Cantieri scuola, i 149: "Pronti a forte protesta"

Non sarà di certo un Natale felice quello che si apprestano a trascorrere i 149 lavoratori dei cantieri scuola della Spezia lasciati senza lavoro dallo scorso 30 agosto.

Sabato, 21 Dicembre 2013 09:17
 "Per noi è molto difficile ricevere degli auguri - spiega il coordinatore Gian Carlo Bailo - perché dopo quattro mesi di lotta, siamo ancora aspettando di avere un risposta dai nostri interlocutori, prima fra tutti la Regione Liguria che non ha più voluto finanziare il progetto per la mancanza di fondi. Io ed il collega Daniele Marconi le abbiamo provate tutte come dimostrano le centinaia di comunicati che giornalmente si sono susseguiti sulla pagina facebook. Qui è meglio che ci parliamo chiaro: se questo cantiere non verrà ripristinato al più presto per quelli di noi over 40 l'opportunità di riavere un'occupazione è praticamente nulla, la Liguria è ormai da considerare una regione con un alta percentuale di poveri, il tessuto sociale sta franando, se poi ci mettiamo anche le infiltrazioni mafiose nell'economia regionale il quadro è devastante. L'unica nostra speranza era riposta nel ministro dell'ambiente Andrea Orlando, ma al di la di qualche telefonata intercorsa con la sua segreteria, di risposte concrete al momento non ne sono arrivate, da settimane stiamo chiedendo una lettera del Ministro alla Regione ma niente si è mosso, solo vaghe assicurazioni da parte del segretario particolare Matteo Bianchi. Anche gli assessori regionali Paita, Guccinelli e Vesco sembra siano spariti. Qui c'è gente che da 4 mesi non percepisce un reddito, non riscalda la casa, non paga l'affitti e mutuo delle casa e sta accumulando bollette, senza che lo Stato l'aiuti. Quello che però ci fa più dispiacere sono stati il silenzio del Prefetto della Spezia, a cui abbiamo chiesto, per ben due volte, senza successo di essere ricevuti come delegazione; poi l'assordante silenzio ai nostri appelli di aiuto lanciati ripetutamente a tutti i consiglieri regionali liguri e alle segreterie provinciali di Cigil,Cisl e Uil. Ogni cittadino si faccia la propria opinione sull'ipocrisia ed il cinismo dei nostri rappresentanti politici ed istituzionali che a parole dicono di essere vicini ai problemi della gente ma in pratica, quando sono sollecitati direttamente si comportano come degli struzzi. Almeno una ventina di nostri gruppi famigliari, si sfoga Bailo, sono ormai sprofondati nell'indigenza e sono privi di qualsiasi tipo di ammortizzatore sociale, mentre da Governo e Regione non arriva il minimo segnale di creare un salario minimo di cittadinanza che non farebbe sprofondare nella miseria molte famiglie. Umiliante è anche l'andare a bussare ai servizi sociali dei comuni di residenza che non hanno nemmeno validi strumenti di contrasto alla povertà. Per questo rilanciamo il nostro appello a fare qualcosa. Noi non siamo scesi in piazza con i forconi, ma purtroppo a Gennaio, dovremmo valutare seriamente di asserragliarci da qualche parte perché ci pare di capire che in questo paese è l'unica maniera che dei lavoratori e dei cittadini in vera difficoltà possano farsi sentire dalle istituzioni e dalla classe politica. L'unica notizia che viene a nostro favore è che alle prossime elezioni ci saranno le preferenze e quindi saremo noi a decidere chi dovrà andare a rappresentarci, rumors dicono che almeno il 70 per cento di quelli che oggi siedono in parlamento non saranno più rieletti".

 

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