Problema abitativo in Liguria: richieste e proposte di SUNIA, SICET e UNIAT ai candidati alle regionali

La richiesta di un impegno concreto e di confronto.

Lunedì, 14 Settembre 2020 11:45

 

Il disagio abitativo in Italia e quindi in Liguria è un problema strutturale che la recessione prima e il Covid 19 poi hanno acutizzato.
Sono cresciute povertà e disuguaglianze in un quadro di politiche di bilancio tese al taglio della spesa sociale e al drastico ridimensionamento del sistema pubblico di welfare.
Tale situazione ha ingigantito l’area del rischio e della esclusione abitativa di un ampia fascia di popolazione impoverita a cui è precluso l’accesso al sistema abitativo offerto da canoni di mercato insostenibili.
Tutto ciò nonostante che il patrimonio abitativo esistente sia sufficiente a soddisfare la domanda, anzi sovrabbondante per quantità di vani rispetto alla popolazione, ad un significativo consumo suolo, ma incapace di rispondere alla domanda abitativa che necessita di canoni sostenibili e di alloggi adeguati alle nuove esigenze della società e con forte risparmio energetico.

Anche l’esperienza dell’housing sociale è stata un fallimento.
Ad oggi il maxi fondo cassa depositi e prestiti ha realizzato poco più di 3 mila alloggi a fronte di 17 mila programmati.
Un settore che si rivolge ad una utenza di fascia economica superiore rispetto a quella di ERP (Edilizia Residenziale Pubblica). Il target sociale dell’housing , fino a pochi anni fa considerato “fascia grigia”, è stato concepito per rispondere a quella categoria di cittadini troppo poveri per poter acquistare un alloggio sul libero mercato e troppo ricchi per partecipare ad un bando per l’assegnazione di una casa popolare. Oggi questa fascia di polazione è in gran parte scivolato nella fascia di povertà incrementando la domanda di edilizia residenziale pubblica a “canone sociale”.

Per questa ragione serve un piano di edilizia ERP , finalizzato ad aumentare l’offerta e promuovere l’inclusione.
Occorre altresì una legge urbanistica di indirizzo nazionale per delineare modelli di governo delle trasformazioni urbane basati su principi di sostenibilità e custodia del territorio , come bene pubblico di trasparenza e partecipazione ai processi decisionali.

La situazione del fabbisogno è leggibile nei seguenti dati :in Liguria :
- sfratti richiesti 2717 (90% per morosità);
- emessi 3983 ;
- eseguiti 1225 con forza pubblica;
- numero domande ERP in graduatoria 7400 ;
- alloggi ERP 19.500 - sfitti 1846
- quota fondo sostegno affitto anno 2015 (ultimo disponibile) €.3.557.000 per un fabbisogno di €.12.512.000 dato ad oggi sicuramente raddoppiato
Le domande erano state 6887.
L’attuale fondo nazionale di €.60 milioni + €. 9,5 milioni per la morosità incolpevole ha destinato alla nostra regione €.2.159.474 che la giunta ha ripartito ai comuni con recente provvedimento.
Seguirà un prossimo stanziamento previsto nel decreto rilancio per complessivi 160 milioni con previsione per la nostra regione di 5/6 milioni.
Il patrimonio abitativo in Liguria è di circa 750.000 case , di queste 170.000 in affitto (dati su contratti registrati).

Alla luce di queste considerazioni formuliamo le seguenti proposte, auspicando un vostro pronunciamento prima del voto e un successivo confronto per darne attuazione:
a) Aumentare l’offerta di alloggi ERP, da includere nei processi di rigenerazione urbana che vedano sempre più un ruolo attivo delle ARTE . A tal fine rivedere la L.R. 2007/38 (Organizzazione dell’intervento regionale nel settore abitativo) sostituendo il contributo aggiuntivo di urbanizzazione con la realizzazione di quote di ERP

b) Programma di recupero degli alloggi ERP : oltre all’utilizzo dei finanziamenti dedicati, cogliere l’occasione dell’ecobonus 110% , con progetti mirati ed adeguatamente sostenuti ricorrendo anche all’utilizzo di risorse del recovery fund.

