NO alla chiusura del Parco di Montemarcello, lettera aperta alla Regione In evidenza

Legambiente e LIPU scrivono al Governatore Toti e al Presidente della Commissione Ambiente De Paoli affichè si fermi l'iter della proposta di abolizione dell'Ente.

Mercoledì, 18 Dicembre 2019 09:35
Riteniamo che la proposta di legge sulla soppressione del Parco naturale Montemarcello Magra-Vara, oltre che incostituzionale, sia del tutto immotivata nelle ragioni nonché inaccettabile sotto il profilo della cultura ambientale e dell’onestà intellettuale.

Chiediamo quindi di respingerla definitivamente, fin dal suo passaggio in Commissione Territorio e Ambiente.

Le motivazioni espresse dal Consigliere Andrea Costa per addurre questa misura sono infatti risibili e denotano l’unica vera finalità di questa operazione, che è quella di strizzare l’occhio ad una parte dell’elettorato delle aree rurali della Provincia della Spezia, dove la frustrazione per le condizioni sempre più difficili di chi è rimasto a presidiare la “campagna” trovano talvolta facile sfogo su falsi bersagli, spesso indicati proprio dalla parte più becera della politica.

Ipotizzare infatti che l’operato del Parco abbia anche solo concorso al fenomeno dell’abbandono delle campagne (fenomeno epocale, ormai quasi secolare) appare del tutto immotivato. Evidenziare come esempio eclatante quello della mancata raccolta della legna secca dal “torrente” (ma quale torrente, se il Parco insiste solo sulla parte fluviale del Magra e del Vara?), pratica caduta in disuso in modo del tutto indipendente, e comunque non vietata in assoluto dai regolamenti del Parco (regolamenti ovviamente passibili di miglioramenti, all’occorrenza); additare il divieto di caccia in area Parco come la causa della crescita delle popolazioni di cinghiale, quando, purtroppo, il fenomeno è ben più diffuso ed interessante ormai l’intero territorio, dimostrano l’inconsistenza delle motivazioni di questo provvedimento, dovuta pensiamo non tanto ad ignoranza ma invece a puro calcolo di interesse politico di bottega.

Nessuno di noi vuol sminuire la primaria funzione dei Comuni, tramite i loro Sindaci, nella gestione del territorio, ma la legislazione sulle Aree Protette ben definisce ruoli e funzioni in quei casi in cui i valori naturalistici e ambientali presenti richiedano l’intervento dello Stato o delle Regioni ai fini della loro conservazione per le generazioni presenti e future.

E’ evidente a tutti che esistono le più ampie possibilità per migliorare l’efficacia dell’azione degli Enti Parco, senza bisogno di ricorrere ad una anacronistica misura come quella di sopprimere l’Ente e trasferire alcune delle sue funzioni alla Provincia della Spezia, Ente ormai del tutto depotenziato, la cui chiamata in causa farebbe solo sorridere, se non fosse per l’importanza della posta in gioco.

Comunque la si pensi, questa proposta rappresenta una affronto all’intelligenza di tutti i cittadini liguri, ma ancor più a quella dei loro amministratori e rappresentanti politici.

Giova richiamare qui il testo che introduce gli articoli di legge, così come proposto dal consigliere Costa:

“L'intento della presente proposta di legge è quello di andare incontro alle esigenze del territorio e dj tutelarlo dal punto vista ambientale, favorendo la presenza dell'uomo. Il tempo ha dimostrando che limitare tutte le attività da sempre svolte in queste aree, a partire da quelle più semplici, come la raccolta di legna secca sul greto del torrente, per arrivare alla pulizia dei corsi d'acqua, ha avuto pesanti ripercussioni sull'intera zona. C'è stato un progressivo allontanamento dell'uomo da molte aree, rimaste abbandonate a loro stesse. Ma incuria ed abbandono sono la premessa per il dissesto idrogeologico. La mancata pulizia dei corsi d'acqua, spesso interdetta per la salvaguardia dj specie animali, è la principale causa delle esondazioni. II divieto di cacciare in area Parco ha inoltre provocato la crescita smisurata dei cinghiali, che saccheggiano campi ed orti. Un fatto, questo, che certo non incoraggia chi vorrebbe coltivare la terra, magari nel tempo libero.

Tutto dimostra che la tutela e la salvaguardia del territorio vengono garantite soltanto dalla presenza rispettosa dell'uomo. Nella vasta zona esistono tre sic (Siti di interesse comunitario), che delimitano le aree di maggior pregio, che devono continuare a vivere e ad essere tutelate e che, secondo la proposta di legge, saranno affidate alla gestione della Provincia. Il restante territorio deve invece essere affidato alle cure dei sindaci che lo conoscono e Io amministrano, senza stravolgere la sua naturale vocazione. L'Ente Parco viene quindi soppresso ed entro 60 giorni dall'entrata in vigore della presente legge sarà nominato un commissario liquidatore, che opera a titolo gratuito, e che sarà individuato tra di dipendenti della giunta. II Personale dell'Ente Parco è trasferito alla Provincia.”

 

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