Autostrade più salate, l'attacco di Guerri (Per la nostra città): "Fallimento che pagano i cittadini"

Smaltite le feste, esauriti gli auguri e svanito quel carico di nebulosa speranza che in un modo o nell'altro trova spazio quando un vecchio anno va in soffitta e uno nuovo è alle porte, ecco che i cittadini devono tornare a fare i salati conti con la realtà quotidiana. E con le sorprese, più o meno annunciate, del 2014.

Giovedì, 02 Gennaio 2014 16:09

Per esempio, l'impennata dei pedaggi autostradali: dolori per tutta la penisola, e naturalmente per i già tartassatissimi liguri. E se nella nostra regione c'è, rispolverando un vecchio spot, un "cuore di cioccolato" dove le tariffe per servizi base come spazzatura e acqua fanno più male al contribuente (a fronte di servizi che lasciano spesso a desiderare), ebbene, questo pulsa il riva al Golfo dei Poeti. Diluvia sul bagnato. Un caso di "accanimento fiscale tariffario", secondo il consigliere comunale spezzino Giulio Guerri (Per la nostra città), che da un lustro ha mollato il Partito Democratico, preferendo battersi dai banchi della minoranza (nel 2012, ha corso solitario come candidato sindaco). "Il regalo di capodanno fatto da questa impresentabile classe politica – incalza Guerri - è l'ulteriore rincaro, scattato con lo scoccare della mezzanotte, dei pedaggi autostradali, già molto cari e già più volte sottoposti in questi anni a continui aumenti. Un provvedimento che penalizza ancora una volta le famiglie e le imprese italiane, concorrendo ad alimentare nel Paese il costo della vita, che è sempre più insostenibile". Poi il consigliere scende nel particolare, sondando lo scenario spezzino. "Al di là dell'articolazione delle politiche tariffarie adottate dai singoli gestori autostradali – prosegue - la cosa pesa e peserà sulle spalle dei cittadini del territorio spezzino, dove la vita è molto cara e assai più che altrove, a causa in particolare delle gabelle regionali e locali che rendono tutto più costoso e in costante aumento, mentre i servizi vanno invece sempre più a fondo: dalla benzina (a causa dell'accisa regionale), all'acqua (per il piano tariffario, ambito di Acam), dalla sanità (a causa dell'introduzione dei ticket, poi aumentati dalla Regione), al trasporto pubblico, dai rifiuti (con la vessazione della Tares), arrivando ai parcheggi, la cui gestione nel comune capoluogo ha i caratteri di un follia incontrollata. Il costo dell'autostrada in questo scenario ha assunto un'incidenza sempre maggiore, come dimostrato dal pedaggio della tratta La Spezia - Brugnato, arrivato a costare ben 4,10 euro saliti ora a 4,30 in seguito a rincari che non hanno risparmiato le popolazioni del territorio neppure dopo l'alluvione; queste persone, oltre a subire pesanti danni economici, sono state infatti costrette a usare per molto tempo l'autostrada come unica via di collegamento a causa del blocco della viabilità ordinaria. Ancora oggi, fra i tanti disagi irrisolti, scatta in automatico l'obbligo di spostarsi in autostrada, anziché usando l'Aurelia, ogni volta che scatta l'allerta meteo". Il consigliere Guerri sa bene contro chi puntare il dito: l'assessore regionale Raffaella Paita (innominata, come retorica vuole, per far più aguzza la freccia), spezzina: "Non può passare inosservata in questo contesto la responsabilità politica della Regione – attacca il consigliere - il cui assessore alle infrastrutture, nei giorni successivi all'alluvione, aveva annunciato alla stampa l'impegno di alleggerire il costo dei pedaggi autostradali nel territorio spezzino. Da allora il problema è rimasto irrisolto; anzi, la situazione è progressivamente peggiorata. Che si tratti di un fatto di volontà o di capacità, in entrambi i casi pare evidente che c'è un ennesimo fallimento che pagano i cittadini".

 

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