Il PD ricorda Angiolino Falugiani

Il PD Spezzino esprime profondo cordoglio per la scomparsa di Angiolino Falugiani. Angiolino durante la guerra, fino al 1945 rimase prigioniero degli inglesi. 

Mercoledì, 12 Febbraio 2014 11:11

Rientrato in Italia, dopo la Liberazione, tornò a lavorare alla Termomeccanica, ove si iscrisse al PCI e visse l'esperienza, avviata dal movimento popolare, della ricostruzione e della collaborazione alla gestione delle aziende: fu eletto, infatti, a far parte del Consiglio di gestione della fabbrica, partecipando alle iniziative del Movimento dei consigli di gestione a livello regionale e nazionale. Anche la Termomeccanica fu presto coinvolta, del resto, nell'aspra vertenza degli anni '50 '51 che impegnò la classe operaia spezzina sui motivi della salvaguardia delle Aziende IRI e dello sviluppo economico nazionale. Falugiani, quale membro del Consiglio di gestione della fabbrica svolse un ruolo essenziale in tutta la vicenda. Di fronte alla richiesta di oltre 500
licenziamenti alla Termomeccanica e all'OTO Melara, e al rifiuto dei lavoratori, le Direzioni abbandonarono gli stabilimenti. Restarono in fabbrica i lavoratori per quasi sei mesi, sorretti dalla solidarietà popolare della città e dalla volontà e la creatività dei lavoratori stessi. Dopo la lotta Falugiani fu chiamato a far parte del Sindacato FIOM e, successivamente, divenne Segretario della Camera del lavoro per alcuni anni dirigendo nuove importanti lotte, fino a quella memorabile della cantieristica che si intrecciò con la battaglia politica per nuove amministrazioni democratiche nei governi locali. Contemporaneamente Falugiani portò avanti in tutti questi anni, tramite la Confederazione che egli ha presieduto, una coerente azione delle Associazioni Combattentistiche, con iniziative di doveroso omaggio ai caduti ed ai combattenti per la difesa della democrazia e della libertà, e con proposte che mirano a valorizzare il ruolo della nostra città e della nostra Provincia nella lotta per questi obiettivi, come è stato nella proposta, da lui formulata e sostenuta attivamente, del riconoscimento della giornata del 9 settembre quale data di avvio della Guerra di Liberazione Nazionale.

 

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