Porto Venere, si cambia aria: in Consiglio la svolta che guarda al privato In evidenza

Lo scorso maggio, con oltre il 51% dei voti, Matteo Cozzani, 28enne ex consigliere PDL, è diventato sindaco di Porto Venere. A sostenerlo, LA LISTA CIVICA Porto Venere - Le Grazie - Fezzano, schieramento che con i suoi progetti e nomi ha spinto i cittadini a rompere con il centrosinistra (diviso), negando un'altra corsa al sindaco uscente Nardini (36%).

Martedì, 24 Settembre 2013 15:45

Mercoledì 25 settembre, al Consiglio Comunale delle 21.00, verrà il momento di dire sì al grande cambiamento che propone la Giunta Cozzani. Il giovane sindaco e la sua squadra metteranno sul tavolo le linee programmatiche 2013-2018, un ricco piatto che ha convinto gli elettori e che ha in uno sguardo attento e vivo al privato la sua stella polare. L'apertura ai privati si pone come elemento cardine dei prossimi cinque anni, logica che informerà scelte e atteggiamenti.

 

 

"Il pubblico in genere, e anche il nostro comune non è un'eccezione in questo campo, non è in grado di gestire al meglio", si legge in un importante passaggio delle linee programmatiche. Più chiaro di così!

La testa del toro vola via: per quanto il pubblico possa funzionare meglio o peggio, a seconda delle capacità e della trasparenza delle persone che vi operano, è meglio metterlo da parte, per certe cose. Spazio al privato, senza paura, senza freni ideologici. Privato come soluzione ai malfunzionamenti e ai costi eccessivi. Ancora dalle linee programmatiche: "Aggiungendo che molti dei servizi in discussione possono essere considerati appetibili da parte dei privati e anche remunerativi, riteniamo opportuno affidare in gestione alcuni servizi pubblici attualmente gestiti direttamente dal comune e dalla società con l'obiettivo di introitare un canone e di migliorare la gestione stessa".

Inoltre, sempre in riferimento al privato, nelle linee è spiegato come, qualora opportuno, il Comune potrà ricorrere al project financing; ovvero, il finanziamento privato totale o parziale di un'opera pubblica, con rimborso e remunerazione garantiti all'investitore dall'esercizio dell'opera stessa.

L'intesa coi privati interesserà soprattutto ambiti e settori quali nautica, turismo, cultura, opere pubbliche, urbanistica.

In particolare, per quanto concerne la nautica (diportismo turistico, cantieristica), le linee parlano chiaro: "Riteniamo che il pubblico debba lasciare al privato l'onere di fare impresa ... intendiamo procedere ad una profonda revisione dell'attuale modello di utilizzo della linea di costa attraverso una profonda revisione del Piano di Utilizzo del Demanio e, se fosse necessario, del Piano Urbanistico Comunale e del Piano Regolatore Portuale".

Privatizzare i porticcioli, però, comporta un profondo intervento sulla Porto Venere Servizi Portuale e Turistici s.r.l. che al momento è controllata dal Comune per il 51%, con il 49% diviso tra vari soggetti privati. Un intervento che la nuova Amministrazione ha già ben chiaro, e che è emerso quale soluzione più vantaggiosa tra quelle percorribili. In poche parole: il 49% privato della SPT dovrebbe essere rilevato dal Comune, per poi procedere alla fusione per incorporazione la Porto Venere Sviluppo s.r.l (100% comunale). Quest'azione sarebbe il primo e necessario passo per procedere con la privatizzazione di porticcioli e ostelli.

Manovre complesse, non a costo zero, ma che intendono andare a sbloccare l'ingessatura finanziaria del comune, aprire le finestre e portare aria nuova, certo non nel brevissimo periodo. Per fare un po' cassa, una soluzione enunciata nelle linee programmatiche è la cessione di beni immobili "ormai scarsamente utilizzati". Si fa anche cenno all'argomento tasse: leggiamo di "possibili manovre tributarie o finanziarie", che comunque terranno conto delle fasce deboli e delle imprese, con l'importante promessa di render puntualmente conto di come il Comune andrà a spendere ogni quattrino chiesto al contribuente. Onesto non sbandierare traballanti "niente più tasse"; magari, grazie al nuovo corso di Cozzani, nell'arco di qualche anno i cittadini dovranno pagare un po' meno, per servizi migliori.

Il "piano quinquennale" è complesso, il punto di rottura e innovazione è chiaro: guardare con coraggio al privato, per respirare, rinascere, funzionare meglio.

Nelle linee programmatiche spiccano poi tanti altri temi e spunti di rilievo. Dalla proposta di fusione tra il Parco Regionale di Porto Venere e quello Nazionale delle Cinque Terre all'organizzazione di un terminal crocieristico, dalla revisione della politica sull'edilizia popolare, l'attenzione a scuola ("Occorre lavorare a livello comprensoriale") e anziani, passando per un'operazione sicurezza che prevede l'installazione di un complesso sistema di videosorveglianza.

E l'emergenza rifiuti, infausta protagonista della provincia spezzina? Prudenza ed elementi di continuità. Dalle linee: "Già nei primi anni l'azione nel settore della gestione dei rifiuti ha portato ottimi risultati ... Intendiamo proseguire prima di tutto con il completamento del centro di raccolta comunale, quindi con il miglioramento della gestione sull'isola Palmaria e con i diversi passi previsti nella strategia 2020 rifiuti zero. Non siamo però in grado, in questo momento, di valutare la situazione di Acam Ambiente in riferimento ai nuovi servizi che dovrebbe erogare la nostro territorio. Per questo motivo abbiamo deciso di prorogare di almeno un anno l'avvio del servizio porta a porta per le utenze domestiche".

Appuntamento quindi mercoledì sera al Comune di Porto Venere, per l'atto fondativo di una stagione di rinnovamento.

(24 settembre)

 

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