Cura Italia, Biagi e Frascatore: "Si è persa l'occasione per risolvere la vertenza degli OSS di ASL5" In evidenza

I due consiglieri di Cambiamo! sono critici anche su altre misure.

Mercoledì, 18 Marzo 2020 16:21

"Grande occasione persa da parte del Governo: speravamo infatti che si creasse la possibilità di stabilizzare il personale sanitario, per esempio i 158 OSS di Asl5 e invece non è arrivata una risposta in tal senso. In un momento delicato come questo inoltre le misure varate, purtroppo, non sanano affatto le disparità di trattamento tra dipendenti e liberi professionisti, lasciati interamente a carico delle casse di previdenza privatizzate". I consiglieri comunali di Cambiamo! Andrea Biagi e Marco Frascatore intervengono sul decreto legge emanato dal Governo per far fronte alla crisi economica causata dall'epidemia di COVID-19.

"Il decreto Cura Italia presenta gravi carenze - commentano - Ci balza subito agli occhi l'impossibilità di assunzione definitiva per gli operatori sociosanitari, per i quali viene solamente previsto un inserimento a tempo determinato. È davvero una beffa per persone che svolgono un servizio importante e, in questo momento di emergenza sanitaria, fondamentale. Ci sentiamo molto vicini a questi lavoratori e continueremo a sostenere la loro causa: chiederemo subito ai nostri parlamentari di farsi portatori di proposte che modifichino questa limitazione inaccettabile".

"È altrettanto discutibile la scelta del governo di non fornire supporto economico a tutti i liberi professionisti non iscritti all'Inps, pensiamo ad esempio ad architetti, geometri, dentisti - proseguono Biagi e Frascatore - Si tratta di una consistente rappresentanza del nostro tessuto economico che, al momento, può contare solo sulle proprie risorse per sopperire alla crisi lavorativa. Allo stesso modo troviamo inconsistente che, per il momento, vengano erogati una tantum 600 euro ai titolari di partita iva, non sono certo sufficienti per compensare la mancanza di introiti. È come se i cittadini venissero suddivisi in categorie, di serie A e di serie B, una vera discriminazione alla quale ci opponiamo".

"Ci auguriamo che il governo attui un cambio di passo sostanziale, altrimenti il nostro tessuto economico difficilmente si riprenderà", concludono.

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