Imu, Coldiretti a Confagricoltura: "Tutto è migliorabile, ma non accettiamo lezioni da chi si limita a criticare quello che fanno gli altri e non fa proposte" In evidenza

Grazie al lavoro di Coldiretti e al ricorso al Tar dell'Anci, venerdì 23 gennaio il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto legge contenente misure urgenti in materia di esenzione Imu, che è andato a ridefinire i parametri precedentemente fissati, ampliandone la platea.

Lunedì, 09 Febbraio 2015 09:34

Il testo prevede, a decorrere da quest'anno, l'esenzione dall'imposta per i terreni agricoli, nonché a quelli non coltivati, ubicati nei Comuni classificati come totalmente montani, come riportato dall'elenco dei Comuni italiani predisposto dall'Istat; e per i terreni agricoli, nonché a quelli non coltivati, posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali, iscritti nella previdenza agricola, ubicati nei Comuni classificati come parzialmente montani. Una decisione che, a livello locale, ha permesso di far arrivare a 20 i Comuni dello spezzino esentati (più due, Riomaggiore e Bolano, parzialmente montani, esentati per i terreni sia agricoli, sia non coltivati, posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola); e sono diventati 50 i Comuni esentati nella provincia di Genova (con Bogliasco, Carasco, Cogorno e Sori nella medesima situazione di Riomaggiore e Bolano). Un risultato accolto favorevolmente, dopo tanto impegno, da Coldiretti La Spezia e Genova, che tuttavia hanno portato all'attenzione delle istituzioni la situazioni del Comune di Leivi, peraltro alluvionato, incluso tra chi dovrà pagare, nonostante la conformazione del suo territorio. Ad ogni modo, un passo positivo. Per questa ragione Coldiretti La Spezia e Genova non possono non rispondere a quanto dichiarato alla stampa (Secolo XIX La Spezia, 8 febbraio) da Renato Oldoini, spezzino, presidente di Confagricoltura Liguria. Secondo Oldoini, "vanno esentate dall'Imu tutte le aziende condotte da imprenditori agricoli o coltivatori diretti, indipendentemente dal fatto che siano ubicate in zone montane, parzialmente montane o di pianura".

 

Belle parole. "Se fosse stato così semplice, l'avremmo già fatto", commenta Domenico Pautasso, direttore Coldiretti La Spezia e Coldiretti Genova. Per l'associazione, inoltre, l'affermazione con la quale Oldoini chiude l'intervista - "Se a qualcuno sta bene così, per Confagricoltura Liguria certamente non è così... anzi!" - suona inaccettabile, in quanto falsa la realtà dei fatti in modo strumentale.

"Quando Coldiretti trattava con il governo Confagricoltura dove era? - tuona Pautasso - È facile criticare, ma difficile assumersi le responsabilità. Ed è facile anche non dire niente al tavolo delle trattative e poi, in un secondo momento, fare i paladini. Noi ci affidiamo all'onestà intellettuale dei lettori e degli imprenditori agricoli che hanno letto l'articolo, in quanto la problematica dell'Imu è ben più complessa e articolata di come è stata descritta. Prese di posizione di questo tipo rischiano di far percepire ai cittadini Italiani che il mondo agricolo non vuole pagare le imposte né contribuire al risanamento del sistema Italia, quando invece non ha mai fatto, né farà mancare, il proprio contributo. Certo, siamo perfettamente consapevoli che tutto è migliorabile, ma bisogna lavorare con intelligenza, affrontando tutto l'impianto che prevede il pagamento delle imposte e delle tasse nel settore agricolo. Se ci limitiamo ad affrontarne un solo aspetto, rischiamo di penalizzare le imprese agricole sotto altri punti di vista.  E non accettiamo lezioni di vita da chi parla solo degli altri e non fa proposte".

A proposito di migliorie, Pautasso rilancia: "Non c'è soltanto il nodo dell'esenzione dall'Imu, ma anche altre questioni di massima importanza, come quella dei valori catastali, delle aliquote Imu applicate dai Comuni. È necessario rivedere tutti gli estimi. Spesso vigono valutazioni vecchie, troppo elevante, che non corrispondono più all'effettiva redditività dei terreni e portano a un'Imu pesantissima".

E ancora, e fondamentale fare dei ragionamenti seri su come rilanciare l'economia. "Coldiretti in questi anni ha portato avanti politiche per tutelare e valorizzare il Made in Italy. – spiega Pautasso - Tutte le battaglie fatte, in ultimo quella sul latte, sono la dimostrazione di quanto costantemente affermiamo. Abbiamo creato un sistema alternativo a quello a quello imposto dalle multinazionali, abbiamo rilanciato il valore dei prodotti italiani, stiamo lavorando per la semplificazione burocratica, abbiamo creato forme di commercializzazione diretta dal produttore al consumatore per ridare valore aggiunto ai nostri prodotti e produttori, abbiamo creato l'osservatorio delle Agromafie con a capo l'ex giudice Giancarlo Caselli. Questo è quello che ha fatto Coldiretti per i nostri produttori e per i nostri cittadini consumatori. Dal 30 ottobre 1944 la Coldiretti si batte e sempre si batterà per i nostri imprenditori agricoli. E difenderemo sempre la nostra democrazia e le nostre istituzioni, indipendentemente da chi governa".

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