Toti: "Non prendo lezioni da chi fa attacchi strumentali" In evidenza

"Non prendo lezioni da Pd e Cinque stelle che strumentalmente attaccano la mia assenza in Consiglio regionale regolarmente segnalata".

Giovedì, 12 Settembre 2019 15:45

"In più, oggi, erano in programma interrogazioni a risposta immediata, e gli assessori della Giunta erano presenti per fornire tutte le puntuali risposte del caso. Ecco che anche in Liguria si fanno le prove generali dell'alleanza contro natura tra Pd e Cinque stelle, divisi su tutti i temi importanti ma uniti solamente nell'esercizio di polemiche sterili che ben vede impegnati entrambi".

Così il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti risponde a Pd e Cinque stelle sulle presenze in Consiglio regionale.

"Si parte col Pd, il cui segretario Zingaretti è meglio conosciuto come Presidente Fantasma in Regione Lazio, senza contare il precedente illustre dei funghi di Burlando, o di loro assessori alla Protezione Civile che facevano campagna elettorale durante le allerte meteo".

"Si passa poi ai Cinque Stelle: con che coraggio criticano le mie presenze in televisione dopo essersi ufficialmente lamentati per non essere stati inquadrati su Rai news nella giornata della demolizione di quello che restava di Ponte Morandi? Si interroghino sulla loro coerenza prima di puntare il dito sugli altri".

"Noi comunque siamo nella sede di Ragione Liguria a lavorare e forse sarebbe il caso che si adoperassero anche loro nella capitale per dare almeno uno straccio di rappresentanza ligure nel loro governo".

La controreplica di Giovanni Lunardon (capogruppo Pd) e Gianni Pastorino (Rete a Sinistra-Liberamente): "Prendiamo atto della risposta astiosa e piccata del presidente Toti, in merito alle nostre osservazioni sulla sua assenza odierna in Consiglio Regionale per "motivi istituzionali" tutt'altro che precisati, prima, e chiariti poi. Comprendiamo che dia fastidio essere punti sul vivo. Il tema non è, caro presidente, se la sua assenza sia segnalata o meno. Il tema è che la sua assenza non sembra motivata da impegni istituzionali, legittimi, bensì da interessi personali legati alle sue mire politiche.

Noi la vediamo così: nel giorno in cui si riunisce l'assemblea che rappresenta tutti i liguri, il presidente della regione preferisce stare a Roma a fare propaganda e a sventolare le bandiere di "Cambiamo", il suo nuovo movimento politico. Confermando, ancora una volta, che della Liguria gli interessa poco, perché il suo orizzonte è altrove. L'ambizione personale lo spinge nella Capitale, mentre la Liguria è soltanto un ripiego mal digerito.

Ce lo venga a raccontare in consiglio regionale in cosa consiste "Cambiamo". Un progetto che, abbandonando il campo dei moderati, abbraccia per convenienza il sovranismo salviniano e la destra radicale. Crediamo che in molti (a cominciare da Forza Italia) sarebbero curiosi di saperne di più".

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