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Sarzana, la "bufera Iacopi" irrompe in Consiglio comunale In evidenza

di Luca Manfredini: "Viva l'Italia, viva il popolo italiano e abbasso il comunismo prepotente: quello che non riconosce gli avversari politici e che verrà cancellato dalla storia", Iacopi non ci stà.

Martedì, 24 Settembre 2019 16:27

L'autorevole Sala Consiliare di Palazzo Roderio, avviluppata per l'occasione in una cappa irreale, ha visto salire sul palco degli imputati l'incontenibile Capogruppo della Lega, Emilio Iacopi.
L'atteso processo pubblico non ha mancato di deludere i numerosi "fan", pro o contro, intervenuti.

Le polemiche susseguite alla sua condivisione via Facebook dell'immagine "Mattarella traditore della Patria" il 29 agosto (seppure per breve tempo) hanno reso il Consigliere e Sarzana stessa una celebrità in tutto il Paese, passando di "bocca in bocca" sui principali media nazionali.

Come ben risaputo la sua "leggerezza", aggravata dal fatto che il Consigliere in questione indossi normalmente la divisa dell'Arma, lo ha sottoposto alle accuse di tutte le forze politiche locali ed ha rinforzato la sua aurea di "irrefrenabile voce" priva di filtri alcuno, guadagnandosi anche un'esposto presso la Procura della Repubblica della Spezia da parte del "Comitato per gli immigrati e contro ogni forma di discriminazione" ed uno dal "Circolo Pertini" di Sarzana.

Nel suo "curriculum consiliare" avevano già fatto scuola; sia la proposta ironica della creazione di un quartiere a luci rosse nelle vie storiche sarzanesi (anche questa salita ad onor di cronaca nazionale) sia gli attacchi ai dipendenti comunali definiti "inetti".

L'ordine del giorno presentato dal Partito Democratico e sottoscritto sia dai Consiglieri Federica Giorgi (M5S) che Paolo Mione (Sarzana per Sarzana-Rete Civica Liguria), oltre all'appoggio di gruppi politici extraparlamentari e Circolo Pertini, impegnava Sindaco e giunta a: "Dissociarsi formalmente dalle posizioni di Iacopi in merito all'argomento e inviare un resoconto del grave episodio al Prefetto e agli organi competenti", oltre che ad "inviare una lettera al Presidente della Repubblica e all'Arma dei Carabinieri a nome di tutto il consiglio in cui si ribadisce la massima stima e fiducia nei confronti della prima carica dello Stato e garante della Costituzione".

Presunta "offesa all'onore o al prestigio del Presidente della Repubblica" quindi, e anche un richiamo all'articolo 22 del Consiglio comunale che prevede rimozione dalla carica quando: " si compiono atti contrari alla Costituzione o per gravi persistenti violazioni di legge".

Un'ordine del giorno urgente che ha visto la sfida tra maggioranza ed opposizione prolungarsi per tutta la serata e fare slittare a nuova data gli altri argomenti in scaletta.

Ma chi si aspettava di vedere il Consigliere presentarsi con la cenere sul capo è rimasto deluso e l'effetto dell'intervento di Iacopi è stato dirompente: "In tutta questa vicenda una cosa mi ha stupito: gli attacchi sferrati non tanto alla mia persona quanto alla mia professione. Ho scoperto che a Sarzana c'è un "battaglione di soldati" con il compito di vigilare sui dettami costituzionali – esordisce – intrepidi guerrieri con come unico obbiettivo lo smantellamento dei nemici, ed io sono stato considerato come un vero nemico da abbattere con ogni mezzo. Esposti indirizzati al Comando Generale dell'Arma dei Carabinieri, al comando Regionale ed Interregionale, alla Procura della Repubblica etc".

