Biodigestore di Saliceti, M5S: "Al primo posto la salvaguardia dei cittadini" In evidenza

Il Movimento Cinque Stelle incontra il Comitato NoBiodigestore alla Piana di Vezzano Ligure.

Sabato, 14 Settembre 2019 10:41

Il MoVimento 5 Stelle Liguria ha incontrato, nella serata di venerdì 13 settembre, il comitato #nobiodigestore, alla Piana di Vezzano. Presenti, la capogruppo in Regione Alice Salvatore, il consigliere regionale Marco De Ferrari, vicepresidente della Commissione Sviluppo Economico, la capogruppo in Comune della Spezia Donatella Del Turco, la consigliera comunale Jessica De Muro e i capigruppo dei Comuni di Vezzano Ligure e Sarzana, Tiziano Pucci e Federica Giorgi. All'incontro anche il sottosegretario ligure Roberto Traversi, fresco di nomina.

"È da tempo che auspichiamo, perché necessaria, una nuova procedura di Valutazione Ambientale Strategica sul biodigestore di Saliceti a Vezzano Ligure: l’impianto, in grado di gestire 60mila tonnellate di rifiuti, rischia infatti di rappresentare un vero pericolo per i cittadini e la loro salute. È una struttura altamente inquinante", dichiarano la capogruppo regionale Alice Salvatore e il consigliere regionale Marco De Ferrari.

"La struttura, il cui progetto potrebbe arrivare ad aumentare fino a 100mila tonnellate la sua portata, è un impianto anaerobico atto al trattamento dei rifiuti organici in assenza di ossigeno: il suo funzionamento riverserebbe nell’aria milioni di metri cubi di anidride carbonica (CO2), sarebbe chiamato a gestire quantità importanti di percolato e rilascerebbe nell’aria formaldeide, ammoniaca e microparticolato Pm2,5 e Pm10. Tutte sostanze nocive per l’ambiente e per la salute del cittadino", spiega De Ferrari.

"La costruzione del biodigestore, inoltre, porterebbe una crescita del traffico della zona a causa dei Tir chiamati a trasportare i rifiuti fino all’impianto in un via vai continuo non solo per via della spazzatura prodotta nella provincia della Spezia, ma anche al di fuori e dalle regioni limitrofe: solo così facendo, sarebbe possibile mantenere funzionante una struttura così imponente. Per queste occorre una nuova procedura di Valutazione Ambientale Strategica (VAS) insieme a una Valutazione Integrata di Impatto Ambientale e Sanitario (VIA), come peraltro richiesto dalle linee guida regionali vigenti", spiega a sua volta Salvatore.

Sull'impatto del biodigestore, i consiglieri regionali sottolineano la necessità di valutare con attenzione anche la zona nella quale il biodigestore verrebbe costruito. "Un terrazzo alluvionale la cui struttura geologica verrebbe messa a dura prova - spiegano -, senza contare il fatto che in caso di incidente a farne le spese per prime sarebbero le falde acquifere nel sottosuolo. L’impatto e il danno ambientale della costruzione dell’impianto sarebbero gravissime a livello territoriale".

"Non si può non tenere da conto la presenza di una faglia attiva nel sottosuolo: cosa accadrebbe all’impianto e alle sue cisterne in caso di forti e improvvisi eventi, come ad esempio il terremoto di magnitudo 4.0 con epicentro Santo Stefano Magra del 23 giugno 2016?", ammonisce De Ferrari.

La soluzione potenzialmente applicabile in tutta la Regione Liguria per ciò che concerne lo smaltimento dell’immondizia? Dar vita a un sistema basato sull’economia circolare, come peraltro raccomandato dall’Unione Europea e dal Ministro dell'Ambiente Sergio Costa. "Dobbiamo applicare una strategia a 'rifiuti zero', dotando il territorio, nazionale oltre che regionale, di micro e medio impianti, anche in comodato d’uso, specializzati nel compostaggio aerobico (ossia in presenza di ossigeno) che, sfruttando processi naturali, non produce né scarti né materiale inquinante, bensì compost di alta qualità che può trovare immediato utilizzo e riciclo. Così facendo, si potrebbe chiudere correttamente il ciclo dei rifiuti evitando rischi e problemi di salute agli abitanti e alle generazioni future".

"Al contempo - concludono - nel sito scelto per il biodigestore, si potrebbero realizzare opere di riqualificazione ambientale e bonifiche, ripristinando l’habitat naturale e migliorando la qualità della vita della zona. Questa soluzione è anche supportata da tutte le associazioni di cittadini che da tempo e gran voce dicono NO alla costruzione dell’impianto perché pericoloso per la salute delle persone e inquinante a tutto campo per la provincia".

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