Morgillo: La provincia del Levante scelta di buonsenso In evidenza

di Gino Ragnetti

LA SPEZIA - Napoletano di nascita, spezzino dall'età di dieci anni (quindi spezzino a tutti gli effetti), momentaneamente prestato a Genova, Luigi Morgillo, Gino per gli amici, è un imprenditore della metalmeccanica che ha scelto la politica come modo di operare nel sociale.

Martedì, 24 Luglio 2012 06:58
Tra i primissimi iscritti a Forza Italia, Morgillo è ora fra gli uomini di punta del Pdl in Liguria e dal suo punto privilegiato di osservazione ‒ è vice presidente del consiglio regionale ‒ può valutare meglio di altri le conseguenze, sul tessuto sociale ed economico della Liguria, causate dalla Spending review con l'epocale ristrutturazione delle province. Gli abbiamo rivolto alcune domande.

Gino, cosa ne pensi delle province? Vanno tenute tutte in funzione? Vanno chiuse tutte? o solo alcune?

A mio modo di vedere, in un più completo e complessivo riordino istituzionale le Province non avrebbero più senso di esistere. Io vedo un parlamento con il numero di parlamentari ridotti rispetto agli attuali, una Camera che legifera sulle materie di esclusiva competenza dello Stato, il Senato federale che si occupa delle materie concorrenti tra Stato e Regioni. Il numero delle Regioni dovrebbe essere ridotto, dovrebbe essere obbligatorio per i comuni sotto i tremila abitanti accorparsi, e lascerei a questi ultimi la facoltà di consorziarsi per l'esercizio di alcune deleghe a loro conferite.

Che senso avrà avere province gigantesche ma svuotate di poteri?

Le Provincie non soltanto avranno competenze limitate ai trasporti, ambiente e viabilità, ma saranno delegate a enti di secondo grado dove l'organo politico non sarà più eletto direttamente dai cittadini, ma dai sindaci e dai consiglieri comunali. Questo le priverà di quella autorevolezza che veniva conferita prima dall'elezione diretta del presidente e tutte le decisioni che dovranno essere assunte saranno fortemente condizionate dalle varie amministrazioni comunali a seconda delle convenienze di campanile.

Quella della Spezia è salva, però con poco più di 220mila abitanti e 880 chilometri quadrati di superficie sarà la provincia più piccola d'Italia. Avrà una giustificazione o rischia di diventare soltanto un inutile carrozzone?

La Provincia di Spezia si è salvata, ma rischia di rimanere schiacciata dalla Città metropolitana di Genova e la nuova provincia del ponente che diventerebbe con i sui circa 500.000 abitanti un interlocutore molto più autorevole di Spezia nei confronti della Regione

Cosa ne pensi della provincia del levante?

La ventilata provincia del Levante sarebbe una scelta di buon senso e spero che si faccia tutto il possibile per ampliare i confini fino al Tigullio. Chiaramente capisco le difficoltà per i comuni del Tigullio ad accettare questa logica, quindi dobbiamo fare in modo che la fusione non avvenga per incorporazione, ma attraverso un percorso condiviso di pari dignità. In questa ottica si potrebbero realizzare altre economie e razionalizzazioni, riunendo in unica Asl le attuali due che insistono su quel territorio, favorire unici Ato per i rifiuti e per l'acqua, ecc..

Ove andasse avanti questo progetto, non pensi che, ovviamente con il totale consenso dei lunigianesi, si dovrebbe pensare a una provincia del Levante allargata anche ai comuni della Lunigiana?

Penso che in questa fase sia tecnicamente impossibile pensare di ampliare i confini verso la Lunigiana, in quanto si dovrebbero ridefinire nuovi confini regionali. Vedo con favore la possibilità di ridare omogeneità al territorio lunigianese, ma questo potrà essere affrontato solo se e quando si deciderà di ridefinire i confini delle attuali regioni.

Dal momento che nel Tigullio e nel Golfo paradiso sembra crescere il movimento favorevole all'unione con Spezia, nel caso si profilasse la possibilità di realizzare la provincia del Levante, a chi toccherebbe fare la prima mossa promuovendo magari un'assemblea dei sindaci interessati?

I sindaci potranno incontrarsi ed affrontare l'argomento attraverso il Cal (Consiglio delle autonomie locali). A tale organo è demandato il compito di formulare una proposta alla Regione. Credo che la politica attraverso i suoi rappresentanti nelle istituzioni abbia il dovere di favorire la nascita della provincia del Levante. In questo senso sto esercitando il mio ruolo favorendo momenti di confronto tra amministratori dello spezzino e del Tigullio.

Se non andasse in porto il progetto della provincia del Levante, che fine farebbero i comuni "genovesi" rimasti fuori dal perimetro della Città metropolitana?

Non ho ancora approfondito i contenuti del decreto, ma credo che i comuni che resteranno fuori dalla provincia di Genova e che non coincidono con la Città metropolitana di Genova saranno costretti a scegliere se stare con Genova o con Spezia.

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