Sulla sanità la Regione nel mirino dei sindacati In evidenza

GENOVA - Le segreterie regionali di Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil, hanno discusso della vertenza sull'organizzazione dei servizi sociali e sanitari in Liguria, in particolare sulle annose questioni legate al Fondo Regionale per la non autosufficienza e alla cronicità, anche di fronte ai nuovi intollerabili tagli ai finanziamenti per la sanità decisi dal governo, al quale il sindacato chiede con forza di cambiare le proprie decisioni.

Mercoledì, 18 Luglio 2012 12:06

"Se il Governo confermerà le sue scelte – dicono i pensionati liguri - non ci si salverà senza una riorganizzazione profonda dell'esistente; anche la Regione Liguria però ha le sue responsabilità, pur avendo deciso di razionalizzare alcune parti del sistema, spesso si è arresa alle resistenze di certi primari, alle indisponibilità dei medici di medicina generale, ai campanilismi miopi, soprattutto alle "consuetudini" e alle resistenze passive di un modello superato".

"Ci si rifiuta di capire che è arrivata l'ora di costringere le diverse parti del sistema a lavorare insieme, reparti ospedalieri e servizi territoriali (distretti), servizi sanitari e interventi sociali, e che uno strumento importante per fare questo è appunto un uso diverso del Fondo per la non autosufficienza. Con l'azzeramento del fondo nazionale a inizio 2011 in Liguria il numero degli assistiti è passato da 6.626 a 3.469, ma oggi, a criteri invariati, sono 2.900; la legge regionale 12, mai applicata sul punto cruciale dell'istituzione del fondo "unico", contiene un'idea corretta di diverso utilizzo delle stesse risorse costringendo a lavorare insieme servizi sanitari diversi e servizi sanitari e sociali".

L'Emilia Romagna che ha un fondo "modello legge 12" paga meno denari per la non autosufficienza di quanto non spenda la Regione Liguria. Nel 2010, l'Emilia Romagna aveva un Fondo 425.600.000 euro, più le quote del fondo nazionale. In Liguria, se si sommano tutti i finanziamenti destinati ad anziani non autosufficienti e disabili, la spesa era quasi di 240.000.000, più il fondo nazionale. Se si calcola una "quota" pro capite prendendo a riferimento gli ultrasessantacinquenni, in Liguria sarebbe di oltre 550 euro e in Emilia meno di 500; se si rapporta la quota al numero di indennità di accompagnamento ecco il risultato: Liguria 4.180, Emilia 3.725. La percentuale di anziani assistiti a domicilio in Emilia è del 10%, tre volte tanto che in Liguria.

(18 luglio 2012)

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