Coronavirus, Pastorino propone alloggi temporanei in residenze universitarie e strutture ricettive per gli operatori sanitari In evidenza

"Chiedono di proteggere i propri cari dal contagio e di poter restare vicino al lavoro. Aiutiamoli".

Venerdì, 27 Marzo 2020 19:19

 

Alloggi in residenze universitarie, o in alternativa negli alberghi, per gli operatori sanitari che in questo periodo vogliano restare vicino agli ospedali in cui lavorano, proteggendo al tempo stesso i propri cari dall’eventuale contagio del covid-19. È la proposta che il capogruppo di Linea Condivisa e vicepresidente della commissione sanità Gianni Pastorino ha presentato stamane alla giunta regionale, ad ALiSa e Aliseo.

«Negli ultimi giorni molti operatori sanitari, sottoposti a turni massacranti, stanno chiedendo alloggi temporanei per rimanere vicini agli ospedali e per evitare che le famiglie possano entrare in contatto col virus. Un sacrificio meritorio, una scelta responsabile che merita di essere riconosciuta attraverso misure concrete –dichiara Pastorino -. Abbiamo indicato due ipotesi. La prima: un accordo fra A.Li.Sa. e Aliseo per utilizzare posti liberi all’interno delle residenze universitarie. Pensiamo, ad esempio, alla Casa dello Studente vicina al San Martino. È realistico prevedere che diversi alloggi siano disponibili o non richiesti, visto che ora gli studenti non possono frequentare l’Ateneo».

«La seconda ipotesi potrebbe prevedere una convenzione, a carico del servizio sanitario regionale, con catene alberghiere o con singole strutture ricettive, inutilizzate a causa dello stop al turismo. In tutti i casi, chiaramente, andrebbe verificata la compatibilità con il piano logistico delle strutture interessate e con le misure igienico-sanitarie stabilite dal D.P.C.M. – spiega Pastorino -. Il sistema ospedaliero ligure è in grande sofferenza: tutti ormai conosciamo le difficoltà dell’emergenza. La giunta regionale dice di essere attenta agli operatori sanitari, che reggono l’urto dell’epidemia stando in prima linea: e allora crei le condizioni perché questi ottengano quanto stanno chiedendo. Consentiamo a medici, infermieri, tecnici e oss di tutelare i propri cari. Evitiamo loro spostamenti che potrebbero trasformarsi in veicolo di contagio. Alleviamo la loro quotidianità, già difficilissima. Questa azione deve essere intrapresa dalla Regione, non può essere delegata all’iniziativa del singolo».

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