Stampa questa pagina

Un referendum per tagliare i soldi della Casta In evidenza

di Christian Chiappini

LA SPEZIA - Da qualche settimana sta circolando, principalmente su Facebook, la notizia di una raccolta firma per un referendum anti-casta che prevede la riduzione degli stipendi dei parlamentari. Per la verità, a parte la rete, nei principali mezzi di informazione (carta stampata e telegiornali) se n'è parlato poco o non se n'è parlato affatto e ciò ha contribuito ad avvolgere questa iniziativa referendaria da una nebulosa di mistero. 

Martedì, 17 Luglio 2012 17:53
Travestiamoci quindi da Martin Mystére e cerchiamo di fare un po' di chiarezza.

Due sono i temi da affrontare che ruotano attorno a questa vicenda: il primo riguarda il contenuto del referendum, ovvero "lo stipendio" dei parlamentari.

Va detto che il trattamento economico dei deputati è composto dall'indennità (quello che nel linguaggio comune è definito "stipendio"), dalla diaria e dai vari rimborsi (spese inerenti al rapporto tra eletto ed elettori, spese accessorie di viaggio e per i viaggi all'estero, spese telefoniche). Bisogna aggiungere poi le voci sull'assegno di fine mandato, le prestazioni previdenziali e sanitarie sui trasporti.

L'indennità, prevista dalla Costituzione all'art. 69, è determinata in base alla legge n. 1261 del 31 ottobre 1965. E' fissata in misura non superiore al trattamento complessivo massimo annuo lordo dei magistrati con funzioni di presidente di Sezione della Corte di Cassazione ed equiparate.

Secondo gli ultimi aggiornamenti, un deputato percepisce un'indennità mensile, a seguito della delibera dell'Ufficio Presidenza del 17 gennaio 2006 ridotta del 10%, pari a 5.486,58 euro, al netto delle ritenute previdenziali (euro 784,14) e assistenziali (euro 526,66) della quota contributiva per l'assegno vitalizio (euro 1.006,51) e della ritenuta fiscale (euro 3.899,75).

La diaria viene riconosciuta, a titolo di rimborso delle spese di soggiorno a Roma, sulla base della stessa legge n. 1261 del 1965 ed ammonta a 4.003,11 euro mensili, ridotta di 206,58 euro per ogni giorno di assenza da quelle sedute dell'Assemblea in cui si svolgono votazioni che avvengono con il procedimento elettronico.

Fermiamoci qui, diciamo solo che sommando tutte le altre voci ciascun deputato ci costa circa 15.000 euro mensili.

Ciascun senatore invece, sempre in base alle stesse voci, ce ne costa circa 17.000 euro mensili.

Ma cosa vuole abolire nello specifico questo referendum? L'obiettivo è la cancellazione della "diaria" che, va sottolineato, viene incassata anche da chi a Roma risulta già residente.

Secondo i promotori, un piccolo movimento di nome Unione Popolare, la diaria, cioè l'art. 2 della legge n. 1261 del 1965, è più facile da abolire rispetto agli stipendi.

Sempre in rete è stato però precisato che esiste anche un altro referendum, organizzato dai cittadini del Comitato del Sole, il cui scopo è l'abrogazione delle spese di segreteria e rappresentanza, della diaria, dei cumuli di indennità per partecipazione a commissioni giudicatrici di concorso, missioni, commissioni di studio, indennità mensile esente da ogni tributo, indennità mensile non sequestrabile o pignorabile.

Due referendum distinti quindi, con due promotori diversi.

E a questo punto già cominciamo a capire qualcosa. In questo periodo di crisi e di spending review non sono numeri da trascurare.

Ma la diffusione della notizia del referendum è stata da subito accompagnata da alcune polemiche.

Questo ci introduce al secondo tema che riguarda le modalità di organizzazione di un referendum.

Esso è regolato dall'art. 75 della Costituzione, mentre i dettagli su come deve essere attuato sono contenuto nella legge n. 325 del 1970. Per poter presentare un referendum abrogativo bisogna raccogliere in tre mesi 500 mila firme e depositarle in corte di Cassazione. Dopo tre mesi da quando sono state raccolte, le firme non possono più utilizzate. Possono essere presentate solamente nel periodo dell'anno dal primo gennaio al 30 settembre. Inoltre non è possibile depositare la richiesta di un referendum nell'anno precedente alla scadenza di una delle due Camere. Ci sono poi dei limiti sulle materie in cui si può chiedere un referendum abrogativo: non è possibile chiedere l'abrogazione di leggi tributarie, di bilancio, di amnistia, di indulto e di autorizzazione a ratificare trattati internazionali e le norme costituzionali.

Da queste premesse derivano tutta una serie di obiezioni sollevate nei confronti dei promotori dei referendum.

Bisogna infatti considerare che nel 2013 finirà l'attuale legislatura (cioè ci saranno nuove elezioni), quindi secondo la normativa che regola l'organizzazione dei referendum nel corso dell'anno precedente, ovvero il 2012, non è possibile presentare una richiesta di referendum.

Altri sostengono che si tratterebbe comunque dell'ennesimo referendum finito con un buco nell'acqua e con un dispendio di risorse pubbliche.

Noi, ricordandovi che c'è tempo ancora fino al 30 luglio, se interessati all'iniziativa vi invitiamo a recarvi presso il vostro comune di appartenenza e di firmare.

Del resto, vada come vada, è comunque un modo per far sentire la nostra parola e dare un segnale ai nostri governanti.

È GRATIS! Compila il form per ricevere via e-mail la nostra rassegna stampa.

Autore
Vota questo articolo
(0 Voti)

Ultimi da Redazione Gazzetta della Spezia

34enne perde l'equilibrio e finisce nel canale. Per recuperarlo si mobilita tutta la macchina dei soccorsi. Leggi tutto
Redazione Gazzetta della Spezia
L'auto si trovava in via XX Settembre, proprio nei pressi dalla Polizia Locale. Leggi tutto
Redazione Gazzetta della Spezia

Informiamo che in questo sito sono utilizzati "cookies di sessione" necessari per ottimizzare la navigazione, ma anche "cookies di analisi" per elaborare statistiche e "cookies di terze parti".Puoi avere maggiori dettagli e bloccare l’uso di tutti o solo di alcuni cookies, visionando l'informativa estesa. Se invece prosegui con la navigazione sul presente sito, è implicito che esprimi il consenso all’uso dei suddetti cookies. Leggi informativa