Paita: "L’Italia crolla per l’abbandono dell’entroterra non per l’eccesso di infrastrutture" In evidenza

La deputata di Italia Viva invita alla riflessione sulle priorità.

Lunedì, 25 Novembre 2019 18:08

 

“L’entroterra frana – continua - perché non c’è più il presidio dell’uomo. Prendiamo il caso ligure, che può valere - con numeri diversi - per altre regioni. Oggi in Liguria gli occupati in agricoltura sono poco più di 10mila: 100mila in meno rispetto al secondo dopoguerra. 100mila persone, che prima tenevano in ordine i muretti a secco, regimavano le acque, coltivavano i terreni (per questo molto più permeabili di oggi), si occupavano della filiera del bosco, si dedicavano all’allevamento del bestiame.

Salvare la Liguria e l’Italia senza preservare e rilanciare questo patrimonio è impossibile. Ci vuole un piano straordinario per il dissesto idrogeologico e un piano di investimenti e incentivi per favorire il recupero di queste aree. Ho visto che si è già riaperta la gara a dire che la fragilità del Paese si combatte non facendo opere nuove che invece servono, come la Gronda. L’Italia crolla per l’abbandono dell’entroterra non per l’eccesso di infrastrutture. Rimettiamo in piedi la struttura Italia Sicura per il dissesto, estendiamola al progetto ‘salviamo l’entroterra’ ed evitiamo di far passare il concetto che la decrescita felice renda più sicuro il Paese. Perché le infrastrutture servono!

Il nuovo drammatico crollo di un ponte autostradale in Liguria con l’enorme frana che si è staccata dalla collina sovrastante, obbliga a ripensare tutte le normative di sicurezza in materia. Se dopo la vicenda del ponte Morandi si è giustamente messa in moto una serie di interventi di monitoraggio e di manutenzione dei viadotti più problematici, la vicenda di ieri mette in luce un altro aspetto: il controllo su tutti i versanti potenzialmente pericolosi per tratte autostradali, stradali e ferroviarie. Questa responsabilità è dei proprietari dei terreni ma va rafforzata. Penso che il gestore dell’infrastruttura debba farsi carico anch’esso dei pericoli di questo tipo. Occorre cioè responsabilizzare chi gestisce le infrastrutture anche per il monitoraggio dei terreni limitrofi”.

“Sarà un punto del programma Italia Shock che presenteremo al governo e al Paese a gennaio. Oggi finalmente tutti concordano: è il momento delle opere, della manutenzione, della difesa del territorio”, conclude.

Roma, 25 novembre 2019
Raffaella Paita Deputato Italia Viva

È GRATIS! Compila il form per ricevere via e-mail la nostra rassegna stampa.

Gazzetta della Spezia & Provincia non riceve finanziamenti pubblici, aiutaci a migliorare il nostro servizio con una piccola donazione. GRAZIE

Autore
Vota questo articolo
(0 Voti)

Ultimi da Italia Viva

Michelucci (IV): "L'ospedale è vuoto e non ci sono reparti a regime". Leggi tutto
Italia Viva
La denuncia della consigliera comunale Federica Pecunia: "Fatto che non posso tacere. Dirigenti Asl non hanno più il controllo della situazione". Leggi tutto
Italia Viva

Continua lettura nella stessa categoria:

Lascia un commento

Informiamo che in questo sito sono utilizzati "cookies di sessione" necessari per ottimizzare la navigazione, ma anche "cookies di analisi" per elaborare statistiche e "cookies di terze parti".Puoi avere maggiori dettagli e bloccare l’uso di tutti o solo di alcuni cookies, visionando l'informativa estesa. Se invece prosegui con la navigazione sul presente sito, è implicito che esprimi il consenso all’uso dei suddetti cookies. Leggi informativa