S. Stefano, una via intitolata a Don Ravini. Ponzanelli e Grimaldi: "Eliminare differenze tra Resistenza comunista e cattolica" In evidenza

Con un ordine del giorno presentato, la prima volta il 27 luglio ed in sede di approvazione il 21 novembre 2011, i consiglieri Comunali, Ponzanelli (Capogruppo) e Grimaldi, sono riusciti a far approvare all'unanimità dal Consiglio Comunale di Santo Stefano Magra, un ordine del giorno che impegna il Sindaco, la Giunta, la Conferenza dei Capigruppo e la Commissione competente ad intitolare una via o una piazza al sacerdote partigiano don Giovanni Battista Luigi Ravini , nato a Santo Stefano Magra il 19 aprile 1909 ed ivi deceduto l'11 gennaio 1997. 

Martedì, 03 Febbraio 2015 15:48
Don Ravini fu l'attento cronista, nonché mentore riconosciuto, in versione talare, del movimento partigiano espressosi nell'Alta Val di Vara, ove egli si adoperò senza sosta, sfidando spesso situazioni di alto rischio e pericolo che misero, spesso, a serio repentaglio la sua vita.

Venne nominato dal Maggiore Gordon Lett, comandante del "Battaglione Internazionale", cappellano militare del suo battaglione e gli fu riconosciuto il "Certificato Alexander" attestante lo status di collaboratore delle Forze Alleate e del movimento di Liberazione e nel gennaio del 1982 fu insignito dell'Onoreficenza di Cavaliere della Repubblica dal Presidente Sandro Pertini.

Egli fu per tutti coloro che lo conobbero, in quegli anni bui e difficili, un concreto esempio di aiuto, fratellanza e carità cristiana, insieme alla sua praticità riusciva a coniugare il conforto spirituale e, molto spesso anche quello materiale alla popolazione ed ai gruppi di partigiani che popolavano le valli della nostra Provincia.

"La nostra volontà è stata quella di ricordare in maniera tangibile la meritoria, e forse troppo taciuta, opera di questo religioso, che oltre alla sua funzione sacerdotale, divenne esempio concreto di umiltà ed impegno verso gli oppressi.

Questo è lo spirito con cui vorremmo che egli fosse ricordato, un uomo tra gli uomini, che attraverso il suo abito talare mai si dimenticò dell'insegnamento del Vangelo e della chiamata a cui rispose.

L'intitolazione di una Via o di una Piazza vuole essere la concreta riconoscenza ed un passaggio, non eludibile, verso la riconciliazione vera che elimini una volta per tutte le differenze tra chi la Resistenza la fece con il fazzoletto rosso o militando nelle formazione cattoliche".

In questi giorni la Giunta Comunale ha definito la zona ove che verrà intitolata al Sacerdote, attendiamo con interesse che venga allestita una cerimonia pubblica per tale intitolazione a cui ci auguriamo venga invitato S.E. Vescovo Palletti, l'ANPI e tutte le Associazioni che intendano aderire ad una nostra Giornata in ricordo di un Sacerdote che tanto ha fatto per il suo Paese e per la libertà negli anni bui della guerra di Liberazione.

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