S. Stefano, si dimette l'ass. Lazzoni. Pesano Vaccari e scarsa condivisione

"Con profondo rammarico ed amarezza ho appreso da un quotidiano locale che è in corso un'inchiesta giudiziaria circa le problematiche ambientali connesse alla bonifica dell'area ex Vaccari ovvero rispetto a temi per i quali, poco più di un mese fa ed a tutt'oggi, sono state da Lei fornite rassicurazioni sia sotto il profilo tecnico che politico".

Martedì, 16 Settembre 2014 14:38

Così l'assessore comunale di Santo Stefano Magra Paola Lazzoni, Partito Democratico, in una lettera indirizzata al sindaco Juri Mazzanti con la quale rassegna le sue dimissioni.

 

"Pur non rientrando nelle materie di mia competenza - prosegue - e pur ritenendo di dover escludere che possano sussistere elementi di responsabilità giuridicamente rilevanti nei confronti di chicchesia, la questione aggrava non poco le mie perplessità sulla gestione dell'intera operazione di recupero dell'area anzidetta, alla luce dei risvolti che essa sta assumendo.

Come più volte rammostrato, nella mia qualità di Assessore con delega all'Urbanistica, sono favorevole ad operazioni di recupero dei volumi esistenti e di valorizzazione di aree dismesse in un'ottica di salvaguardia territoriale purtroppo negli ultimi anni seriamente messa a rischio.

Ritengo, però, che il recupero di un'area, pur di rilevanza strategica come l'ex Vaccari, non possa e non debba giustificare alcuna forzatura nelle scelte amministrative ma debba seguire un percorso, forse molto protratto nel tempo, ma ben ponderato.

A tal proposito, io penso, purtroppo, che la prosecuzione dell'iter intrapreso stia rischiando di danneggiare l'azione amministrativa ed il nostro piccolo paese, poste le inevitabili ripercussioni sui servizi offerti, sulla cura del territorio, sulla dinamicità degli uffici comunali e sulle esigenze del paese stesso.

Con questo non intendo rinnegare le scelte cui ho preso parte ma ritengo che le proposte programmatiche da Lei manifestate, per di più svincolate da un vero processo partecipativo e di condivisione con la comunità, possono avere ripercussioni che mal si conciliano con le sue esigenze, a maggior ragione dopo le problematiche emerse ed il serio rischio che la spesa per le operazioni di bonifica possa ricadere sulle casse comunali.

Peraltro, devo dirLe che la dignità della mia persona, sotto il profilo umano, politico ed amministrativo, per il ruolo di cui Lei mi ha investito, avrebbe preteso una maggiore collegialità e condivisione (parola chiave del Suo programma elettorale); elementi che sono sempre stati offuscati.

Infatti, come Lei ben sa, sono mesi che tento vanamente di rammostrarLe i miei dubbi e di rinvenire risposte sulla esistenza o meno di serie garanzie di fattibilità di un progetto di recupero complessivo dell'area, ben delineato negli obiettivi e strategie.

Nello specifico, pur condividendo la necessità di una regia della Pubblica Amministrazione a garanzia dell'interesse collettivo e pur comprendendo gli sforzi protesi alla sua valorizzazione, anche attraverso la realizzazione di una fetta con impronta culturale, ritengo non condivisibile l'utilizzo di risorse pubbliche per redigere un masterplan che non sia in sinergia con un piano industriale che coinvolga anche i proprietari dell'area, in maniera seria, concreta, trasparente e con risvolti occupazionali certi.

La distanza tra lo strumento urbanistico di "indirizzo" e la sua attuazione, senza il coinvolgimento degli operatori privati, è abissale; per di più in vigenza di una programmazione urbanistica precisa.

E sono mesi che le risposte sono proposte di delibera finalizzate alla "valorizzazione dell'area" ma che pesano come macigni sulle casse comunali; ma siamo sicuri che i Suoi intenti coincidano con quelli della comunità?

E mentre l'Amministrazione è intenta a reperire risorse per questa o quella iniziativa nonché per interventi edilizi che ricadono su una poco razionale ridistribuzione degli uffici, è stata dimenticata una priorità: come verrà gestita e chi finanzierà l'iter conclusivo della bonifica?

Di fronte a tutto ciò ho provato, con il mio impegno quotidiano, a portare il mio modesto contributo all'azione amministrativa, attraverso la mia professionalità ed un costante rapporto con il cittadino sia in termini di metodo che di idee. Ma non è più sufficiente.

Con questo non è mia intenzione non valorizzare il lavoro fatto su altri temi strutturali come il lavoro di efficientamento rivolto alle scuole, l'attenzione manifestata per le esigenze di salvaguardia della collina, la cura mostrata per la frazione di Ponzano Superiore, e molto altro.

Apprezzo, ovviamente le linee programmatiche tese a dare lustro al territorio attraverso il piano delle asfaltature ed altri interventi strategici quali la presa in carico della pulizia delle piazzole ma ritengo si tratti di interventi che dovrebbero rientrare nella normalità di un'azione svincolati da alcuna previsione elettorale.

Ritengo, a questo punto, che la distanza dell'azione di questa amministrazione dal programma elettorale da me sottoscritto con entusiasmo nel 2011, soprattutto in termini di ascolto, confronto e collegialità, riferiti in primis alla nostra comunità, stia divenendo per me imbarazzante, sia sotto il profilo personale che politico. Ciò premesso, nel rispetto della serietà che il mio ruolo e la mia persona mi impone, mi pare inevitabile ritenere conclusa la mia esperienza amministrativa senza con ciò rinunciare, da parte mia, a continuare ad apportare il mio impegno civico e politico nell'esclusivo interesse dei cittadini del nostro comune".

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