Rifondazione esce dalla maggioranza e annuncia il "libro nero" dell'amministrazione Federici In evidenza

di Daniele Siboldi

Con l’assemblea pubblica fissata per  venerdì pomeriggio al Camec, Rifondazione uscirà ufficialmente dalla maggioranza di governo della città e presenterà un dossier contro l’operato del sindaco Federici, una specie di resoconto sul primo anno di amministrazione.

Mercoledì, 12 Giugno 2013 19:28

Tanti gli argomenti tirati in ballo nella conferenza stampa di questa mattina, alla quale hanno partecipato vari esponenti provinciali del partito: la capogruppo comunale Simona Cossu, il segretario provinciale Massimo Lombardi, il responsabile ambiente e beni comuni William Domenichini, il responsabile partito sociale Massimo Carosi e il responsabile movimenti e capo ufficio stampa Jacopo Ricciardi.

 

La decisione di togliere l’appoggio, è maturata dopo le frizioni nate sulle ultime problematiche cittadine, come le sorti dell’Acam e la nuova pianificazione dell’Imu. “La scelta di tenere l’assemblea il 14 giugno – attacca la Cossu – non è casuale, ma si dà il caso che proprio quel giorno tutti i sindaci della provincia dovranno decidere le sorti dell’Acam, votando se affidarla o meno a privati. È inutile dire che si va verso una vendita quasi totale dell’azienda, visto che solo la gestione dell’acqua rimarrà pubblica. E questo solo grazie al successo del referendum del 2011”. Per la capogruppo infatti la delibera produrrà non solo lo smantellamento della multiutility ma anche un vuoto nel patrimonio della città. “Secondo noi  la questione Acam non sarebbe potuta essere gestita in maniera peggiore. Pensate ai continui aumenti delle bollette dell’acqua degli ultimi mesi. Prima l’amministrazione comunale cerca di convincere i cittadini a consumare meno per risparmiare, e quando questi lo fanno cosa succede? Si aumentano i prezzi per rientrare nei conti. Così, per rendere evidenti questa e altre questioni, abbiamo deciso di rendere pubblico il “libro nero” della giunta Federici, che conterrà non solo tutte le cose promesse e non mantenute, ma anche tutte le decisioni che sono andate contro l’interesse della collettività”.

Riguardo l’Imu ad esempio, il Prc ritiene che l’aumento dell’imposta sulle seconde case non rispetti i principi di equità promessi. “Quest’aumento – continua la Cossu – si basa sul fatto che chi ha due case di proprietà viene considerato ricco. Ma siamo proprio sicuri che sia così? Nella nostra città i possessori di seconde case sono più di 30mila e ciò equivale a dire che il sindaco ritiene che un terzo degli spezzini sia benestante, una cosa che ovviamente è lontana anni luce dalla realtà”.

Ma queste non sono le uniche questioni finite nella lente d’ingrandimento di Rifondazione. Un altro caso annoso è quello della discarica di Mangina, sul destino della quale regna ancora sovrana l’incertezza. “È incredibile – sottolinea Domenichini – come sulla questione ci siano due correnti opposte. Da una parte i cittadini della Val di Vara che sono stanchi della situazione e stanno protestando in maniera veemente. Dall’altra i sindaci della zona che stanno a guardare senza prendere una posizione ferma e decisa. Ma questo forse è dovuto al fatto che ci sono troppi interessi in ballo. La mia non è un’accusa, ma è francamente molto strano che il sindaco di un comune, cioè quello di Vezzano Ligure Fiorenzo Abruzzo, sia al contempo anche nel consiglio di amministrazione di Termomeccanica. Che guarda caso è proprio la proprietaria della discarica. Il giorno in cui si dovrà decidere sulle sorti della stessa, come potrà questo sindaco partecipare alla discussione in maniera oggettiva? Se non è conflitto d’interessi questo”.

“Per quanto riguarda il partito – sostiene il segretario Lombardi – noi siamo coscienti che a livello istituzionale al momento siamo soli, ma a livello sociale invece tante persone sono d’accordo con noi. Proprio per questo abbiamo deciso di passare all’opposizione, in modo da dimostrare in maniera ancora più decisa il nostro scarto rispetto a questa amministrazione. Noi diciamo a quel 50% di cittadini che non votano più perché si sentono esclusi dalla politica, che il Prc rappresenta invece un movimento che fa della partecipazione attiva dei suoi iscritti il proprio punto di forza”.

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