"La legge ligure sui parchi è in contrasto con la legge quadro sulle aree protette?"

Interrogazione del Movimento Cinque Stelle al Ministero dell'Ambiente.

Giovedì, 14 Gennaio 2021 11:57
Elena Botto Elena Botto Foto da FB Elena Botto

I Parchi sono una risorsa e un’amministrazione avveduta dovrebbe valorizzarli anziché sforbiciarli come sta invece facendo la Giunta Toti. Un Parco non è qualcosa che sovrasta e soffoca i Comuni, semmai è una struttura che sta accanto ai territori e li traghetta verso il futuro. Un futuro di crescita. Proviamo a pensare ad esempio ai finanziamenti diretti e indiretti, anche europei, che, proprio grazie ai parchi, potremmo investire in lotta al dissesto o sviluppo del tessuto socio-economico fatto anche di piccole e medie imprese locali. Tutto questo però alla Giunta regionale pare non interessi tanto che a dicembre, in Consiglio regionale, la maggioranza ha approvato il provvedimento collegato alla legge di stabilità per il 2021, il cui testo all’articolo 30 ha previsto una serie di modifiche alla legge regionale del 1995. Modifiche che crediamo violino le leggi fondamentali dell’ordinamento. Abbiamo dunque depositato un’interrogazione al Ministero dell’ambiente”, lo sottolinea la senatrice ligure del M5S Elena Botto.

 

La pentastellata spiega: “Nel complesso, le ultime disposizioni regionali appaiono fortemente ambigue e discutibili. Oltre a essere in evidente contrasto con i principi generali previsti dalla legge nazionale, desta perplessità l’incomprensibile urgenza da parte della Regione di introdurre una serie di norme in materia ambientale e di tutela del territorio in tempi così ravvicinati. Un'urgenza che ha alimentato sfiducia da parte della comunità locale. Al Ministero abbiamo chiesto quali valutazioni in indirizzo intenda esprimere, con riferimento alle criticità elencate nell’interrogazione appena depositata. In particolare, abbiamo chiesto al Ministero se le misure approvate dal Consiglio regionale ligure non siano in contrasto con la legge quadro sulle aree protette n.394/91 e non ledano pertanto i principi fondamentali per l'istituzione e la gestione delle aree naturali protette”.

“Se, come pensiamo, le nostre osservazioni saranno supportate, auspichiamo si possa ripristinare al più presto un corretto quadro normativo all'interno di una cornice regolativa nazionale che disciplina la materia”, conclude Botto.

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