"Oss, l'accusa di sciacallaggio è squallida" In evidenza

La risposta del consigliere regionale di Italia in comune/Linea condivisa Francesco Battistini.

Martedì, 24 Marzo 2020 12:50

"Ancora una polemica, a dire il vero piuttosto squallida, sulla questione dei 158 OSS di Coopservice in attesa di conoscere il proprio futuro. Ad alzarla e' un sedicente "uno dei 450 OSS dimenticati", così il consigliere regionale Francesco Battistini.

"Una polemica che, se si fosse disposti ad ascoltare la voce della solidarietà, della cooperazione, del bene comune, non dovrebbe neppure iniziare, considerando, tra l'altro, che in ASL5 c'è posto per molti più OSS rispetto ai 158 di Coopservice".

"Quello che sosteniamo con forza, e fin dall'inizio della vicenda, e' che sarebbe necessario dire a quelle persone che lavorano, da anni, in una esternalizzazione che non hanno voluto loro, che non devono preoccuparsi per il loro futuro. Non devono e non dovranno preoccuparsi perché continueranno a portare a casa il pane. Dobbiamo essere in grado di dire che l'appalto Coopservice cesserà ma che la loro professionalità e il loro posto di lavoro è, e sarà, garantito per tutti".

"Ma diciamo anche che e' necessario eseguire la mobilità intra ed extra regionale, perché tutti i lavoratori hanno diritto di avvicinarsi a casa evitando l'inutile stress di spostamenti infiniti, evitando burn-out e affaticamento da un pendolarismo inutile".

"Quello che chiediamo, in sostanza, e' di dar seguito a un concorso pubblico perché, come si diceva in apertura, 158 OSS in ASL5 sono pochi, visti anche i numeri di aziende sanitarie liguri (vedasi ASL1) con equivalente bacino di utenza. Dall'analisi dei numeri, infatti, all'appello mancano circa 90 OSS in provincia della Spezia, numeri da integrare con un concorso pubblico".

"Per questo io rifiuto qualunque accusa di sciacallaggio o collusione o chissà quale altro complotto. Basta con l'egoismo di guardar sempre alle proprie esigenze, al proprio orticello" 

"Voglio concludere analizzando una frase di questo sedicente "uno dei 450 OSS dimenticati": "Chi vi lavora (in sanita') non è un eroe, un martire o un missionario: è un lavoratore che ha competenze in quel settore e ha diritto ad ogni tutela prevista dalla legge".

"Una frase che mi ha colpito e mi ha fatto male, perche' forse chi oggi sta combattendo la battaglia contro il Covid19 non e' un eroe, ma certamente sta andando ben oltre il proprio compitino, con un'etica, una passione e una serieta' umana e professionale che non pare invece trasparire da queste parole fredde e prive di qualsiasi empatia".

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