c) Garantire un cofinanziamento delle risorse a sostegno della locazione (FSA-FMI) ; armonizzare i nuovi criteri emanati dal Governo al fine di consentire un rapido e pieno utilizzo delle risorse disponibili in favore degli inquilini maggiormente bisognosi incentivando la ricontrattazione dei canoni sulla base del principio di evitare il ricorso a cause legali per sfratti per morosità.

d) Prevedere una convenzione-tipo regionale per gli interventi di housing sociale che preveda l’applicazione di accordi integrativi sulla base del DM 16 gennaio 2017 e degli accordi territoriali sui canoni e le tipologie di contratto

e) Ripensare alla governance delle Aziende Arte, una riforma radicale verso un’unica “Agenzia Pubblica di Welfare” che partecipi attivamente ai processi di sviluppo locale in sinergia con i comuni

f) Inserire i quartieri ERP in processi di riqualificazione urbana con particolare attenzione alle periferie

g) Data l’esiguità del patrimonio ERP, fermare futuri piani di dismissione se non con piani di integrale sostituzione

h) il piano “Programma innovativo Nazionale per la qualità dell’abitare” dotazione di 853,8 milioni 2020/2023 riservato a Regioni e Comuni, così come il Fondo Nazionale per l’efficienza energetica (FNNE) istituito nel 2014

i) Recepire la sentenza della corte costituzionale N°44/2020 ed apportare alla legge 10/2004 le dovute modifiche. La Corte ha dichiarato illegittima la norma della Regione Lombardia(simile a quella Ligure) che subordina l’accesso all’ERP al possesso del requisito dei 5 anni di residenza. Così come la recente sentenza del Tribunale di Milano che ha accertato il carattere discriminatorio nel non ammettere l’autocertificazione, ammessa per i cittadini italiani, in merito all’assenza di patrimonio immobiliare nel proprio paese di appartenenza

j) Concordare con le Organizzazioni sindacali dell’inquilinato i Comuni assenti dall’elenco CIPE dei Comuni ad Alta tensione abitativa con l’inserimento di una serie importante di realtà territoriali sino ad oggi escluse nella prospettiva di una estensione a tutti i Comuni delle agevolazioni fiscali e di ogni altra provvidenza in materia di locazione e sfratti.

In attesa di un suo cortese riscontro di cui daremo informazione a tutti i nostri iscritti cogliamo occasione per porgerLe distinti saluti.

 

Il Segretario Generale SUNIA Franco Bravo
Il Segretaro Generale SICET Stefano Salvetti
Il Segretario Generale UNIAT Antonio Donati
 

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Sunia

Continua la mobilitazione sindacale per chiedere al Consiglio Regionale la modifica della proposta di Legge presentata dall’Assessore Scajola e che prevede fra l’altro:

  1. -L’Introduzione di un termine alla durata del contratto
  2. Forte aumento dell’affitto per chi supera del 50% il limite di accesso
  3. -La soppressione della tutela che prevede di non considerare per dieci anni il reddito dei figli per la decadenza
  4. -La sublocazione per chi è incolpevolmente moroso invece di riconoscergli un sostegno economico
  5. La vendita delle case sfitte nelle zone di pregio e quindi una riduzione del numero delle case popolari
  6. -L’introduzione di un limite ‘’ irragionevole’’ di 10 anni e 5 anni di residenza  per poter partecipare ai bandi per italiani e non comunitari

SUNIA SICET UNIAT CGIL CISL  UIL IL GIORNO 22 MAGGIO HANNO ILLUSTRATO ALLA 4 COMMISSIONE REGIONALE LE PROPRIE POSIZIONI E LE PROPRIE PROPOSTE

UNA LEGGE CHE VA CAMBIATA

LUNEDI’ 5 GIUGNO 2017 ORE 15,30

SALA DANTE

VIA UGO BASSI 4-LA SPEZIA

ASSEMBLEA DI TUTTI GLI INQUILINI DELLE CASE POPOLARI

Interverranno::

Avv. Antonella PORTONATO

Direttivo Provinciale SUNIA

Franco BRAVO

Segretario Generale Regionale e Provinciale del SUNIA

PARTECIPATE-PARTECIPATE

www.sunialaspezia.it/

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