Ingegneria navale. Pellerano (PDL): "Il trasferimento alla Spezia indebolirebbe Corso e Facoltà"

«Non posso nascondere tutta la mia soddisfazione per il dibattito aperto sul progetto di trasferimento di Ingegneria Navale da Genova, sede della Facoltà da oltre 150 anni - spiega il consigliere regionale Lorenzo Pellerano (Lista Biasotti), che ha presentato sul tema anche un'interrogazione in Regione - Quando ho deciso di rendere noto alla stampa il memorandum già predisposto tra gli Enti coinvolti nell'operazione il mio obiettivo era proprio quello di aprire una proficua discussione tra le parti per valutare i punti di vista di ogni soggetto interessato.

Venerdì, 03 Maggio 2013 17:05
Ho letto in questi giorni gli interventi dei maggiori esponenti delle istituzioni locali spezzine, ma anche dei sindacati e di Confindustria e, per ultimo ma quanto mai gradito, l'intervento del professor Doria che con decisione si è detto contrario al trasferimento. Non solo: anche la posizione dell'Università sembra aver imboccato la direzione contraria a quanto evidentemente altri avrebbero voluto servire su un piatto d'argento. Il mio obiettivo, poi raggiunto, era quello di fare uscire dai cassetti di pochi un progetto che riguarda molti, se non tutti i liguri: trasferire Ingegneria Navale da Genova alla Spezia significherebbe indebolire il Corso e la Facoltà, ma anche spezzare lo stretto legame, costruito in decenni, tra l'economia del primo porto del Mediterraneo e la formazione accademica dei nostri giovani in un segmento strategico. Non possiamo poi sorvolare sulla proposta di Fincantieri che sta valutando la fattibilità di investimenti importanti nella ricerca a Genova e offre la disponibilità a ospitare i laboratori di Ingegneria Navale presso lo stabilimento di Sestri Ponente. Si tratta di una grande opportunità, anche per trovare finalmente un accordo definitivo sull'operazione di insediamento di Ingegneria agli Erzelli, a due passi dal cantiere. Siamo convinti che anche la Regione - fino a oggi silente sul tema - possa fare molto per supportare questo percorso e per valorizzare la permanenza a Genova di un fiore all'occhiello dell'Università come il corso di Navale. Infine, ritengo opportuno sottolineare che, ancora una volta, se non fossero stati resi noti i contenuti del memorandum, si sarebbe consumata l'ennesima operazione all'insaputa dei liguri, nelle stanze chiuse della politica, operazione che poi - a cose fatte - sarebbe inevitabilmente sfociata in anni di sterili discussioni, con ritardi costosissimi sul piano dello sviluppo della nostra regione. Purtroppo di casi analoghi ne abbiamo molti sotto gli occhi: Gronda, Erzelli, Ospedale del Ponente... A questo punto auspico che la discussione che si è aperta in modo inaspettato sull'ipotesi di trasferimento di Ingegneria Navale possa servire per far comprendere a una certa parte della politica che ancora pensa che si possano prendere decisioni tra pochi, che oggi più che mai è indispensabile il coinvolgimento e la partecipazione di tutte le parti su questioni che riguardano il futuro della Regione e delle sue città. Si può lavorare assieme per raggiungere obiettivi comuni, di buon senso, oltre i campanilismi, ormai superati».

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