"La sanità deve essere pubblica, non può essere lasciata al profitto privato" In evidenza

La portavoce del Movimento Cinque Stelle Alice Salvatore cita l'esempio di un medico spezzino.

Lunedì, 04 Maggio 2020 15:20

"Questo terribile periodo della Pandemia ci ha fatto capire l’importanza della sanità pubblica. Il rapporto tra privato e pubblico non era ben compreso da tutti e ora è diventato evidente. La sanità non può essere delegata né lasciata in mano al profitto del privato. Ci vuole una competenza e una forza completamente pubblica", dichiara Alice Salvatore portavoce del Movimento 5 Stelle in Regione Liguria.

"La competenza è qualcosa che viene sempre ignorata. Nel campo sanitario dovrebbe essere invece il faro che illumina la strada di qualunque nomina e di qualunque compito venga assegnato. Per fare un esempio pratico voglio parlare di un medico, ligure, nato a Lerici che ha dimostrato una grandissima capacità, una enorme visione dei fatti inerenti le patologie Coronavirus." continua Alice Salvatore.

"Il medico si chiama Piero Boraschi ed è radiologo nella struttura Ospedaliera di Pisa. Già avrete capito che parliamo di un ottimo medico radiologo che è dovuto andare in un’altra regione per poter avere una carriera degna di questo nome. Ma veniamo ai fatti, Boraschi ha analizzato durante le tragiche giornate dell’emergenza Covid specifici segnali di patologie collegate ai decessi e ai casi più gravi del coronavirus. Il radiologo infatti ha notato che oltre alla classica polmonite interstiziale, nei casi più gravi era presente anche un danno vascolare che colpiva polmoni, cuore, cervello e reni.
Questa notazione, che ai più non direbbe nulla, in ambito scientifico è stata raccolta immediatamente fino ad arrivare alla prestigiosa rivista medica americana Academic radiology Elsevier."

"L'importante scoperta ha un valore enorme sotto l’aspetto della cura e della lotta al coronavirus. Questo ci fa capire quanto una persona singola può valere in una lotta globale come quella che stiamo vivendo. Tralasciando per un attimo l’aspetto strettamente medico della notizia arriviamo a quello più strategico e politico che riguarda la gestione della sanità ligure, ed è ciò che avete sicuramente notato: il ligure Boraschi lavora in Toscana. Qualunque sia la sua storia personale, egli rappresenta un simbolo. Perché non abbiamo saputo dare in questo caso ad un medico radiologo, ma ovviamente parliamo di tutti gli aspetti della sanità e di tutte le competenze e le figure professionali che ne derivano, un progetto professionale valido tanto da impiegarlo direttamente nella sua regione natia?", chiede Alice Salvatore.

"La risposta purtroppo è molto semplice: chi si occupa oggi come anche in troppe legislature passate della sanità ligure ha solo pensato a ridurre i servizi, per “risparmiare”, e a lasciare spazio al privato diminuendo la forza del pubblico; a pagare il meno possibile chi lavora nell’ambito sanitario, tranne ovviamente i dirigenti di massimo livello che guarda caso essendo nominati dalla politica stessa ricevono emolumenti importantissimi."

E prosegue concludendo: "Questo modo deve finalmente essere abbandonato, la sanità pubblica deve tornare ad essere protagonista dell’eccellenza e della capacità di dare, a chi decide di intraprendere questa strada professionale, un obiettivo e una visione di carriera al pari delle altre regioni e delle altre nazioni.
La famosa “fuga di cervelli” non è solamente per la ricerca e gli studi accademici ma, come abbiamo visto in questo caso, riguarda anche le persone di valore che tutti i giorni incontriamo nei nostri ospedali. Ritorniamo a portare al centro della politica il bene del cittadino".

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