Ecco perché vivrà la provincia della Spezia

di Gino Ragnetti

LA SPEZIA - Come mai, ci si chiede, in questa caccia alle streghe che ha come vittime sacrificali le province il governo ha salvato dalla soppressione proprio quella della Spezia?

Domenica, 22 Luglio 2012 00:05
Già, come mai? La risposta è semplice. Non perché siamo belli, alti, biondi e con gli occhi azzurri, ma semplicemente perché, con la contestuale istituzione di Genova Città metropolitana, quella della Spezia non era una provincia accorpabile con altre.

Non con Genova Città metropolitana, ovviamente. Ma nemmeno con Massa Carrara-Lucca o con Parma. Sarebbe costituzionale, secondo voi, usare la bacchetta magica di un decreto legge per trasformare un ligure, contro la sua volontà, in toscano o emiliano?

Nella sua ultima riunione (venerdì) il Consiglio dei ministri ha varato la circolare che stabilisce i criteri per l'accorpamento delle Province, enti che, come abbiamo già abbondantemente riferito, diventeranno di secondo livello (i consigli non saranno più eletti dal cittadini, ma dai consiglieri e dai sindaci dei comuni facenti parte della provincia). Due sono sostanzialmente i criteri che sanciranno la vita o la morte delle province. Saranno eliminate quelle che non superano i 350mila abitanti e i duemila 500 chilometri quadrati di superficie. Requisiti che devono essere soddisfatti entrambi. Nel precedente decreto si stabiliva la vastità del territorio in tremila chilometri quadrati.

La nostra provincia è ben lungi dal soddisfare quei criteri, avendo una popolazione di 220mila abitanti e una superficie di 882 chilometi quadrati, tuttavia sopravviverà ugualmente, ragione per la quale dopo gli accorpamenti (per esempio Massa-Carrara con Lucca, Pisa con Livorno: ve l'immaginate?) si troverà ad essere la provincia più piccola d'Italia.

Se però, come auspicabile, si arriverà alla formazione della Provincia del levante mettendo insieme i territori del Tigullio, del Golfo Paradiso, della Lunigiana e dell'attuale provincia della Spezia, allora si arriverebbe a 425mila abitanti sparsi in 74 comuni e su una sujperficie di tutto rispetto.

La particolare condizione spezzina - l'inattuabilità di un accorpamento per i motivi sopra indicati - è stata probabilmente acquisita con un sospiro di sollievo in sede di consiglio dei ministri e prima ancora da parte dei tecici incaricati di esaminare la situazione di ciascuna provincia. La presenza del Comando in capo del Dipartimento militare marittimo dell'alto Tirreno richiede infatti un collegamento ravvicinato, stretto e perenne con gli altri organi periferici dello Stato (prefettura, questura, comando provinciale dei carabinieri, uffici finanziari, ecc.) per cui una loro abolizione o anche un parziale ridimensionamento avrebbe forse creato problemi alla Difesa.

Insomma, una volta tanto ha avuto risposta positiva quel "Io speriamo che me la cavo".

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