"In tutta la mia vita non ho mai avuto nemici tali e con un'acredine ardua da immaginare. Qualcuno si è anche permesso di scrivere a mia figlia minore – alza la voce il Capogruppo – voglio dire a questi valorosi ed intrepidi soldati che non hanno nulla da insegnare a nessuno, tanto meno la Costituzione e la democrazia, loro poi, sempre appoggiati da quei "grandi" democratici componenti dei centri sociali pronti ad attaccare l'Autorità costituita con lanci di bombe carta, san pietrini, estintori etc".

"Nel loro DNA si annida il seme dell'odio e questo lo insegna la storia – aggiunge citando poi Pietro Secchia, primo segretario dell'allora partito d'azione del PCI, e allargando subito al dopoguerra, all'Unione Sovietica definita come dittatura tra le più feroci , al Patto Atlantico, alla Nato ed ai "Governi ombra" italiani – tutto ciò per ricordare a queste brave persone da dove vengono, così che non dimentichino".

Poi un breve passaggio sui componenti del Circolo Pertini e sull'esposto presentato da 47 loro associati (tra cui qualcuno presente insieme al Pres. Caprioni, presenti ma privi di possibilità di replica) cui ha ricordato la presenza dell'Onorevole Pertini in prima fila ai funerali di Tito e la storia delle foibe aggiungendo – pertanto chi discende da questa storia non può insegnare la democrazia a nessuno".

Il passo successivo è stato quello dello spiegare "la più grande truffa degli ultimi 50 anni di repubblica", il Governo Conte 2 quindi, partendo da uno dei padri Costituenti, Costantino Mortati (e causando malumore e fughe tra il pubblico) per arrivare a Zingaretti, Renzi etc e così concludendo: "Quel Governo che si muove in direzione ostinata e contraria rispetto al voto popolare, quindi credo sia il caso che la parola passi agli elettori".

Ma non ancora soddisfatto allarga il suo intervento/attacco all'Europa dei poteri forti: "Dei Soros, Monti, Prodi, Merkel, Macron, dei banchieri e delle lobby, l'Europa delle perdite di identità e dell'invasione" e cita le Banlieue francesi, la Svezia e l'Eurabia ricordando la Fallaci e il trattato di Dublino.

Un fiume in piena tra le espressioni sbigottite della minoranza, conclude citando e concordando sulla richiesta dell'opposizione di appendere nella Sala Consiliare la foto del Presidente della Repubblica: "Sono accordissimo con questa richiesta, però prima chiedo che venga appeso un Crocifisso che ricordi le nostre radici Cristiane. Appenderei altresì le foto di coloro che hanno dato la vita per la Patria combattendo la criminalità: il Giudice Livatino, Falcone, Borsellino, il Generale dei Carabinieri Carlo Alberto Dalla Chiesa, i componenti delle loro scorte, i trucidati dalle brigate rosse, il Pres. Aldo Moro, il dott. D'Antona, marco Biagi e tutti i Carabinieri, agenti della Polizia di Stato e Finanzieri – non pago insiste – poi appenderei anche quelle di tutti coloro uccisi dai Partigiani di Tito nelle Foibe, inoltre quelli uccisi per vendetta tra il 1945 ed il 48, nel triangolo della morte, uomini, donne, bambini Sacerdoti che ancora oggi chiedono giustizia. Dagli eredi di questi personaggi noi non ci facciamo insegnare nulla. Viva l'Italia, viva il popolo italiano e abbasso il comunismo prepotente: quello che non riconosce gli avversari politici e che verrà cancellato dalla storia".

Nel presentare l'Ordine del giorno Daniele Castagna (capogruppo Pd) aveva ribadito ancora la gravità dell'accaduto: "Un comportamento politicamente vergognoso che va ad inficiare il tuo ruolo di Consigliere e Capogruppo – ha attaccato rivolto a Iacopi – nessuna valutazione sul tuo ruolo nell'Arma ma il fatto d'esserne parte aggrava ulteriormente il fatto. Anche la difesa poi del tuo gruppo è stata all'altezza – aggiunge – la dichiarazione data "Iacopi interpreta solo l'idea di milioni di italiani" rende bene l'idea di una cosa voluta e condivisa".

