Ponzanelli lascia Forza Italia: "Partito riformato al ribasso, troppi personalismi e interessi"

Francesco Ponzanelli, capogruppo comunale a Santo Stefano per Forza Italia, lascia il partito.

Lunedì, 07 Luglio 2014 16:45

"Ho aderito con grande speranza prima al PdL e poi a Forza Italia - scrive - perché doveva essere un "partito nuovo" e non un nuovo partito. Quello strumento che tentando di riformare (Copiato ora anche da Renzi) il sistema politico italiano, si proponeva di innovare il sistema Paese. Doveva, quindi, essere l'attore di un vero cambiamento strutturale ancor prima che politico. La stagione dell'entusiasmo e della speranza purtroppo è durata ben poco. L'ingresso di forze e soggetti, con scarsa cultura politica e senza una vera adesione ai principi costituenti, hanno realizzato una vera e propria riforma al ribasso. Da forza innovatrice e riformatrice, è divenuto, nei fatti, un partito di conservazione dell'esistente ed impotente rispetto alle esigenze di profondo cambiamento che la società  italiana attendeva e attende ancora oggi. Sono tante le questioni su cui i "pseudo vertici" spezzini hanno opportunamente evitato di avere posizioni chiare: in primis di non avere effettuato analisi interne lasciando crescere troppo i personalismi e non la vera azione politica, abbandonando ogni reale esigenza di rinnovamento senza contare il velato silenzio che ha accompagnato le candidature Europee nella nostra provincia, tolto l'unica  mia convinta e isolata presa di posizione. Ma per chi come me  ed altri fa politica a livello locale, mettendo passione e sacrificio e contribuendo non poco a ripristinare in questi anni un opposizione che era "alquanto sopita". Dare speranza a un elettorato, che è sempre più orfano di soggetti credibili e onesti. Un'opposizione matura e conscia del suo ruolo. Non così a livello nazionale, come sta accadendo in questo momento con questi continui balletti,smentite e appoggi sempre meno velati al governo Renzi. Non sapremo mai cosa è successo alla famosa riunione del Nazareno, credo che vedendo i fatti è stata sacrificata un intera stagione politica. Tanti i motivi di disagio, la scarsità di proposte politiche è evidente, il partito è vissuto, non più come un luogo di confronto in cui selezionare idee e uomini migliori per il bene comune, ma bensì come luogo in cui la prova muscolare  è solamente fatta di voti e tessere ed di interessi  molto personali, più o meno celati. La politica con la P maiuscola deve dare un colpo di reni e ritornare a parlarsi e a trovare soluzioni per il futuro di questo nostro paese e in particolare la nostra provincia. La crisi economica  e politica del nostro paese sta portando un arretramento sul terreno delle conquiste sociali e sindacali, un nuovo liberismo sta affrontando la crisi, partendo dall'attacco delle tutele dei lavoratori e dei soggetti più deboli della società. Noi abbiamo il compito di difendere tali diritti che non sono più monopolio della sinistra, ma valori fondativi della nostra Carta Costituzionale".

 

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