Teja: "Norma Cossetto simbolo di una tragedia di un popolo"

Il Consigliere comunale di Forza Italia difende la scelta dell'amministrazione spezzina di dedicare uno spazio pubblico alla giovane uccisa nelle Foibe.

Venerdì, 24 Luglio 2020 11:38
Oscar Teja e Pierluigi Peracchini Oscar Teja e Pierluigi Peracchini

 

Da nipote di esuli italiani dell’Istria fa sorridere (per non piangere) che dopo quasi 80 anni ci sono ancora personaggi e gruppi politici che, rappresentando a malapena sé stessi, difendono l’indifendibile e che sono ancora appiattite sulle posizioni titine.

Queste persone dimenticano i fatti e come loro caratteristica deformano la verità rispetto al dramma delle foibe, degli esuli, e dei “rimasti”: tutte storie che vale la pena ricordare, studiare e diffondere, su cui c’è ancora tanto lavoro da fare.

Fatti e vicende crude come quella di Norma Cossetto, forse l’esempio più noto di “martire” delle foibe. Giovane studentessa universitaria e figlia di un piccolo proprietario terriero, era solita girare in bicicletta per Visinada, il paesino in cui viveva; suonava il piano, amava l’arte e sognava di fare l’insegnante. Era stimata da tutti e molto legata alla sua famiglia. Nel settembre ’43 i partigiani di Tito irruppero in casa Cossetto e portarono via Norma, intimandola a collaborare con il movimento di liberazione per avere salva la vita. Norma rifiutò, venne più volte violentata e subì sevizie di ogni tipo. Una testimone oculare ha raccontato che la sera prima di essere gettata nuda in una foiba, la ragazza invocò disperatamente la mamma, chiese dell’acqua, e implorò un po’ di pietà. Invano. Aveva solo ventitré anni.

Gli storici più attenti come Raoul Pupo hanno descritto l’ideologia titina sul confine orientale come una «violenza di Stato fondante, costituente, un elemento essenziale, anche se ovviamente non esclusivo, per l’affermazione della nuova statualità e del nuovo regime politico». Non una semplice reazione al potere fascista.

La verità e che le vere bande non sono quelle della nostra Amministrazione ma quelle rosso titine che depredarono, torturano e massacrarono, per usare una metafora, sparando davvero nel mucchio. Bastava essere italiani, insomma.

L’unica vera colpa di Norma era solo quella di essere italiana, e bene ha fatto il Comune della Spezia con il Sindaco Peracchini e l’Assessore Asti ad intitolare una via al suo ricordo per noi e per le future generazioni.


Oscar Teja
Consigliere Comunale della Spezia Gruppo Toti – Forza Italia

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