Disciplinare Area Marina Protetta Cinque Terre 2021, le osservazioni di Cna e Confartigianato

Dal passaggio all'ibrido e all'elettrico a questioni pratiche; dalla suddivisione delle risorse a dubbi da chiarire.

Mercoledì, 03 Febbraio 2021 16:22
Area Marina Protetta Area Marina Protetta

 

Cna la Spezia e Confartigianato La Spezia hanno inviato al Parco nazionale delle Cinque Terre le proprie note al Disciplinare integrativo al Regolamento dell’Area marina protetta del 2021.

“Oltre alle osservazioni puntuali sono state poste all’attenzione del Parco anche alcune considerazioni di carattere più generale - spiegano i referenti sindacali di Cna e Confartigianato, Giuliana Vatteroni e Nicola Carozza - a partire dalla necessità di collaborare in maniera stringente con le Associazioni di categoria riconosciute per l’individuazione di un progetto rivolto all’introduzione dell’ibrido e dell’elettrico realmente fattibile. Al momento, aldilà dei buoni propositi che ci accomunano, è un fatto oggettivo che si debba agire presto su interventi infrastrutturali e trovare risorse adeguate affinché gli intenti non si tramutino in meri proclami”.

“Ad oggi, – proseguono i referenti sindacali - non pare esserci la possibilità di posizionare colonnine di ricarica in più punti all’interno dell’A.M.P., e lo stesso Ente Parco ha dovuto posizionare la sua prima imbarcazione elettrica a Levanto. Va, inoltre, adeguatamente valutato cosa significhi nel concreto sostituire una barca a motore a scoppio con una a propulsione elettrica e/o ibrida. Dalle conoscenze in nostro possesso, frutto anche del confronto con esperti e imprese del settore, si evince che ad oggi la tecnologia applicata alle imbarcazioni è ancora molto indietro: la fase è ancora sperimentale e non è dato ipotizzare, allo stato attuale, quando si raggiungerà il traguardo auspicato”.

“Nel confronto che, siamo certi, il Parco avvierà con le nostre associazioni – aggiungono Vatteroni e Carozza - potranno essere considerati anche i costi di questa trasformazione con un ragionamento concreto sulla reale accessibilità economica di questa scelta sin da ora. Per questo è di fondamentale importanza lavorare sulla destinazione delle risorse che vengono destinate alle Z.E.A. (Zona Economica Ambientale). Ci sono poi suggerimenti maggiormente pratici e utilissimi al navigatore come la proposta di delimitare meglio l’Area Marina Protetta posizionando due boe visibili a Punta Mesco e Punta Monte Nero, o la volontà di trovare le modalità di notificare le violazioni in tempi stretti per evitare l’annoso problema alle imprese di locazione che, se il cliente non procede al pagamento della sanzione, ne rispondono in solido”.

“Sono molte poi le precisazioni richieste sul disciplinare - evidenziano i referenti di Cna e Confartigianato - per rendere espliciti e dettagliare molti commi in cui, sicuramente con l’intento di risolvere, si va invece ad aprire la porta a interpretazioni e a distinguo che diventerebbero solo fonte di contenziosi. Come, per esempio l’”omologazione di conformità” dove è noto che la tipologia di certificazione è rilasciata dalla casa madre solo al momento della costruzione e non esistono, almeno in Italia, organismi in grado di rilasciarla. Riproporre la questione non significa affrontare il problema: sarebbe più credibile fissare un tempo massimo per l’adeguamento, visto anche lo stato d’emergenza in cui ci troviamo che non permette alle imprese né una programmazione certa né tanto meno investimenti, sia per l’andamento del 2020 che per i presupposti con cui è iniziato il 2021. Altri dubbi riguardano la forte premialità prevista per le carene tonde, dato che non esistono studi specifici che diano evidenza che con questo tipo di carena l’unità dislocante abbia, a 5 nodi di navigazione, un impatto maggiore sul moto ondoso di un’imbarcazione che non ha queste caratteristiche, tanto meno se poi dotata di un motore di nuova generazione”.

Molte altre le questioni restano da chiarire: per esempio l’esplicitare che all’interno dell’AMP le concessioni rilasciate dai Comuni e/o terzi autorizzati a farlo, come a Levanto, abbiano lo stesso valore. O cosa si intenda per “autorizzazione rilasciata dai Comuni in cui ha sede operativa l’impresa. In ultimo-, concludono Giuliana Vatteroni e Nicola Carozza -, occorre meglio dettagliare, quando si promuove l’auspicata lotta agli abusivi, che le Associazioni chiedono da anni, le modalità di verifica sulla veridicità di eventuali dichiarazioni da parte dei passeggeri e/o ospiti a bordo delle imbarcazioni fermate, visto che solo sulla base di queste sarà possibile stabilire se si è di fronte ad attività di noleggio/locazione abusiva. Siamo certi, peraltro, che le sanzioni previste saranno comminate sia a soggetti privati, imprese e/o associazioni sportive o altro”.

 

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