Appello per il Comune di Luni In evidenza

Sono, ormai, quasi trent'anni che ragioniamo per e sul Comune di Luni. Anni in cui abbiamo vissuto forti accelerazioni intellettuali e storiche, scomodando quasi sempre la "Città antica di Luni" e brusche frenate politiche, colpevolmente ancorate allo status-quo.

Lunedì, 10 Giugno 2013 17:15

La normativa statale è stata recentemente oggetto di modifiche e prevede che ai Comuni istituiti a seguito di un processo di fusione realizzato negli anni 2012 e successivi spetti, a decorrere dall'anno 2013 e per un periodo di 10 anni, un contributo straordinario che è commisurato al 20% dei trasferimenti erariali attribuiti per l'anno 2010 nel limite degli stanziamenti finanziari previsti. Oltre agli incentivi statali le Regioni hanno messo in campo propri sistemi di incentivazione economico-finanziaria a favore dei progetti di fusione.
Agli incentivi finanziari specificatamente dati per la fusione, va sottolineato che il Comune unico, date le sue più ampie dimensioni, e nel nostro caso ci troveremmo ad essere il terzo Comune di quella che era la provincia di La Spezia, assume la possibilità di accedere con maggiore facilità a finanziamenti statali e regionali per specifiche politiche che risultano spesso preclusi ai singoli Comuni date le loro più limitate capacità di progettazione.
Il processo di fusione dei Comuni, a differenza della Unione o della Associazione di Comuni, è una scelta politico-culturale, indubbiamente legata alle condizioni economiche di partenza e di prospettiva ma non determinata. Nel nostro caso, trattandosi di solamente due Comuni che si basano su una comune identità territoriale, che deriva dall'essere comuni con grandi affinità nascenti dalle "peculiari situazioni culturali e storiche" e soprattutto dalla loro complementarietà economica e funzionale il processo di fusione è senz'altro favorito.
Non meno importante il fatto che entrambi i nostri Comuni si attestano su un ugual numero di abitanti che scongiura di fatto quello che in molti casi le comunità locali potrebbero percepire come rischio di annessione al comune maggiore e di annullamento della loro identità storica.
Identità storica menzionata in recenti studi ( 2011) che ragionando di "unione" e "fusione" di comuni cita il Comune di Luni con queste parole: "peculiari situazioni culturali e storiche è il caso, in Liguria, del costituendo "Comune di Luni" e ancora: "Al momento frazione di Ortonovo, in provincia di La Spezia, Luni ha origini antichissime (colonia romana, fu fondata nel 177 a.C. come avamposto militare). Il progetto di fusione, proposto nel mese di giugno di quest'anno, riguarda gli attuali due comuni di Ortonovo e
Castelnuovo Magra (per un totale di 16.000 abitanti).Il nuovo (ma, per l'importanza storica rivestita, anche "vecchio") Comune di Luni costituirebbe, allo stato, l'unico esempio in Liguria ed anche a livello nazionale di fusione con più di 6.000 abitanti."
A tale proposito non possiamo che ricordare quanto scritto nel preambolo dello Statuto Comunale di Castelnuovo Magra: "Una storia che Castelnuovo Magra ha lungamente condiviso con le altre comunità sorte dal discioglimento dell'Antica Luni, ma tale da offrire a tutti i Castelnovesi alcuni momenti alti di riferimento e di ispirazione ideale. Capitale politica e religiosa per più di un secolo dell'antico dominio del lunense vescovo-conte, che emanava i suoi decreti dall'alto della "turris magna" fatta erigere verso l'anno 1272 e i cui sontuosi resti abbelliscono ancora la piazza della Querciola".
La rivendicazione del nobile nome di Luni, non solo per Castelnuovo, ma anche per Ortonovo poggia anch'essa su solide fondamenta. Antichi documenti del secolo XII ci attestano che tutti i villaggi collinari disseminati tra i torrenti Bettigna e Parmignola appartenevano alla Corte di S. Martino di Iliolo (Casano), sottoposti ad un unico Gastaldo vescovile. Nel 1263 era eletto podestà di Castelnuovo e Serravalle (ossia Nicola e Ortonovo) Ser Oddone Cagnoli, e questa fusione amministrativa si protrarrà anche nel corso del '300 sotto il dominio dei lucchesi prima, e poi dei Visconti. Solo all'inizio del secolo XV con l'irrompere nella nostra vallata di nuovi soggetti politici le tre comunità di Ortonovo, Castelnuovo e Nicola si troveranno divise, amministrate rispettivamente da Lucca, Genova e Firenze. Colla successiva unificazione sotto la Repubblica di Genova, i due borghi pur reggendosi con consoli ed ordinamenti propri, si troveranno spesso uniti per difendere il territorio dalle alluvioni e per combattere battaglie legali contro i sarzanesi per il possesso della Marinella. Dopo l'Unità d'Italia i due Comuni intrapresero diverse iniziative concordate, a partire dalla costruzione della Stazione di Luni, autorizzata proprio in previsione di una possibile fusione. Non si può dimenticare poi che l'unità della nostra gente è confermata da molte tradizioni religiose comuni, che hanno portato alla creazione di un unico Vicariato foraneo.
Concludiamo senza dimenticare che la fusione dei Comuni deve sempre e comunque passare per un referendum popolare che può avvenire secondo due modalità: per iniziativa istituzionale, da parte dei vertici politici dei Comuni di Ortonovo e Castelnuovo Magra oppure per iniziativa dal basso, da parte di settori della società civile e/o forme organizzate di cittadini, passaggio politico cruciale della "fusione" che ancorché a carattere consultivo, vista la posta in gioco e la sua obbligatorietà, è innegabile che abbia un forte peso politico nel processo decisionale. Noi lavoreremo e ci impegneremo per la riuscita del referendum.

 

Primi firmatari: Tarcisio Andreani, Adriano Antognetti, Paolo Antonelli, Rizieri Castagna, Anna Cervi, Paolo Bosoni, Piero
Donati, Elio Gentili, Andrea Gianfranchi, Augusto Gianfranchi, Mario Orlandi, Giovanni Pampana,
Alessandro Poletti, Claudio Pugnana, Federico Sebastiani, Gianni Tendola, Paolo Zanetti

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