal preclearing, cioè lo sdoganamento in mare: è senz'altro un primo importante passo, che va esteso il più possibile; poi lo sportello unico con l'individuazione di una unica autorità, la dogana, addetta ai controlli; l'apertura degli uffici h24 o almeno, intanto, 8 - 24 e tutti i giorni compreso il sabato, migliorando l'efficienza complessiva, Così l'esigenza di spostare altrove le operazioni verrà sempre meno avvertita e sarà sempre meno conveniente. Così la comunità portuale avrà sempre maggiori ricadute, non perché "assistita" e falsamente protetta dal nuovo, ma perché più competitiva ed efficiente! Su questo piano, cioè sul piano dell'innovazione per aumentare la capacità di competere, l'Ap sarà, come è sempre stata, al fianco degli operatori, pronta a fare, come finora ha fatto, la propria parte e pronta ad accogliere ogni suggerimento costruttivo, con disponibilità e modestia, ma respingendo fermamente patetiche lezioncine da quattro soldi. Non è combattendo battaglie di retroguardia che si difende l'economia e l'occupazione : così si fa solo propaganda e per di più ingannevole.

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