Scuola, Gobbetti: "I problemi vengono da anni di tagli"

La candidata alle regionali con Linea Condivisa sostiene la necessità di interventi e finanziamenti urgenti.

Giovedì, 13 Agosto 2020 13:59
Si parla da giorni, data l’emergenza sanitaria, delle problematiche riguardanti il rientro a scuola. Banchi con le rotelle sì o no, mascherine sì o no, test sierologici, misurazioni della temperatura e quant’altro.
Discussione sicuramente utile e legittima per garantire un rientro in sicurezza sia per gli alunni che per tutto il personale.

Il fatto è che, sullo sfondo dei dettagli riguardanti l’organizzazione per il rientro, c’è una scuola vittima, da oltre 12 anni, di tagli su ogni fronte.
Dietro al falso problema dei banchi con le rotelle si nasconde una questione assolutamente critica poiché frutto di problemi ben più gravi che affliggono la nostra comunità scolastica: strutture fatiscenti e a rischio, classi pollaio, mancanza di personale specializzato.

Nonostante ciò la scuola deve andare avanti e, anche questa volta, lo farà a testa alta grazie agli insegnati, al personale ATA e ai dirigenti che, nonostante tutto, lottano ogni giorno per garantire agli studenti e alle famiglie quel benessere fisico e mentale che è necessario per la crescita e per un buon sviluppo del processo di apprendimento.
Il personale scolastico, tutto, ogni giorno si trova a dover affrontare qualsiasi genere di problema che spesso va ben oltre a quelli che sono i “ruoli specifici” di ogni lavoratore.

Non è più possibile pensare che la scuola possa andare avanti solo grazie a uomini e donne di buona volontà. E’ necessario fare di più e farlo in fretta.

Ogni anno oltre 800 mila docenti e circa 250 mila unità di personale ATA si relazionano con quasi 8 milioni di alunni e con le rispettive famiglie; questi sono numeri che devono farci riflettere quando si parla di istruzione e dei problemi ad essa connessi, poiché ogni anno oltre un quarto della popolazione italiana, a diverso titolo, interagisce all’interno di un sistema che ha il diritto di essere messo nelle condizioni di funzionare al meglio.

C’è un’urgenza che non può più attendere, è un obbligo morale investire in questo campo, garantire a tutti gli studenti le stesse possibilità per la costruzione del proprio futuro come individuo e come parte attiva nella nostra società.

Gli uffici scolastici regionali sono chiamati ad intervenire e a mettere a disposizione risorse per far fronte alle difficoltà riportate dai dirigenti scolastici e metterli in condizione, insieme a tutto il personale, di poter lavorare al meglio.


Silvia Gobbetti
LInea condivisa - candidata regionali 2020

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