Giorgi: "Con l'allerta arancione i resti del ponte fanno paura"

La candidata alle elezioni regionali: "Faccio appello ai sindaci della Val di Magra: agite senza riferimenti politici, obbligate a mettere in sicurezza il fiume prima che sia tardi".

Venerdì, 28 Agosto 2020 15:40
Il ponte di Albiano crollato Il ponte di Albiano crollato

"Ci siamo, è arrivata una seria allerta meteo, arancione, il massimo livello per questa categoria di temporali, ed i resti del ponte di Albiano, i detriti che si sono già mossi verso valle, i pezzi dei piloni e della soletta che formano una diga, il furgone ancora "posteggiato" sulla carreggiata crollata e i rottami delle ringhiere e dei guard rail sono ancora tutti lì, a creare un pericolo in caso di piena, a fare paura.

Hanno avuto quattro mesi di bel tempo, di alveo in secca, di tranquillità per poter lavorare e mettere tutto in sicurezza, invece non hanno fatto nulla se non creare nomine politiche e rallentare colpevolmente gli atti doverosi da eseguire. Oggi a circa 150 giorni dal crollo parlano di "procedure di somma d'urgenza", dopo tutto questo tempo è una definizione ridicola.

Tra poche settimane il Magra sarà nuovamente con l'acqua a scorrere nell'alveo, ci sarà il fango ed inevitabilmente il maltempo. Noi che abitiamo nei comuni della confluenza, a valle di quella barriera che era il ponte di Albiano, dovremmo convivere con la paura di un'onda di piena, dei detriti che scenderanno lungo il corso del Magra e di quello che ne consegue. Aver aspettato così a lungo avrà delle conseguenze gravi.

Intanto l'unica cosa che al commissario Rossi ed alla sub commissaria Paganini pare interessi è la passerella del ministro De Micheli che è stata nuovamente rinviata e quindi, sembra, che sino a quando non verrà a farsi questa gita al ponte non si farà nulla di concreto. Dopo cinque mesi di nulla e tempo perso, per sperare di ottenere qualcosa di serio, quanto dovremmo aspettare? Anche perché sino alla seconda metà di settembre pare che di progetti per un nuovo ponte neppure se ne discuterà.

Faccio appello ai sindaci della Val di Magra: agite da sindaci, senza riferimenti politici di appartenenza, obbligateli con degli atti, con una dura ed unanime presa di posizione, a mettere in sicurezza il fiume prima che sia tardi, fatelo per noi cittadini, prima che sia tardi, prima che la paura di un'emergenza si trasformi in pericolo reale. Io mi impegno, tramite il lavoro dei parlamentari spezzini della Lega, a fare pressione, ma quello che i nostri concittadini, gli abitanti, si aspettano è un'azione forte e visibile dei loro sindaci".

Giulia Giorgi

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