La Bolkestein non fa tremare solo i balneatori, coinvolte tutte le attività su aree in concessione. CNA non arretra e si affida alla Regione

Di Emanuela Cavallo - Con la sentenza del 14 luglio la Corte di Giustizia Europea ha bocciato la proroga italiana per i canoni delle spiagge. L'incubo dei balneatori di vedere revocate e messe a bando le proprie concessioni si è così concretizzato in piena stagione, quando la priorità è il lavoro e risulta difficile mobilitarsi e protestare.

 

Il comparto delle aziende balneari è quello che più trema alla parola Bolkestein ma non il solo ad essere coinvolto dalla direttiva servizi: sono infatti tutte le aree pubbliche in concessione a dover rivedere i propri criteri di assegnazione. Le realtà provinciali che sono interessate, oltre alle spiagge, sono le aeree destinate alle attività nautica e quelle al commercio ambulante. CNA La Spezia tramite i propri referenti ha delineato il quadro di quante attività di fatto, a livello locale, sono fortemente interessate al provvedimento.

"La nautica è uno di quei settori nei quali la nostra Provincia in termini numerici ha rilievo. La Liguria detiene 1/3 dei posti barca nazionali e sul territorio spezzino siamo a quasi 3.000, un peso rilevante, dunque. Parliamo di attività storiche con oltre 50, 60 anni di consolidamento d'impresa - ha spiegato Giuliana Vatteroni, responsabile CNA Nautica – La proposta di legge nazionale, che avrebbe permesso una risposta rispetto alle problematiche sulle concessioni, si è arenata; la legge ponte post sentenza europea sembra essere a sua volta bocciata. Ora, se nel futuro si procederà tramite gara, non vogliamo corsie preferenziali ma neppure bandi trabocchetto. Abbiamo necessità di tutelare le nostre imprese partendo l'esperienza professionale: la mancanza di una valutazione di buona uscita e di un indennizzo rischia di disconoscere una vera e propria storia d'impresa".

La speranza verso il futuro è affidata dalla posizione molto forte sul tema della Regione Liguria che, tramite l'Assessore Scajola, sta attuando una politica capofila contro la Bolkestein e in difesa delle imprese italiane. L'Europa, da parte sua, essendo la ratio alla base della direttiva, permette a qualsiasi soggetto comunitario di svolgere un'attività imprenditoriale, operando nel mercato di interesse anche laddove, a causa della scarsità di risorse, non avrebbe "spazio" per entrare.

"La partita sul piano balneare ora si gioca sulla valutazione della risorsa. La prima azione è un'opera di ricognizione con i Comuni interessati verificando l'entità delle spiagge disponibili per nuove concessioni, al netto, quindi, di quelle già occupate da stabilimenti e di quelle che, per vincoli di legge, debbano rimanere totalmente libere. In base ad uno studio nazionale circa il 60% delle coste sarebbe ancora disponibile. Di conseguenza, diventerebbe superflua, ed anzi inapplicabile, la direttiva in quanto mancherebbe uno dei suoi presupposti: la scarsità delle risorse naturali", ha spiegato Davide Colombo per CNA Balneatori.

"Attualmente il Governo - aggiunge Colombo - ha approvato un emendamento al decreto Enti Locali, norma-ponte "salva imprese", che sana la situazione degli attuali concessionari che potranno lavorare con relativa tranquillità. Il problema della prospettiva è fondamentale per gli investimenti e la riqualificazione delle strutture e dell'offerta turistica in generale. Parliamo di imprese che hanno una media di 8 dipendenti per un totale di quasi 70 stabilimenti in Provincia con realtà che, oltre ai bagni, hanno bar, ristoranti e strutture connesse. Anche in termini di posti di lavoro è molto utile riflettere sulle ricadute che gli esiti di questi bandi potranno aprire. Le imprese locali sono normalmente piccole e di fronte ad offerte magari svolte da multinazionali il rischio è quello di non avere la stessa capacità economica di rilancio".

La normativa europea colpisce anche le imprese che svolgono la propria attività su suolo pubblico, dai mercati alle fiere, e prevede che i Comuni mettano tutti i posti a gara entro l'agosto del 2017.

"Sono oltre 1000 gli operatori ambulanti provinciali che saranno coinvolti da questo cambiamento. Sono quasi 40 i mercati settimanali presenti sul territorio, senza contare le fiere – ha spiegato il referente per il Commercio della CNA Maurizio Viaggi – Anche i 650 banchi della fiera di San Giuseppe andranno a bando, anche se per il reparto del commercio ambulante i Comuni, secondo la normativa regionale, faranno un bando valido per 12 anni che valuterà un punteggio aggiuntivo dato dalla storia/durata d'impresa. Opereremo per lo sviluppo dei mercati e di chi vi opera, incentivando una loro ulteriore qualificazione".

"In merito alla carta dei servizi prevista dalla norma regionale ligure ed obbligatoria dallo scorso 30 giugno quale documento identificativo dell'operatore è una autocertificazione dove vengono riportati i dati dell'impresa, i titoli abilitativi in possesso, l'attestazione annuale che comprova l'assolvimento degli obblighi amministrativi, previdenziali, fiscali e assistenziali limitatamente agli ultimi due anni di attività - aggiunge Viaggi – Su questo ultimo aspetto, quello della regolarità contributiva, CNA avverte la criticità della norma e per questo chiede che le amministrazioni e gli istituti competenti effettuino controlli sulla veridicità delle attestazioni per assicurare la regolarità e le pari condizioni di chi opera nel commercio su suolo pubblico, settore in forte crescita".

 28-07-2016 17:12

Autore: Redazione Gazzetta della Spezia
Categoria: Economia


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