Bufano (PD): "Il parallelo tra Campastrino e i fatti del 21 luglio 1921 è improponibile"

 Paolo Bufano risponde al Circolo Almirante.

Domenica, 24 Gennaio 2021 08:28
Paolo Bufano Paolo Bufano

"Fra qualche giorno ricorre il Giorno della Memoria, in cui si ricordano i milioni di vittime dell'Olocausto perpetrato dal regime nazista con la complicità di quello fascista. Intanto a Sarzana ci si organizza per celebrare il Centenario dei fatti del 21 luglio 1921, quando squadristi fascisti provarono ad occupare la città e a liberare un criminale venendo eroicamente respinti e dispersi dal popolo dei Sarzanesi e da un plotone di Guardie Regie lealiste", così in una nota Paolo Bufano del PD Sarzana.

"Questo 'uno-due' è risultato insopportabile per gli arditi del Circolo Almirante, che - nel tentativo di rendere pan per focaccia - hanno rispolverato la foiba di Campastrino (siamo in territorio di Riccò del Golfo) lamentando che si tratti di vicenda mai adeguatamente ricordata (Qui) ed anzi a loro avviso deliberatamente misconosciuta".

"La coincidenza temporale è quantomeno sospetta e comunque un parallelo più che sproporzionato è improponibile. I fatti di Campastrino sono noti e li narrano in modo neanche troppo tendenzioso gli stessi Almirantiani: i cadaveri di numerosi soldati occupanti tedeschi e repubblichini della X MAS, uccisi in combattimento durante la Guerra di Liberazione, sarebbero stati gettati in un crepaccio dai partigiani".

"Si trattò dunque di un episodio di guerra riprovevole, con protagonisti dei combattenti (gli oppressori tedeschi e i loro alleati repubblichini da una parte, i resistenti dall'altra), non c'entravano nulla né i disegni di sterminio sistematico di un popolo, né iniziative eversive finalizzate a liberare un camerata criminale come a Sarzana, né la carneficina di inermi innocenti come a Marzabotto o a Sant'Anna di Stazzema o nelle foibe istriane ad opera dei Titini".

"Fu un episodio di guerra. Se si violarono - come quasi sempre accade - alcune delle 'leggi di guerra' la cosa deve essere ricordata ed esecrata. Ma fu un episodio di guerra. Quella guerra luttuosa e rovinosa in cui il Paese era stato trascinato dalla follia fascista".

"Quella "guerra" che la Costituzione democratica e antifascista "ripudia" per decisione plebiscitaria dell'Assemblea Costituente (con due soli contrari, Russo Perez, unico fra i deputati della destra di Unione Nazionale (poi passato al Msi) già membro del direttorio del Fascio di Palermo e Francesco Saverio Nitti, solo per ragioni semantiche)".

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