In ricordo di Facio, il partigiano tradito

ZERI - Domani, domenica, con la collaborazione e il patrocinio dell'Istituto Storico della Resistenza Apuana, del Museo Audiovisivo della Resistenza di Fosdinovo e delle Sezioni provinciale dell'Anpi di Zeri e Pontremoli, ad Adelano sarà ricordata la figura di Dante "Facio" Castellucci, eroe della battaglia del Lago Santo.

Sabato, 21 Luglio 2012 15:21
Il comandante partigiano Facio, comunista, appartenente alla Banda Cervi, durante la lotta di Liberazione segretamente (e falsamente) accusato di delazione in favore dei nazisti all'alba del 22 luglio 1944 fu fucilato nei pressi di Adelano da un'altra fazione comunista, quella stalinista, con la quale era in disaccordo. L'ala prevalente nel Pci, responsabile del delitto, nascose però l'uccisione "a freddo" diffondendo e accreditando la notizia che Facio fosse caduto in combattimento contro i tedeschi, e fu con tale motivazione che al comandante Castellucci fu assegnata la medaglia d'argento al valor militare della Resistenza.

Solo pochi anni or sono, nel 2007, per iniziativa dello storico Carlo Spartaco Capogreco (autore del saggio Il piombo e l'argento, Editore Donzelli) la verità è venuta a galla portando alla luce intrighi e giochi di potere all'interno delle formazioni partigiane comuniste, dove uomini di Mosca, ma anche alcuni in odore di connivenza con i nazifascisti, si erano infiltrati assumento posizioni politiche dirigenziali; come Antonio Cabrelli, nome di battaglia "Salvatore", che il Pci spezzino aveva nominato commissario politico della prima divisione ligure. Quello stesso Salvatore che poco dopo convinse i capi della divisione ligure a nominare un tribunale speciale per processare Facio accusandolo di avere trattenuto per il suo gruppo, il battaglione Guido Picelli della dodicesima brigata Garibaldi, del materiale bellico (materiale che, lanciato dagli aerei alleati, nessuno degli atri reparti partigiani era andato a prendere: si trattava di una piastra da mortaio). Castellucci fu così condannato a morte e fucilato.

Da alcuni anni cresce alla Spezia e in Lunigiana un movimento che chiede la revoca della medaglia d'argento concessa con false motivazioni a Facio, da sostituire però con una medaglia d'oro per il suo eroico comportamento nella battaglia svoltasi  il 18 e 19 marzo del '44 a Lago Santo, nell'Appennino parmense, dove nove partigiani assediati nel rifugio tennero testa a un centinaio di nazifascisti infliggendo loro pesanti perdite e riuscendo poi a sganciarsi.

Domani alle 18 ad Adelano di Zeri  si terrà la commemorazione dell'anniversario della morte di Dante "Facio" Castellucci. interverranno Egidio Pedrini sindaco di Zeri, Paolo Bissoli, presidente dellìIstituto Storico della Resistenza Apuana e rappresentanti dell'ANPI della provincia di Massa e Carrara, prima provincia decorata di medaglia d'oro al valore.

(21 luglio 2012)

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