Ospedale Felettino, la politica continua a litigare mentre la sanità è nel caos In evidenza

Gli appelli all’unità per chiedere insieme la prosecuzione dei lavori ogni volta lasciano spazio agli scambi d’accuse. Gli spezzini stanno a guardare.

Venerdì, 04 Ottobre 2019 10:45

Altro che unità per far fronte comune sul nuovo ospedale del Felettino, come invocato dal sindaco Pierluigi Peracchini.

Le divisioni politiche e il tradizionale gioco delle parti, come emerso ieri nelle commissioni congiunte sanità e lavori pubblici, con ogni probabilità avranno la meglio sull’appello lanciato dal centrodestra per presentarsi uniti, al di là dei colori politici, e chiedere insieme la prosecuzione dei lavori durante il consiglio comunale straordinario che si terrà sul nuovo ospedale.

“Vedremo in questi giorni se Pessina riprenderà immediatamente i lavori con il progetto originario come le è stato intimato”, ha detto ieri in commissione Peracchini, leggendo anche le motivazioni che hanno portato alla bocciatura della variante alle fondazioni presentata dall’azienda. “A questo punto o vengono ripristinate tutte le condizioni contrattuali – ha continuato il primo cittadino – o verranno prese le decisioni conseguenti”, vale a dire la risoluzione del contratto.

“Se si dovesse andare a risoluzione contrattuale si troveranno le risorse e il progetto verrà riappaltato – ha assicurato il sindaco – Dal punto di vista tecnico, in questo caso, ci sarà bisogno di una revisione dei prezzi e di una ricognizione del cantiere: ci vorranno almeno 7-8 mesi dalla risoluzione del contratto, sono i tempi minimi previsti dalla normativa in questi casi”.

“Vorrei ringraziare il sindaco per la serietà che ha dimostrato – ha detto il consigliere Fabio Cenerini di Forza Italia – Ha fatto il suo dovere, rispettando le regole e venendo in questa sede ad informarci. Pessina deve onorare il suo impegno: tutti quanti dobbiamo impegnarci in questo senso, dev’essere la battaglia di tutta la città. Poi vorrei chiarire che se la variante è stata bocciata non significa che l’ospedale non si farà più: l’azienda è obbligata a proseguire i lavori con il progetto originario”.

Di diverso avviso il consigliere Marco Raffaelli del Partito Democratico: “Mi sento di spezzare una lancia a favore dell’amministrazione per la chiarezza espressa rispetto a un primo momento in cui c’era molta confusione. Vorrei precisare però che la variante di Pessina non è una lampadina che si è accesa nella testa del costruttore all’improvviso, ma è scaturita da una raccomandazione ricevuta dalla Provincia. Pessina ha presentato la variante spinta da questa raccomandazione, senza che fosse previsto un euro di spesa in più né un giorno di più per i lavori”.

Nel mirino delle opposizioni è finita anche la latitanza della Regione e dei vertici di Ire, la società in house che svolge il ruolo di stazione appaltante, sul dossier del nuovo ospedale. “Ire doveva venire qui in commissione, l’abbiamo chiesto più volte, insieme all’assessore regionale alla sanità Sonia Viale, ma non si sono mai presentati”, ha ricordato Roberto Centi di LeAli a Spezia.

Il consigliere Lorenzo Forcieri ha sottolineato che “siamo di fronte a una situazione drammatica. Penso che sarebbe stato preferibile avere qui oggi anche l’assessore Viale. Accogliamo comunque l’appello per lavorare insieme: cancelliamo il passato e discutiamo del futuro dell’ospedale restando uniti”.

Un appello che è stato ribadito anche da Sauro Manucci di Fratelli d’Italia: “In queste settimane ho percepito una volontà da parte della città di arrivare in fondo a questo appalto. Io del sindaco Peracchini mi fido, ma mi fido anche di questo consiglio comunale. Non voglio perdere tempo a litigare, vorrei che agissimo in modo unitario come la città della Spezia contro tutti, la regione, lo stato, chiunque, pur di avere il nuovo ospedale”.

Una possibilità che però sembra preclusa dai continui battibecchi tra maggioranza e opposizioni, come l’eloquente scambio di battute, ieri in commissione, tra Peracchini e Melley. “Se continui a strumentalizzare sei patetico”, ha detto il sindaco rivolto al capogruppo di LeAli a Spezia, che a sua volta ha ribattuto: “Patetico lo dici a qualcuno in casa tua”. Un siparietto che rende difficile immaginare una posizione unitaria sul dossier Felettino.

“Abbiamo chiesto di sentire Toti e Viale in commissione, abbiamo fatto la richiesta ai primi di luglio, siamo a ottobre e non si sono presentati - ha fatto notare Melley - Il fatto che i vertici regionali si siano sempre negati non è normale, era un doveroso momento di confronto democratico. Questa è una valutazione politica doverosa, lei sindaco ha detto un attimo fa che si fida ciecamente del presidente Toti, io no. Oggi ci troviamo davanti a una situazione irrecuperabile: le promesse fatte da Toti con la bacchetta magica spaventano, non dobbiamo far finta che le colpe di questa situazione siano solo di Pessina”.

Un punto su cui ha battuto anche Federica Pecunia di Italia Viva: “Non si capisce perché da tre anni a questa parte la Regione non abbia mai risposto”.

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