"Sogno una Lerici esempio di contaminazione tra sviluppo e identità": intervista a Roberto Vara In evidenza

di Doris Fresco- A pochi giorni dalle elezioni amministrative abbiamo posto alcune domande al candidato sindaco Roberto Vara (SiAmo il Golfo dei Poeti).

Lunedì, 14 Settembre 2020 16:26

 

Roberto Vara, macellaio lericino di 56 anni con un passato politico da militante del PD e sempre impegnato sul territorio, è il candidato sindaco della coalizione di centrosinistra con la lista 'SiAmo il Golfo dei Poeti'.

Vara, che è riuscito dove altri prima di lui hanno fallito, si presenta all'appuntamento elettorale del 20-21 settembre appoggiato da un'ampia rete, che va dalle associazioni ambientaliste, ai partiti di sinistra, arrivando al Movimento 5 Stelle. All'appello mancano i renziani, che hanno scelto di correre in autonomia.

Dopo aver parlato della sua lista e del suo programma, abbiamo deciso di rivolgergli qualche domanda.

Nel caso venisse eletto, cosa promette ai cittadini per i primi 100 giorni di mandato?

Ci attiveremo subito per fornire i servizi comunali anche in maniera decentrata, ricuciremo il rapporto con l'Istituto Comprensivo improntandolo alla massima collaborazione e condivisione, prenderemo immediatamente contatti con Iren per approntare al più presto un consistente intervento sul rifacimento delle fognature e per variare in favore dell'utenza il sistema di raccolta differenziata.

Secondo voi Lerici è peggiorata negli ultimi cinque anni di amministrazione Paoletti. In che modo?

Sono stati privilegiati interventi di facciata senza alcun tipo di confronto e senza intervenire su problemi meno appariscenti ma sostanziali.
L’attuale amministrazione, responsabile di un clima da campagna elettorale permanente, ha alimentato un clima di scontro e di divisione tra buoni e cattivi che non può che danneggiare l’intera comunità

Cinque anni fa è stato decisivo per la vittoria di Paoletti il fatto che dall’altra parte ci fossero molte liste, è un rischio anche quest’anno?

Abbiamo lavorato a lungo ed intensamente sulla coesione ed il risultato è per noi soddisfacente: la nostra lista è supportata da tutte le anime del centrosinistra, da attivisti dei 5 stelle e da ampi settori delle associazioni. L'unica eccezione è rappresentata dal Partito di Italia Viva di Matteo Renzi, col quale abbiamo tentato un accordo fino all'ultimo, saltato per motivi a noi incomprensibili, visti anche i punti programmatici che sono molto simili ai nostri. Speriamo che ciò non infici l'obiettivo primario di sconfiggere Paoletti.

Lei ha saputo costruire una lista formata da molte anime: una ‘coalizione’ destinata a durare?

Le coalizioni vere e proprie sono quelle rappresentate dai partiti che nel nostro caso ci sono ma non in modo invasivo.
Considero la nostra esperienza un laboratorio in grado di essere fecondo e fortemente innovativo, unità etica, sincera adesione al programma, condivisione totale di tutte le attività, un modo pregno di idealità pragmatica, questo il nostro "segreto".
Sono ottimista, quello che ci unisce è un grande amore per i nostri borghi e la convinzione che l'anima di un territorio sia la sua più grande ricchezza.

Da anni a Lerici si dibatte di pontili. Quale è la sua opinione e come affronterebbe la questione se diventasse sindaco?

Affronterei prioritariamente le problematiche generali dello specchio acqueo: ricambio e qualità delle acque, scarichi fognari, insabbiamento e adeguati servizi per la nautica. Dopodichè si potrà valutare con serenità e gli indipensabili approfondimenti tecnici, fermo restando che la Rada di Lerici è un patrimonio collettivo per cui occorrerà trovare la massima condivisione sulle eventuali opere.

Come spera che sia Lerici tra cinque o dieci anni?

Un esempio virtuoso di contaminazione feconda tra sviluppo e identità, un modello che sappia fondere le esigenze dei residenti con quelle di viaggiatori consapevoli, un territorio con servizi di eccellenza, con particolare cura di anziani e bambini.

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