Anche i consiglieri Beatrice Casini e Umberto Raschi, passati ufficialmente nella serata al nuovo gruppo "Italia Viva" di Matteo Renzi, hanno appoggiato la mozione Pd: "Un vero insulto non solo al Presidente Mattarella ma anche a tutti gli italiani ed alla dignità di questo Consiglio stesso, in una Maggioranza che affronta questa problematica con un disinteresse ed una bassezza che lascia allibiti – spiegano – anche il sindaco stesso ha liquidato l'accaduto delegando a semplici assunzioni di responsabilità cui ogni Consigliere deve sottostare. Non nascondetevi dietro a scontatezze e frasi vuote ma dissociatevi davvero".

"Continua ad essere grave il fatto che la maggioranza non prenda una netta posizione contro il Capogruppo – aggiunge Raschi – lo stesso che ancora peggiora la sua posizione con il proprio intervento"

A loro si unisce Paolo Mione: "Iacopi non solo non si pente ma anche non si smentisce, arrivando anche al punto di prendersela con i cittadini ed il Circolo qui presenti. Le 47 persone da lei citate hanno esercitato un diritto e lei si dovrebbe sciacquare la bocca prima di parlarne – tuona Mione – e pensare che c'è chi addirittura prova a fare di lei un martire – ride – Iacopi è in realtà lo specchio perfetto di un modo di fare politica, ed è questo il fatto grave. L'intolleranza non è il credo politico giusto e la lingua è uno strumento pericoloso che va saputo gestire – aggiunge poi rivolto a Iacopi – ma non è colpa sua Emilio, lei è lo specchio perfetto di una linea, vittima del modo di fare politica del suo partito, tanto è vero che i suoi colleghi le hanno espresso solidarietà. Lei è un seminatore di discordia e la politica dell'ingiuria che spandete inquina questo Paese e questa città. Cercate di evolvervi e cerchiamo tutti di riportare il livello di questo Consiglio perlomeno al minimo decoro dovuto, perché le ricordo che qui non siamo su Facebook"!

Replica Federica Giorgi (M5S): "Più vi ascolto e più mi rendo conto dell'importanza di questo Odg – spiega – state dicendo che Mattarella ha sbagliato, che non ha rispettato la volontà popolare e in fondo merita queste "attenzioni", e ancora insistete mentre tutti voi maggioranza dovreste nettamente dissociarvi da questa lettura, e non cercare di fare finta di niente come state facendo. Un like su un post di FB può essere un errore, ma una condivisione è voluta, ed il seminatore d'odio sei solo tu caro Iacopi".

Dai banchi della Maggioranza arriva la difesa/attacco del Consigliere Cristina Podestà (Lega), mentre i restanti gruppi cercano di moderare: "Iacopi non è né vittima né carnefice e qui di aberrante (dice la Podestà rivolta a Castagna che aveva usato il termine) c'è solo il nuovo Governo M5S/Pd bocciato dagli elettori, o i bimbi strappati alle famiglie nei fatti emiliani". 

Luca Ponzanelli (Lista Toti) prende le distanze dagli attacchi: "Non ho compreso bene l'Odg e la necessità dell'urgenza, Iacopi risponderà per se mentre ogni gruppo della maggioranza ha già bocciato il suo comportamento. Con tutti i problemi che ci sono a Sarzana siamo qui a parlare del Consigliere Iacopi – dichiara allargandosi poi al nazionale - ribadisco il suo grave errore, come pure che il Presidente della Repubblica abbia fatto quanto previsto, ma ciò non impedisce di notare quanto questo nuovo Governo sia una vergogna. Come pure denuncio il linciaggio morale, politico, professionale subito dal capogruppo della lega Sarzana – conclude – qui non siamo in tribunale e non mi permetto di giudicare la sua figura né, tantomeno, il suo essere Carabiniere".

