Un bel tacere non fu mai scritto

Bufano, esponente del PD, commenta le parole di Toti sull'assedio al Parlamento degli Stati Uniti.

Venerdì, 08 Gennaio 2021 09:51
L'assalto al Parlamento degli Stati Uniti L'assalto al Parlamento degli Stati Uniti

 

Quando si dice voler strafare.
Il presidente Toti ha visto in televisione un'orda di scalmanati che assediava il parlamento degli Stati Uniti e ci entrava dalle finestre spaccando i vetri, i deputati stesi pancia a terra con le maschere antigas etc.e ha pensato che era il caso di indignarsi e condannare, come hanno fatto in tutto il mondo.

Poi però il cameraman ha zoomato e Toti si è fatto un'idea dei connotati dell'assediante medio: si sono visti gli elmi con le corna alla Obelix, i giubbotti borchiati, le mimetiche, le spranghe impugnate da muscolose braccia tatuate, i torsi nudi con dipinto l' OK che significa White Power...
E allora il presidente Toti ha cominciato a vacillare: gli sembrava di essere tornato al primo luglio del 2018, alla Festa nazionale della Lega di Pontida, alla quale - alleato prediletto - solo lui era stato invitato come ospite: gli stessi elmi con le corna, gli stessi tatuaggi, le stesse facce colorate, gli stessi cappelli da cowboy, gli stessi slogan esasperati e grondanti malanimo...

E allora ha pensato di salvare capra e cavoli, e ha scritto che in democrazia i risultati si accettano anche se non si condividono e nel contempo che lui - nel 2016 - avrebbe votato Trump ma che se lo avesse fatto avrebbe sbagliato...

Pensava così di risultare 'politically correct' ed insieme - confermando che (come i suoi alleati di Pontida e di Predappio) se fosse stato uno yankee avrebbe votato Trump - di figurare bene presso i suoi determinanti supporters con celata ed usbergo, e magari anche con quelli con la nostalgia del manganello.

Macché. Il risultato di quel cumulo di periodi ipotetici è stato un disastro!
Da una parte Sansa (interpretando anche il pensiero di molti liberali) gli ha contestato che è troppo comodo fare i moderati a fasi alterne, dall'altra - sui social - molti 'trumpiani' italiani (il nocciolo duro dell'elettorato della sua maggioranza) si sono detti delusi da questo cambio di prospettiva di Toti e lo hanno additato come 'traditore' di quella destra dura, complottista e inesorabilmente antidemocratica, incarnata da Trump, alla quale costoro - con qualche ragione - ascrivevano fino ad oggi Toti stesso.
Come diceva Andreotti "Non basta avere ragione, ci vuole anche qualcuno che te la da".

Paolo Bufano
PD Sarzana

PS: Bisogna dire peraltro che Toti è piuttosto costante nella sua propensione verso il populismo. Il 9 novembre del 2016 - subito dopo la vittoria di Trump - disse a Repubblica che "come dimostra la vittoria di Trump i populisti possono essere forza di governo anche in Italia" e criticava la diffidenza di Berlusconi verso Trump che "esprime un movimento che si prende cura dei bisogni della gente".
E pensare che - secondo un sondaggio SWG per il Foglio di qualche giorno prima delle presidenziali del 2016 - degli Italiani interpellati su chi avrebbero votato se fossero stati yankees, solo il 13% aveva risposto che avrebbe votato Trump mentre il 53% (il quadruplo) aveva dichiarato che avrebbe votato per la Clinton (l'ultimo terzo dei sondaggiati non aveva risposto)...
Come si vede le simpatie di Toti per populisti, sovranisti, negazionisti, suprematisti ed arruffapopolo in genere sono molto precoci e radicate...

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