Veleni spezzini, medici e comitati: "Fare chiarezza, no a superficiali rassicurazioni"

A seguito di quanto pubblicato e trasmesso da diverse fonti giornalistiche e televisive sullo sversamento di rifiuti tossici e possibilmente anche radioattivi nelle aree della discarica di Pitelli e nei mari del nostro golfo, la sezione provinciale dei Medici per l'Ambiente e l' Associazione Comitati Spezzini intendono affiancarsi, come fatto in molte altre occasioni, allo sgomento e alla preoccupazione degli spezzini e delle persone potenzialmente esposte alle ricadute sulla salute di tali misfatti criminosi.

Lunedì, 17 Febbraio 2014 18:51
"Confidiamo nelle sollecitazioni del ministero e di alcuni politici - incalzano - affinché si indaghi e si faccia luce su quanto emerge dalle diverse testimonianze, anche se non possiamo che rattristarci nel considerare come ancora una volta questo si sviluppi a seguito di un'azione mediatica terza, che confermerebbe comunque quanto già da molto tempo era stato dichiarato nelle audizioni delle commissioni parlamentari. Il tema sollevato nelle ultime rivelazioni riguarda daltronde solo l'origine fraudolenta di una contaminazione che è comunque cosa ben nota da anni per quel che riguarda il mare e alcune zone costiere dell'area del SIN, basta ricordare l'analisi dell'ICRAM del 2005 sui fondali del golfo che"hanno evidenziato all'interno della Rada una forte contaminazione, dovuta principalmente a metalli pesanti ed elementi in tracce e a composti organostannici, e secondariamente ad Idrocarburi Policiclici Aromatici, idrocarburi pesanti e Policlorobifenili" e l'"analisi del rischio" effettuata in quell'occasione (vedi immagine, zone in arancio e rosso). E' per contrastare il rischio che si assista a superficiali rassicurazioni se non addirittura ad ammonimenti o sanzioni per "chi offuscherebbe l'immagine del golfo", cercando e affrontando la verità, che vogliamo offrire la nostra collaborazione a chiunque intenda portare questa volta a compimento le indagini del caso. Intendiamo quindi portare la nostra voce alle future commissioni ambiente parlamentari e sollecitare la regione che, dalla cancellazione di Pitelli come SIN, è l'ente responsabile della salvaguardia e della bonifica delle aree colpite. Sul profilo sanitario, ricordando ancora le innumerevoli occasioni in cui abbiamo chiesto un'indagine epidemiologica che stabilisca dove e come si muore o ci si ammala di più per contaminazioni ambientali nella nostra provincia e quali le fonti maggiormente responsabili, indagine da anni promessa ma mai avviata, riteniamo necessario che, sulla base degli indizi forniti in questa occasione e dei dati già noti sulle zone maggiormente a rischio, si proceda al più presto ad una misura ed una pubblicazione dei dati di incidenza delle malattie tumorali nei quartieri di Ruffino e Pagliari, i cui abitanti risultano maggiormente esposti. Riteniamo che da quanto pubblicato a giugno 2013 dal servizio di epidemiologia della ASL 5 ci siano dati osservazionali ed anagrafici sufficienti per evidenziare gli eventuali eccessi di incidenza e/o mortalità in questi quartieri rispetto agli altri. In caso contrario chiediamo sia allestito al più presto uno studio mirato di ambito clinico ed epidemiologico. Riteniamo che questa sia l'unica e più impellente risposta di cui hanno bisogno gli abitanti di queste zone. Circa il problema più generale delle bonifiche vogliamo ripresentare la valutazione fatta dopo la caratterizzazione del sito sulle zone altamente contaminate da bonificare per sottolineare ancora quali rischi sono ancora possibili, sia per l'effetto ritardato che ancora può attendersi e amplificarsi dalle immissioni fatte nei vent'anni dal 1976 al 1996, sia per quanto può essere rimovimentato dall'azione dei dragaggi effettuati, da quelli previsti e da rimodellamenti dei precedenti siti di discarica".

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