Per "Sarzana Popolare" parlano Andrea Pizzuto e Riccardo Precetti: "Tutti noi lo conosciamo per la sua irruenza, questo lato del suo carattere gli nuoce e l'errore è stato fatto – osserva Pizzuto – il clamore suscitato da questa vicenda dovrà indurlo a moderarsi e rispettare le Istituzioni come il nostro gruppo continua a fare, ed a riporre piena fiducia nel nostro Presidente della Repubblica".
"L'obbiettivo principale dell'Odg è stato raggiunto e Iacopi ha pagato il suo errore, quello ufficializzato da tutti – aggiunge Precetti – oltre non andiamo, la presa di distanza è stata effettuata ed il processo lo lasciamo ad altri Enti".

Il Presidente del Consiglio, Carlo Rampi: "La netta distanza del Consiglio tutto dal "fatto Iacopi" è stata più volte ufficializzata, mentre nelle premesse dell'Odg c'è un tentativo di colpire il Capogruppo anche nella sua professione.
La condivisione di un Meme (non la creazione) non è un'attentato alla Costituzione, citare l'art. 22 e richiedere la sua decadenza è errato ed eccessivo – aggiunge poi creando ulteriore discussione – del resto su un'ipotetica "bilancia dell'odio via web" la stessa andrebbe a favore della compagine leghista, odiata a dismisura e tacciata normalmente anche di nazismo".

Anche il Sindaco Cristina Ponzanelli non si sottrae all'intervento e le sue parole riecheggiano severe nell'Aula: "Sgombriamo il tavolo da ogni possibile dubbio: Emilio ha sbagliato ed ha imbarazzato questa Giunta e questa città – dichiara - mai dimenticare il rispetto delle Istituzioni ed in primis del Presidente della Repubblica. Iacopi ha fatto un grave errore, ribadisco, ma vi chiedo: davvero credete a quello che avete scritto nell'Odg? – attacca – in realtà volevate solo e semplicemente dividere una Maggioranza ed umiliare una persona, consci oltretutto che quello che state chiedendo è giuridicamente improponibile. Il Tribunale non è in quest'Aula e se è vero che il suo errore ha imbarazzato tutti è anche vero che questo processo non serve a nessuno, tantomeno alla città. Ma veramente non siete interessati a portare qui altri argomenti ben più interessanti ed utili? – conclude – chiedo ad ognuno di voi della maggioranza una maggiore sobrietà, basta leggerezze sui Social e nelle dichiarazioni alla stampa, mentre ai Consiglieri di opposizione dico: metteteci in difficoltà sui temi veri, capisco sia più difficile ma certamente sarà più produttivo".

Prima della votazione finale rimane però l'ultima parola a "Sarzana per Sarzana-Rete Civica Liguria", e Mione non si sottrae allo scontro finale con il Sindaco: "Ci racconti cosa ha fatto in un anno abbondante di Governo Sindaco, stiamo ad ascoltarla volentieri , stufi di parole e promesse – esordisce – Lei oggi fa qui la maestrina ma il suo bilancio è pessimo ed il suo feeling con la città è già finito, durato ancor meno di quello di Cavarra. Critica Iacopi e tralascia di parlare del suo v.Sindaco che invece lo ha difeso. A proposito, ne approfitto per chiederle se Eretta è ancora v.Sindaco, non lo vediamo mai, magari ci informi in merito, o ci dica che fine hanno fatto il parcheggio pubblico del S.Bartolomeo da lui promesso un anno fa, o come mai non abbiamo ancora un Piano Regolatore nè è stato ancora nominato il Capo Ufficio con cui si dovrà rapportare lo stilatore – chiude – annunci, annunci e nulla più. Ci vergognamo per lei che continua a prendere in giro noi e soprattutto i cittadini".

L'Odg passa in votazione e viene respinto dalla maggioranza con 11 voti contrari e 6 favorevoli.

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